Cina-Usa, la sfida continua. Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha accusato Pechino di usare il debito come strumento di governo per strozzare gli altri Paesi asiatici. In particolare, Pompeo ha puntato il dito sul comportamento della Cina nel Mar Cinese Meridionale. Dove si sta per accendere un nuovo focolaio, ben peggiore della guerra dei dazi.

“La Cina danneggia gli altri Paesi asiatici”

Le parole di Pompeo non saranno sicuramente piaciute a Xi Jinping. “La Cina – ha esordito il Segretario in un discorso a Houston – sta bloccando lo sviluppo nel Mar Cinese Meridionale. Con l’utilizzo di mezzi coercitivi impedisce ai membri dell’Aseam (Association of South-East Asian Nations) di accedere a oltre 2,5 milioni di dollari di riserve in energia recuperabile”. Pompeo ha poi rincarato la dose: “Il governo degli Stati Uniti promuove la sicurezza energetica e vogliamo che i paesi della regione abbiano accesso alla propria energia”.

Il Mar Cinese Meridionale: zona critica

Al di là della pretesa statunitense, c’è da dire che la Cina ha in tasca numerose partnership con Stati del sud-est asiatico. Proprio per questo gli Stati Uniti vorrebbero mettersi in mezzo, danneggiare l’armonia e mettere zizzania. D’altronde la pax asiatica si regge su basi economiche piuttosto fragili e non mancano dispute fra la Cina e i suoi vicini. Nel Mar Cinese Meridionale Pechino ha continue rivendicazioni su miglia marine e strisce di terra con Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei. Senza dimenticare il nodo Taiwan, altra leva che Washington potrebbe utilizzare per sollevare un polverone non solo mediatico. La Cina nel recente passato si è scontrata con il Vietnam per i diritti di esplorazione degli idrocarburi presenti nelle acque contese.

La risposta di Pechino: “Washington non si intrometta”

La risposta di Pechino non è tardata ad arrivare. Il portavoce del Ministro degli Affari Esteri cinese, Lu Kang, ha definito le parole di Pompeo “inaccettabili”. La Cina ritiene inoltre che le nazioni della regione siano in grado di risolvere le proprie dispute da sole, senza l’ingerenza di terze parti. Il Dragone ha più volte fatto capire agli Stati Uniti di stare alla larga dalle dispute regionali. In primis quelle relative al Mar Cinese Meridionale, autentico nervo scoperto del governo cinese. La Cina non ha ancora un controllo totale dell’area e questo limita la sua espansione verso l’Oceano Pacifico. Lu ha poi affermato che “le Nazioni al di fuori della regione dovrebbero astenersi dal creare problemi e interrompere la situazione armoniosa tra la Cina e i suoi vicini”.

La “Trappola del debito”

Gli Stati Uniti cercano di far impaurire i partner cinesi dell’area parlando di minaccia della “trappola del debito pubblico”. Secondo la Casa Bianca la Cina starebbe influenzando i suoi vicini e la loro linea politica, anche attraverso il progetto della Nuova via della Seta. In realtà Pompeo vorrebbe che i membri dell’Asesan si smarcassero dal pressing cinese per intavolare nuovi accordi con gli americani. Ma questo la Cina non lo permetterà mai. Ecco perché una tensione in questa zona non è un bel segnale. Soprattutto se le due superpotenze devono ancora trovare un accordo sui dazi.

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