Mosca minaccia di colpire i convogli occidentali che trasportano armi a sostegno dell’esercito di Kiev, con il rischio che un incidente possa provocare un escalation che porti a drammatica una internazionalizzazione del conflitto. L’ambasciatore russo nel Regno Unito, Andrey Kelin, ha affermato che l’artiglieria pesante e i missili che il ministero della Difesa britannico ha annunciato che invierà in Ucraina potrebbero essere presi di mira dalle forze russe, una volta superato il confine, diventando così un “obiettivo legittimo” delle truppe di Mosca.

Si tratta, in particolare, dei convogli che trasportano i missili Starstreak, che hanno cominciato ad arrivare in Ucraina la scorsa settimana e potrebbero dare filo da torcere alle truppe russe. Come ha scritto Federico Giuliani su InsideOver, il sistema Starstreak ha una gittata di sette chilometri ed è inoltre dotato di un missile in grado di raggiungere una velocità tre volte superiore a quella del suono. Il comandante della Difesa aerea dell’esercito britannico, Graham Taylor, ha commentato al quotidiano The Times che, con la comparsa dei suddetti missili in Ucraina, i piloti russi ci penseranno almeno due volte prima di salire sui loro mezzi militari. Inoltre, gli Starstreak potrebbero costringere i piloti russi a rivedere la loro strategia, visto che la testata di questi missili è ben più sofisticata rispetto a quella degli Stinger. I nuovi missili causano danni catastrofici ai caccia e agli elicotteri nemici.

Armi a Kiev dal Regno Unito, l’ambasciatore russo avverte Londra

Il segretario alla Difesa Ben Wallace ha dichiarato la scorsa settimana che altri “aiuti letali” saranno inviati all’Ucraina, compresa l’artiglieria a lungo raggio, mentre Boris Johnson ha ripetutamente insistito sul fatto che il Regno Unito fornirà ulteriore supporto difensivo all’Ucraina, incluso un nuovo pacchetto di 6.000 missili. In un’intervista alla Tass, il già menzionato ambasciatore russo nel Regno Unito, Andrey Klein, ha voluto sottolineare che “tutte le forniture di armi sono destabilizzanti, in particolare quelle menzionate dal segretario alla Difesa britannico Ben Wallace”. Secondo l’ambasciatore, le armi inglesi “aggravano la situazione, rendendola ancora più sanguinosa. Apparentemente, quelle sono armi nuove e di alta precisione. Naturalmente, le nostre forze armate le considereranno un obiettivo legittimo se quei rifornimenti attraversano il confine ucraino”.

“Ho la sensazione che la percezione di Londra di ciò che sta accadendo in Ucraina dal punto di vista militare sia formata da rapporti eccessivamente positivi del ministero della Difesa ucraino e della leadership dell’Ucraina” spiega l’ambasciatore. “Se guardiamo alle mappe che vengono pubblicate da giornali e riviste qui, si basano esclusivamente su fonti ucraine. Credono ancora che il battaglione Azov stia per liberare Mariupol, che le forze della milizia popolare non abbiano fatto alcun progresso nella regione di Lugansk”, ha detto Kelin. Secondo l’ambasciatore, infatti, il vero obiettivo del governo britannico è quello di arrivare a un’ulteriore escalation del conflitto: “Idee e soluzioni espresse dal governo del Regno Unito mirano ad esacerbare la situazione, a un’ulteriore escalation”.



Il video dell’elicottero russo abbattuto con lo Starstreak

Le dichiarazioni dell’ambasciatore russo arrivano dopo che sui social media è circolato un filmato che immortala l’abbattimento di di un elicottero d’attacco russo Mi-28N nella regione di Luhansk, nell’Ucraina orientale, colpito proprio dal sistema missilistico britannico Starstreak. A confermarlo una fonte del ministero della Difesa britannico al Times. 

Per aiutare gli ucraini a padroneggiare il sistema, il ministero della Difesa britannico ha inviato una squadra di operatori Starstreak e un simulatore in un luogo segreto in un paese vicino per l’addestramento, ha la stessa fonte al Times. Per l’esercito di Kiev si tratta di un’importa risorsa in più a disposizione, fornita direttamente da Londra in quella che è, a tutti gli effetti, una guerra per procura che non coinvolge solo Russia e Ucraina, ma anche le potenze occidentali.

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