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Entro la metà del prossimo anno il missile balistico intercontinentale di nuova generazione Dongfeng-41, entrerà ufficialmente in servizio con la Forza Strategica Missilistica della Cina. È quanto si legge in un editoriale pubblicato sul tabloid Global Times, prodotto dal quotidiano ufficiale del Partito Comunista Cinese. Il Global Times rispecchia la posizione del governo centrale cinese.

“Il missile può colpire ogni angolo della terra, permettendo alla Cina di contrastare qualsiasi attacco nucleare sul paese”.

Il Dongfeng-41

La classe Dongfeng / Vento dell’Est, è formata da una serie di vettori balistici intercontinentali a medio e lungo raggio in servizio con la Forza Strategica Missilistica cinese. Il Dongfeng-41 è concepito come un asset strategico che conferisce “autorità” all’Esercito di Liberazione del Popolo.

L’ultimo test monitorato in tempo reale dalla rete satellitare militare americana risale al 13 aprile dello scorso anno. Tuttavia l’ottavo ed ultimo  test si sarebbe svolto con successo all’inizio del mese nell’area desertica occidentale della Cina. Il DF-41 è lungo 16,5 metri con un diametro di 2,78 metri: dovrebbe essere in grado di trasportare fino a dieci/dodici testate manovrabili a rientro multiplo indipendente da 250 chilotoni a quattordicimila chilometri di distanza. Non si conosce la sua probabilità di errore circolare (CEP). Per i media cinesi il DF-41 avrebbe una sorprendente precisione di 100 metri.

Dovrebbe trattarsi di un missile a tre stadi a combustibile solido da 80 tonnellate circa a guida inerziale. Secondo le specifiche potrebbe colpire il territorio americano, sorvolando il Polo Nord in traiettoria circumpolare, a trenta minuti dal lancio. Gli obiettivi di un ipotetico attacco di rappresaglia cinese sarebbero le più grandi città della costa orientale ed occidentale, così come quelle nel Midwest. Sistemi d’arma come il DF-41 assicurano la rappresaglia completamente assicurata.

Lo sviluppo dei nuovi missili balistici cinesi di terza generazione risale al 2014, in un rapporto del Pentagono sulle nuove capacità militari di Pechino. Soltanto nel quarto test è stata testata la capacità di rientro multiplo indipendente. La capacità multi-testata Marv, infine, è ritenuta in via di sviluppo, ma non ancora operativa. Il Dongfeng-41 è considerato uno dei più avanzati missili balistici intercontinentali del mondo: potrebbe colpire qualsiasi parte del pianeta. E’ certamente un sistema d’arma ipersonico con una velocità stimata superiore a Mach 10. I DF-41 equipaggiano anche i treni della morte cinesi, sistemi su rotaia in grado di lanciare un missile balistico.

I treni della morte cinesi

In sviluppo dal 1982, il sistema su rotaie cinese si basa sulla tecnologia del precedente rail-mobile sovietico chiamato Combat Railway Missile Complex. Negli ultimi venti anni, i cinesi hanno sviluppato un vasto sistema ferroviario sotterraneo da dove spostare i propri treni armati con testate nucleari. Il concetto del Nuke Train è una proiezione speculare terrestre del servizio deterrente balistico svolto dai sottomarini: i treni sono molto meno costosi. Dato che è impossibile determinare con precisione il luogo da dove potrebbero lanciare i missili, i convogli camuffati sono soprannominati treni della morte o treni fantasma. Pechino, infine, continua a sviluppare anche i sistemi basati sulla potenza scalare conferita dalla dottrina dial-a-yield, per una forza nucleare di precisione SEE o small, elite and effective.

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