Inizialmente dovevano tenersi nel fine settimana, ma i nuovi colloqui tra Russia e Ucraina alla fine sono stati posticipati a questo lunedì sempre nella regione bielorussa di Brest. La delegazione di Mosca, hanno fatto sapere dalla capitale russa, si è recata sul posto nelle prime ore del mattino. Poco dopo le 13:00 è invece arrivata la delegazione attesa da Kiev. Il terzo round di negoziati doveva sancire il definitivo via libera sui corridoi umanitari e sulle tregue concordate per i civili. Ma, alla fine, si è parlato di “piccoli progressi”. Nulla di più per il momento.

Cosa è stato deciso nei due round precedenti

Una settimana fa, al primo lunedì di guerra e a quattro giorni dall’inizio del conflitto, al confine tra Bielorussia e Ucraina si è tenuto il primo incontro tra le due delegazioni. A quel colloquio era presente anche Denis Kireyev, uno dei delegati di Kiev. Nel giorno in cui si parlava dell’organizzazione del terzo round di negoziati, ossia lo scorso sabato, Kireyev è stato ucciso in circostanze ancora misteriose. Dall’Ucraina le notizie arrivate su questo episodio parlano di una sparatoria durante un tentativo di arresto. Il delegato ucciso sarebbe stato accusato di tradimento da parte di Kiev. Da Mosca non sono arrivati commenti. Quanto accaduto tuttavia non avrebbe influenzato l’andamento dei negoziati. Il confronto tra le parti sarebbe stato ritardato per altri motivi. A partire dalla situazione relativa agli scontri nel Paese e al fallimento dei primi corridoi umanitari decretati a Mariupol tra sabato e domenica. Proprio i corridoi umanitari hanno rappresentato il principale argomento affrontato nei primi due round.

In particolare, le due parti a confronto avrebbero trovato delle prime intese sulle tregue da attuare in fronti aperti nel Paese al fine di favorire l’evacuazione dei civili. Un primo esperimento è stato concordato sabato. Russi e ucraini hanno trovato una prima intesa per la formazione di un corridoio umanitario tra Mariupol e Zaporizhzhia. Le cose purtroppo non sono andate a buon fine. Si è quindi riprovato domenica, con i bus bianchi giunti a Mariupol per iniziare le evacuazioni. Anche in questo caso però tutto è finito con scambi di accuse reciproche. Gli ucraini hanno puntato il dito contro i russi per aver impedito una effettiva cessazione degli scontri duranti i corridoi umanitari, mentre da Mosca si è puntato il dito contro gli ucraini rei di usare i civili come scudi umani. Ad ogni modo i colloqui sulle tregue sono andati avanti. Lunedì la Russia ha proclamato unilateralmente quattro corridoi umanitari, il cui percorso però non è stato accettato dall’Ucraina.

L’attesa per il nuovo incontro

Intorno alle 13:00 su Twitter un post del capo delegazione ucraino, Mykhailo Podolyak, ha fatto intuire che il terzo round si farà. In particolare, Podolyak ha postato un selfie scattato appena sceso dall’elicottero che lo ha portato in Bielorussia: “Il nuovo round inizierà a breve – si legge nella didascalia – inizierà alle 16:00 orario di Kyev (le 15:00 in Italia, ndr)”.

La località dovrebbe essere la stessa del secondo negoziato. Si è in territorio bielorusso, ma a pochi passi dal confine con la Polonia. Un luogo evocativo, essendo molto vicino a quello in cui nel 1991 sono stati firmati i trattati tra le nuove Repubbliche indipendenti che hanno sancito di fatto la caduta dell’Unione Sovietica. Sul tavolo dei colloqui dovrebbero esserci ancora una volta i corridoi umanitari e le tregue per favorire l’uscita dai fronti più caldi dei civili.

Le quattro condizioni russe

Mentre in Bielorussia era in corso il negoziato, da Mosca ha parlato con i giornalisti il portavoce del Cremlino Dmytri Peskov. Quest’ultimo ha chiarito quelle che sono le condizioni russe per porre termine al conflitto. E cioè demilitarizzazione, neutralità, riconoscimento della Crimea come territorio russo, riconoscimento dell’indipendenza della Repubbliche di Donetsk e Lugansk. Condizioni per la verità già note da tempo e che, secondo il ministro degli Esteri francese Yves Le Drian, sarebbero equiparabili a una vera e propria “resa” da parte di Kiev.


Sostieni il reportage di Fausto Biloslavo in Ucraina con una donazione con Paypal o carta di credito, oppure con un bonifico:
ASSOCIAZIONE PER LA PROMOZIONE DEL GIORNALISMO
BANCO POPOLARE DI LODI
Filiale di Milano, piazza Mercanti 5
IBAN: IT43L0503401633000000004244
CAUSALE: Reportage Ucraina
SOSTIENI IL REPORTAGE


Kiev: “Piccoli progressi sui corridoi umanitari”. Ma Mosca si dice delusa

L’incontro si è concluso poco prima delle 19:00, ora italiana. Il nuovo colloquio si è quindi svolto nell’arco di quasi quattro ore. Al termine del vertice a parlare è stato uno dei delegati ucraini: “Sono stati fatti piccoli progressi – si legge nelle dichiarazioni riportate dalle agenzie di stampa russe – I progressi riguardano i corridoi umanitari”. Si è parlato quindi di tregue e corridoi, come nelle previsioni. Difficile al momento capire i dettagli dei contenuti degli incontri. Il passo in avanti forse ha a che fare con i percorsi per l’evacuazione dei civili, visto che quelli stabiliti dalla Russia nelle prime ore del lunedì non sono stati di buon occhio da Kiev. Per il governo ucraino, i corridoi conducevano i profughi verso Russia e Bierloussia, non in altre città del Paese. Ma al di là dei percorsi per i civili non ci sono state grandi novità. Né, tanto meno, vere e proprie intese.

Anche perché, sull’altro versante, il capodelegazione russo Vladimir Medinsky ha parlato di “aspettative non soddisfatte” dall’incontro. Tuttavia, ha ribadito Mendinsky, i negoziati proseguiranno. Previsto, non si sa però quando, un quarto round.

Incontro in Turchia tra i ministri degli Esteri

L’attenzione adesso si sposta su un altro piano di colloqui, quello tra i ministri degli Esteri di Russia e Ucraina. Sarà il primo confronto del genere da quando i due Paesi sono in guerra. Il titolare della diplomazia russa, Sergej Lavrov, si incontrerà con il suo omologo ucraino Dmytro Kuleba giovedì ad Antalya, in Turchia. Proprio Ankara si è fatta promotrice di questo colloquio e infatti è prevista la presenza del ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu. Il confronto avverrà a margine del forum di Antalya.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.