5 milioni di dollari ai controversi Caschi bianchi siriani. È la cifra che il Dipartimento di Stato americano ha stanziato alla celebre Ong fondata e addestrata da James Le Mesurier, ex ufficiale dell’esercito inglese, consulente del ministero degli Esteri e del Commonwealth. “Sotto la direzione del Presidente – si legge sul sito del Dipartimento di Stato – soggetta all’approvazione del Congresso, gli Stati Uniti intendono fornire 5 milioni di dollari per la continuazione delle operazioni di salvataggio di vite umane dai Caschi bianchi siriani”.

L’annuncio ufficiale è stato dato dall’ambasciatore James Jeffrey, rappresentante speciale degli Stati Uniti e inviato speciale per la coalizione globale contro l’Isis alla terza conferenza di Bruxelles – “Sostenere il futuro della Siria e della regione”, tenutasi dal 12 al 14 marzo scorso.

“Gli Stati Uniti sostengono i Caschi bianchi”

“Il governo degli Stati Uniti sostiene fortemente il lavoro degli elmetti bianchi” sottolinea il Dipartimento di Stato americano. “Hanno salvato più di 114.000 vite dall’inizio del conflitto, incluse le vittime dei feroci attacchi di armi chimiche di Bashar al-Assad. Con oltre 2.800 volontari, continuano a fornire ricerca e soccorso, interventi di emergenza e operazioni di recupero aiutando i civili in aree al di fuori del controllo del regime”.

“Questi eroici soccorritori – prosegue il Dipartimento di Stato – svolgono il lavoro più pericoloso al mondo. Oltre a operare in una zona di guerra attiva e in gravi circostanze umanitarie, il regime siriano e la Russia hanno deliberatamente bersagliato i centri e i volontari di White Helmets; dal 2013 sono stati uccisi più di 250 elmetti bianchi e 60 centri della Ong sono stati danneggiati o distrutti dai raid aerei russi e dal regime. Nonostante questi pericoli, i White Helmets forniscono questi servizi basati su rigorosi principi umanitari e sono diventati un simbolo in Siria e nel mondo per questi valori coraggiosi”.

Non è la prima volta che il governo Usa destina fondi ai Caschi bianchi. A partire dal 2013, l’Usaid(United States Agency for International Development) ha finanziato gli elmetti bianchi con aiuti pari a 23 milioni di dollari. Il braccio destro del responsabile siriano dei White Helmets è Zouheir Albounni, un impiegato dell’Usaid, come scrive Business Insider. L’organizzazione è sostenuta anche da Regno Unito, Giappone, Danimarca e Germania.

Anche la Gran Bretagna in soccorso dei Caschi bianchi

Lo scorso settembre, in una comunicazione ufficiale, il governo di Sua maestà ha confermato la volontà di “sostenere i volontari dei Caschi bianchi siriani e le loro famiglie” evacuati dalla Siria, attraverso “sotto un programma di reinserimento” riservato alle “persone vulnerabili”. Il ministro degli esteri Jeremy Hunt ha elogiato l’operato della ong: “Le azioni dei Caschi bianchi dimostrano un vero eroismo moderno. Sono giustamente rispettati per il loro coraggioso lavoro di salvataggio delle vite e sono stati precedentemente nominati per il Nobel per la pace. Diamo il benvenuto ai primi Caschi bianchi da reinsediare nel Regno Unito”.

Questi coraggiosi volontari, afferma Hunt, “si sono affrettati a strappare gente dalle macerie quando le bombe piovevano sulla Siria e sono orgoglioso che il Regno Unito abbia aperto la strada alla loro evacuazione e reinsediamento”.

Ecco chi sono (davvero) i Caschi bianchi siriani

I cosiddetti “White Helmets” hanno sempre insistito sulla loro imparzialità, nonostante le loro operazioni di salvataggio si siano sempre concentrate nelle zone controllate dai ribelli antigovernativi. Ma come è possibile che una ong che si definisce “imparziale” e non schierata riceva 5 milioni di dollari dal Dipartimento di Stato americano e contributi vari da altri stati europei, oltre al già citato Regno Unito? Governi, come quello Usa e inglese, che per anni hanno sostenuto l’opposizione siriana e un’agenda di Regime change in Siria? Parliamo peraltro di contributi per milioni e milioni di dollari donati a una ong fondata da un’ex ufficiale britannico. Dove sarebbe l’imparzialità?

Su questa testata, in tempi non sospetti, avevamo rilevato diverse incongruenze sui Caschi bianchi e sui loro legami con alcune fazioni radicali islamiste. La nota organizzazione umanitaria premiata agli Oscar ha ricevuto un premio a Idlib dagli esponenti di Hayat Tahrir Al Sham (ex Al-Nusra), la diramazione siriana di Al Qaeda, con tanto di cerimonia organizzata in loro onore.

James Le Mesurier, il fondatore

Come molti altri ufficiali dell’esercito britannico, Le Mesurier ha frequentato la Royal Academy of Military, dove si è diplomato con il massimo dei voti, ricevendo la Medaglia dalla Regina. In seguito ha servito l’esercito britannico in molti teatri di guerra. In particolare, ha lavorato come capo dell’intelligence inglese a Pristina, in Kosovo. Nel 2000, Le Mesurier ha lasciato l’esercito e ha iniziato a lavorare per le Nazioni Unite, poiché “l’aiuto umanitario è più efficace di un esercito nei teatri di guerra”, secondo la sua esperienza.

Prima della fondazione dei White Helmets, Le Mesurier ha ricoperto il ruoli di prim’ordine nell’Olive Group, un’organizzazione privata di mercenari che da allora si è fusa con Blackwater-Academi in quello che oggi è conosciuto come il Constellis Holdings. Poi, nel 2008, Le Mesurier ha lasciato il gruppo Olive dopo essere stato nominato alla direttore della Good Harbor Consulting, presieduto da Richard A. Clarke – un veterano della sicurezza nazionale statunitense sotto le amministrazioni Bush e Clinton.

Dopo essersi unito a Good Harbor, il fondatore dei Caschi bianchi si è trasferito ad Abu Dhabi, dove si è specializzato in gestione del rischio, pianificazione di emergenza e protezione delle infrastrutture critiche. Ha addestrato una truppa a protezione dei giacimenti di gas degli Emirati e ha gestito la sicurezza della Coppa del Golfo del 2010 nello Yemen. Gli Emirati, come sappiamo, insieme alle altre monarchie del Golfo, hanno ampiamente finanziato e supportato l’opposizione armata contro Bashar al-Assad. Nel 2013 Le Mesurier ha fondato in Turchia gli Elmetti bianchi siriani.

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