Per qualcuno è un fervente eroe della resistenza ucraina, l’ultimo baluardo che protegge Mariupol dall’assalto dei nemici. Altri lo considerano un “estremista nero“, un nazista alla guida del Battaglione Azov, il reggimento più discusso dell’intera Ucraina. Chi è davvero Denis Prokopenko, detto “Friend Radis”?

È difficile districarsi tra realtà e propaganda, tra verità e false accuse. Sappiamo pochissimo di Prokopenko, se non che è l’uomo che sta guidando la difesa della città di Mariupol contro l’assedio russo orchestrato dal colonnello generale Mikhail Mizintsev, e che è uno dei fondatori del presunto “battaglione nazista” in cima alla lista nera di Vladimir Putin.

A metà strada tra un eroe e un criminale: dipende dai punti di vista e da quale prospettiva scegliamo di utilizzare per inquadrarlo. Certo è che il suo background ambiguo pare abbia infastidito anche Kiev, visto che, come ha sottolineato Il Corriere della Sera, sui siti ucraini il suo nome è scomparso quasi come per magia, forse per evitare strumentalizzazioni da parte di Mosca. Dove, invece, Prokopenko appare sull’edizione russa di Wikipedia ed è considerato la personificazione dell’Ucraina “nazista”, ovvero quella parte di Ucraina che la Federazione Russa vuole debellare per sempre.



Eroe della resistenza o nazista?

È difficile far coincidere i due aspetti che sembrano contraddistinguere la biografia di Prokopenko. Da una parte ufficiale in capo della resistenza militare a Mariupol, la città messa a ferro e fuoco dall’Armata di Mosca che rifiuta di arrendersi; dall’altra un ragazzo con presunte simpatie neonaziste, nonché il comandante con più alto grado dell’ormai arcinoto Battaglione Azov.

La sua vita è avvolta nel mistero. Pare che suo nonno partecipò alla guerra sovietico-finlandese del 1939-1940 (tornando a casa sano e salvo) e che lui, Denis, si sia laureato presso la Facoltà di filologia germanica dell’Università linguistica nazionale di Kiev, con una laurea in insegnamento della lingua inglese.

Prima di essere conosciuto per le attività militari, è stato un ultras del club calcistico della Dynamo Kiev. “Siamo incredibilmente orgogliosi di Denis e dell’intero reggimento che ora difende coraggiosamente le nostre città. Gloria agli eroi dell’Ucraina”, si legge sulla pagina degli ultras della Dynamo su Instagram. Il 19 marzo il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha conferito il titolo di “Eroe dell’Ucraina” al maggiore Prokopenko Denis Gennadyevich, comandante di un distaccamento speciale di Azov “per il coraggio, per le azioni efficaci di respingere gli attacchi nemici, per la difesa la città eroica di Mariupol”.

 

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Denis, detto “Friend Radis”

I suoi subordinati lo chiamano semplicemente “Friend Radis“. Dal 2014 ha preso parte all'”operazione antiterroristica” nell’Ucraina orientale, dove ha comandato un plotone e una compagnia ad Azov. In poche parole, si è plasmato nella curva della Dynamo Kiev prima di mettersi al servizio del suo Paese nel Donbass combattendo i filorussi.

Diventa così un soldato professionista. Inizia ad addestrarsi finché, nel settembre 2017, viene nominato comandante del suddetto Battaglione Azov, mentre oggi si trova a Mariupol nelle vesti di un moderno Leonida. La taglia che il presidente ceceno, Ramzan Kadyrov, alleato di Putin, ha messo sulla sua testa vale mezzo milione di dollari.

“Il nemico viola le regole di guerra sparando contro i civili e distruggendo le infrastrutture della città. Le azioni del nemico sono in realtà un genocidio degli abitanti di Mariupol. I tentativi di organizzare un “corridoio verde” per i civili sono falliti a causa dei bombardamenti dei luoghi di evacuazione da parte di il nemico”, sono alcune delle sue ultime dichiarazioni riportate dall’agenzia Interfax.

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