Potrebbe essere una giornata decisiva per Mariupol, in un senso o nell’altro. Le prime indiscrezioni sono arrivate in mattinata, quando Reuters ha rilanciato l’ipotesi di una possibile evacuazione dei civili intrappolati nell’acciaieria Azovstal da parte delle autorità ucraine.

L’agenzia ha citato l’ufficio stampa dell’amministrazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Per oggi è in programma un’operazione per far uscire i civili dalla fabbrica”, ha affermato l’ufficio presidenziale, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli.

Dopo qualche ora sono giunte altre notizie, frammentate ma piuttosto preoccupanti. Petro Andrushchenko, consigliere del sindaco di Mariupol, ha fatto sapere che le forze russe hanno chiuso un’area della città, in vista di un altro possibile tentativo di prendere d’assalto l’acciaieria Azovstal. “Per ora, gli occupanti hanno chiuso nuovamente la piazza del distretto della Rive Gauche dal Parco Veselka, a nord dell’acciaieria. Ciò potrebbe essere dovuto a un altro tentativo di prendere d’assalto Azovstal oppure a scontri di strada”, ha affermato Andrushchenko.



Assalti, fuga, evacuazione

Non sappiamo se ci saranno le condizioni per consentire agli ucraini di far evacuare l’acciaieria, né sappiamo come è avvenuto l’assalto russo preannunciato da Andrushchenko. Lo stesso consigliere, nel primo pomeriggio, ha però rilasciato altri aggiornamenti.

Pare infatti che uno dei tentativi delle forze del Cremlino di assaltare l’area dell’acciaieria Azovstal si sia concluso con la fuga dei soldati russi e perdite tra le loro fila. “Video degli ultimi combattimenti di strada nella zona di Azovstal. È unico perché di solito vediamo solo i combattenti con le finestre vuote. Qui ci sono le vere conseguenze dei tentativi dei marines russi di attaccare il battaglione Azov e i nostri marines”, ha detto Andriushchenko pubblicando il video su Telegram.

Ieri Zelensky, in conferenza stampa con il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, aveva usato parole emblematiche: “L’Ucraina è pronta per negoziati immediati sull’evacuazione delle persone da Mariupol e si aspetta l’assistenza delle Nazioni Unite”.

Situazione disperata

In ogni caso, indipendentemente da cosa accadrà, la situazione nell’acciaieria di Mariupol sembrerebbe essere critica. I soldati del battaglione Azov, ieri, hanno postato un filmato di pochi secondi nel quale si vedono i primi soccorsi ai soldati rimasti sotto le macerie in seguito agli effetti causati da un bombardamento russo. “Bombardato l’ospedale da campo militare che si trova nell’acciaieria Azovstal: ci sono morti e nuovi feriti”, hanno fatto sapere su Telegram.

“La sala operatoria è distrutta. Continuano a bombardare – hanno scritto ancora i soldati – ma la Convenzione di Ginevra garantisce la protezione delle istituzioni mediche ospedaliere e ai feriti dovrebbe essere fornita l’assistenza necessaria senza discriminazioni di alcun tipo”.

Nelle ultime immagini diffuse dal consiglio comunale cittadino e riprese dall’Ukrainska Pravda si vedono scene raccapriccianti dell’ospedale allestito dentro uno dei rifugi dell’acciaieria, dove vengono assistiti feriti sia militari che civili. Sono foto crude, che mostrano persone colpite da schegge e proiettili che vengono sottoposte a interventi chirurgici in locali non sterili, con scarsa luce, su vecchie brande, materassini sporchi di sangue, e in condizioni igieniche inesistenti. Il personale sanitario non ha più medicinali, rimuove parti metalliche da ferite profonde, amputa arti, nel disperato tentativo di salvare vite. Il loro destino è ancora tutto da decidere. E potrebbe essere deciso nelle prossime ore.

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