Secondo quanto riporta il quotidiano tedesco Handelsblatt, la Cina avrebbe fatto enormi passi avanti nel completamento dei suoi sottomarini lanciamissili balistici classe Jin (o Type 094), di cui due unità sono già entrate in servizio.

Come già rilevato da un passaggio satellitare dello scorso novembre sopra il cantiere navale Bohai, sito nei pressi del porto di Huludao nella provincia di Lianoning, mentre due di questi vascelli erano già entrati in servizio, altri 3 erano in via di completamento di cui due in fase avanzata.

Oggi, come riportato anche da Reuters, sempre immagini satellitari, questa volta della base per sottomarini sita nell’isola di Hainan nella Cina meridionale, sembrano lasciar supporre che anche gli altri due vascelli della medesima classe siano sul punto di entrare in servizio attivo.

Attività notturna sospetta

Oltre alla ricognizione satellitare, a supportare l’ipotesi che altri sommergibili Type 094 siano sul punto di entrare in forza nella Pla-Navy, c’è anche la testimonianza di strane attività notturne nella baia che fronteggia la base navale dell’isola di Hainan.

Oltre ad aerei e unità navali antisom che assiduamente pattugliano il mare prospiciente la base, spesso durante la notte, potenti fasci di luce vengono indirizzati contro le facciate degli alberghi che si affacciano sulla costa per rendere la visibilità verso il mare praticamente impossibile agli eventuali ospiti.

Spesso questi fasci di luce provengono da potenti fotoelettriche basate a terra ma altre volte da motovedette o altre unità navali in navigazione nella baia.

Il motivo di queste precauzioni è evidente: rendere impossibile da parte di osservatori a terra, l’identificazione delle unità navali che escono dalla base navale di Hainan.

Attività che però non si è potuta celare all’occhio del satellite che ha individuato, nel corso di questi mesi, anche l’implementazione della base con sistemi di sorveglianza radar e con la costruzione di edifici che, secondo gli analisti, servirebbero all’immagazzinamento e al carico dei missili balistici intercontinentali sui sottomarini.

Tutti questi indizi lasciano supporre che la Cina presto avrà la capacità di effettuare pattugliamenti con la propria forza di sottomarini lanciamissili, sempre che già non ne sia in grado, e che quindi Pechino potrà avere un efficace deterrente atomico in grado di effettuare quello che viene comunemente chiamato second strike, ovvero il “secondo colpo” nucleare a seguito di un primo attacco nemico.

La Cina entra ufficialmente nel club della triade nucleare

Con l’ingresso in servizio di un congruo numero di sottomarini Type 094, la Cina entra nel ristretto club di nazioni in grado di schierare la cosiddetta “triade nucleare” ovvero la diversificazione del deterrente atomico su diverse piattaforme: navali, missilistiche, aeree.

In tempi recenti solo la Russia e gli Stati Uniti ne hanno fatto parte, considerando che Francia e Inghilterra hanno, nel corso degli anni, rinunciato a una o più componenti (i francesi ad esempio hanno smantellato i loro missili balistici basati nei silo del Plateau d’Albion e ora si affidano solo ai sottomarini e ai missili da crociera aviolanciabili) mentre altre nazioni, come India, Pakistan e Corea del Nord, ancora non hanno sviluppato in modo maturo tutte e tre le componenti della triade sebbene alcune, come l’India, stiano lavorando alacremente per colmare le varie lacune.

In particolare una flotta consistente ed efficiente di sottomarini lanciamissili balistici, comunemente conosciuti con l’acronimo di Ssbn, segna un drammatico balzo in avanti nella possibilità della Cina di colpire gli Stati Uniti con un attacco preventivo o di ritorsione.

Le ben note qualità furtive di un sottomarino, unite alla caratteristiche tecniche dei missili balistici, mettono nel mirino tutto il continente americano. Ciascuno dei quattro sottomarini classe Jin è armato con 12 missili balistici con una gittata di circa 7200 chilometri che permetterebbe di effettuare un attacco agli Stati Uniti continentali dal Pacifico Occidentale e alle Hawaii dai “bastioni” formati dai mari come il Mar Cinese Meridionale, che non a caso è stato militarizzato dalla Cina.

Alcuni analisti del Csis, il Centro Internazionale per gli Studi Strategici, basato a Washington, ritengono che i missili cinesi abbiano una gittata ancora superiore: il Jl-2, un Slbm armato con una testata singola da un megatone o dalle 3 alle 8 Mirv di potenza inferiore, sarebbe in grado di avere una gittata massima compresa tra gli 8 ed i 9mila chilometri.

Una partita a scacchi con gli Stati Uniti

Questa nuova capacità pone la Cina in diretto contrasto con gli Stati Uniti non solo sotto l’evidente punto di vista militare, ma anche dal punto di vista politico: acquisire una capacità di deterrenza atomica credibile ed efficace, se unita ad una politica estera attiva come quella cinese può far riconsiderare le alleanze storiche di tutta l’aria estremo orientale ed asiatica attirando nuovi partner strategici nell’orbita di Pechino.

Se poi il tuo antico alleato dimostra di disinteressarsi alla tua regione e ti lascia a difenderti da solo contro un avversario aggressivo, è più facile riconsiderare alleanze e inimicizie anche magari ribaltandole completamente.

Ecco quindi spiegato perché gli Stati Uniti, dopo anni di politica di disimpegno da parte delle amministrazioni Obama, sono tornati prepotentemente ad interessarsi dell’area asiatica ed estremo orientale come dimostra l’escalation militare e diplomatica in occasione della crisi dei missili coreana.

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