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Se lunedì si poteva parlare di primo sfondamento ucraino delle difese russe a Kherson, nelle ultime ore è possibile invece fare riferimento a un autentico collasso delle forze di Mosca nella regione. I soldati di Kiev stanno avanzando lungo l’asse nord dell’oblast annesso, è bene ricordarlo, dalla Russia lo scorso venerdì.

Il quadrante è quello situato appena a nord del Dnepr, il fiume che taglia in due l’Ucraina ma che divide anche la regione di Kherson. Molte le località riprese dalle forze di Kiev, soprattutto tra quelle situate lungo le sponde del principale corso d’acqua del Paese, avvicinandosi e non poco ai punti più nevralgici dell’area.

L’avanzata ucraina delle ultime ore

Nei combattimenti avvenuti domenica, gli ucraini sono riusciti ad avanzare in alcune località minori come Arkhanhelske e Myroliubivka. Piccoli villaggi, ma strategicamente importanti in quanto la loro conquista ha equivalso a un primo sfondamento delle difese russe a Kherson. Un obiettivo inseguito da Kiev già da agosto. Più volte durante l’estate i proclami ucraini hanno infatti parlato di una possibile controffensiva nella zona. Poi a settembre, con le avanzate dell’esercito agli ordini del presidente Zelensky a sud di Kharkiv, la situazione è cambiata e il cuore del contrattacco si è spostato nel nord est del Paese.

L’avanzamento registrato tra domenica e lunedì ha sortito gli effetti sperati dagli ucraini. Il primo sfondamento delle linee russe ha aperto una breccia lungo il fronte capace oggi di trasformarsi per i russi in una vera e propria voragine. I soldati di Mosca non sono riusciti infatti a tenere nell’unica barriera naturale situata nel quadrante a nord di Kherson, costituita dal fiume Inhulet. A quel punto gli ucraini non hanno più trovato ostacoli. L’elenco dei nomi delle località riprese in mano nelle ultime ore è piuttosto lungo e viene aggiornato passo dopo passo dalle principali testate locali.

I russi stanno ripiegando verso sud, nella speranza di poter costruire più solide linee difensive. A pesare sulla nuova disfatta in terra ucraina è l’inferiorità numerica, in termini di mezzi e uomini, delle truppe inviate da Mosca. La coperta russa è troppo corta mentre, dall’altro lato, gli ucraini hanno maggiori unità operative e costanti rifornimenti di armi dagli alleati occidentali.

Esplosioni anche nella città di Kherson

Adesso i russi stanno seriamente rischiando di perdere l’intero saliente a ovest del Dnepr. In tal modo gli ucraini rientrerebbero in possesso di vaste zone dell’oblast di Kherson, lo stesso che da venerdì è considerato da Mosca come parte integrante del proprio territorio. I comandi agli ordini del Cremlino adesso sono chiamati a difendere i due principali centri della zona: Nova Kakhovkha e soprattutto Kherson, il capoluogo. La prima città in linea d’aria, con l’avanzamento ucraino, è oramai distante non più di 40 km dal fronte ma è situata sulla sponda opposta del Dnepr e quindi è protetta da una barriera naturale.

Anche Kherson, tra altri corsi d’acqua della zona e difese artificiali organizzate dai russi, sembra essere protetta. Tuttavia se la progressione ucraina dovesse confermarsi anche nei prossimi giorni, il centro cittadino sarà a portata di artiglieria a corto raggio nel giro di poco tempo. Forse, hanno azzardato fonti di Kiev, qualche settimana.

Intanto l’esercito ucraino sta già facendo sentire la sua pressione. Su Telegram in diversi gruppi di cittadini di Kherson hanno segnalato diverse esplosioni in città. Probabili segnali di raid effettuati dagli ucraini in avanzata da nord. A conferma della pressione sull’unico capoluogo di regione in mano ai russi anche, tra le altre cose, il bombardamento contro il Ponte Antonivsky. Una struttura strategica in quanto collega Kherson con la sponda opposta del Dnepr. Per conquistarlo i russi, tra il 25 e il 27 febbraio scorso, hanno perso molti uomini.

Mosca conferma le perdite e invita alla calma

Nel tardo pomeriggio sono arrivate conferme anche dalla capitale russa. In particolare, così come sottolineato dall’agenzia Afp, il ministero della Difesa russo ha mostrato alcune mappe aggiornate in cui sono state comprese le perdite territoriali delle ultime ore. Mosca ha quindi ammesso in tal modo l’indietreggiamento dei propri soldati lungo il fronte di Kherson.

Dal capoluogo dell’oblast sono emerse anche dichiarazioni di funzionari inviati dal Cremlino i quali hanno chiesto “calma” alla popolazione. In città evidentemente si è diffusa la notizia delle ultime avanzate ucraine e i cittadini hanno interpretato i rumori delle esplosioni come un rapido avvicinamento della linea del fronte.

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