Si chiama Mikhail Mizintsev ed è l’uomo che sta guidando l’assedio di Mariupol. Ordini, direttive, comandi: tutto fa capo al colonnello generale Mizintsev, capo del National Defense Management Center – o National Defense Control Center (NDCC) – russo. Per la cronaca, è lo stesso che ha coordinato, a suo tempo, l’operazione russa in Siria. Da qui si spiega perché l’assedio di Mariupol, città ucraina situata nella parte meridionale del Paese ormai in ginocchio, richiama da vicino quanto avvenuto ad Aleppo.

Ma chi è davvero Mizintsev? Partiamo dal ruolo che ricopre: capo del Centro di gestione della difesa nazionale. L’NDCC è il centro supremo di comando e controllo del ministero della Difesa russo e delle forze armate russe. Considerata la seconda massima autorità dopo la Difesa, è responsabile della gestione e supervisione dello stesso ministero nonché subordinata allo Stato Maggiore delle Forze Armate della Federazione Russa. Tutto questo giro di parole per dire che Mizintsev non è proprio l’ultimo arrivato. Anzi: dall’istituzione del NDCC, nel dicembre 2014, da tenente generale, ne ha subito preso le redini, fino alla promozione a colonnello.


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Tra bombe e ultimatum

Per Kiev il teatro, l’ospedale pediatrico e pure quello di maternità: sarebbero stati colpiti per ordine di Mizintsev. Il capo dell’NDCC, hanno osservato fonti ucraine, sta mettendo a ferro e fuoco Mariupol allo stesso modo di come aveva distrutto le città siriane. Anton Gerashchenko, consigliere del capo del Ministero dell’Intero ucraino, ha chiesto alla Corte penale internazionale dell’Aia di tenere a mente il nome di Mizintsev per accusarlo di crimini di guerra.


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Sappiamo poco di lui, se non che ha 59 anni ed è nato nella regione di Vologda. Si è diplomato nel 1980 presso la scuola militare Suvorov di Tver e alla scuola di comando combinato di armi di Kiev nel 1984. Si è quindi specializzato in ricognizione tattica ed era al comando delle truppe russe nel Transcaucaso. Pare che sia stato Valery Gerasimov, Capo di stato maggiore generale delle Forze armate russe, a notare le capacità di Mizintsev. La sua ascesa, iniziata nel 2011, è stata fulminea. Ha guidato le operazioni nel Caucaso settentrionale nel 2013, diventando tenente generale a due stelle, fino a ricoprire l’attuale carica all’NDCC.



“Il generale preferito di Putin”

Mizintsev è uno dei comandanti più apprezzati da Vladimir Putin, e c’è addirittura chi sostiene che sia il generale preferito dal presidente russo. Non sappiamo se sia vero, ma di sicuro è vero il curriculum di questo colonnello fornito da Gerashchenko, secondo cui Mizintsev, il capo dell’assedio di Mariupol, ha guidato anche l’operazione di Mosca nella guerra siriana tra il 2015 e il 2016.

Qualche giorno fa è stato citato dai media di mezzo mondo. L’ultimatum russo lanciato alle autorità di Mariupol è uscito dalla sua bocca: “Deponete le armi. A tutto coloro che lo faranno sarà garantito un passaggio sicuro fuori dalla città. Le autorità cittadine hanno l’occasione di prendere una decisione e schierarsi con la gente. In caso contrario, il tribunale militare che li attende sarà solo una piccola parte di ciò che si meritano per i terribili crimini commessi che la parte russa sta documentando con attenzione”.

La risposta ucraina non si è fatta attendere. Kiev ha sostanzialmente respinto l’ultimatum della Russia che chiedeva la resa della città assediata di Mariupol. “L’Ucraina non potrà mai accettare un ultimatum della Russia. Dovremo essere tutti morti, solo così potremo rispettare l’ultimatum per Kharkiv, Mariupol o Kiev”, ha tuonato Volodymyr Zelensky. Nel frattempo la morsa dei russi continua a strinfgersi sempre di più. Mariupol è in ginocchio.

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