Fallita la conquista diretta di Severodonetsk, dove le forze di Kiev stanno resistendo più del dovuto, l’esercito russo è pronto a passare al piano b. Visto che prendere la città frontalmente non ha portato gli esiti sperati, Mosca sta attuando una manovra a tenaglia con il fine ultimo di circondare il bersaglio e sferrare nuovi attacchi lungo l’asse settentrionale del Donbass.

In altre parole, la Russia punta letteralmente a tagliare fuori l’area di Severodonetsk da nord e da sud. Allo stesso tempo, come ha sottolineato l’intelligence britannica, i freschi bombardamenti a Izyum lasciano presupporre attacchi russi sull’asse settentrionale della regione. Per quanto riguarda Severodonetsk, “la situazione esatta nella città rimane poco chiara”, scrive il think tank Instite for the Study of War (ISW). L’esercito russo mantiene il predominio sulla maggior parte del centro urbano, ma è probabile che il controllo di porzioni di terreno passi di mano, tra russi e ucraini, con una certa frequenza.

Se allarghiamo lo sguardo su quanto accade nell’intero Donbass possiamo capire meglio il modus operandi del Cremlino. A maggio, Mosca ha guadagnato terreno sull’asse meridionale di Popasna, ma nell’ultima settimana i suoi progressi nell’area si sono arrestati. Di pari passo, come in parte già anticipato, le notizie di pesanti bombardamenti nei pressi di Izyum suggeriscono che la Russia si sta preparando a compiere un nuovo sforzo a nord.



Manovra a tenaglia

Il punto è che la Russia dovrà quasi certamente ottenere una svolta su almeno uno di questi assi, nord o sud, per convertire i guadagni tattici in successi a livello operativo e progredire verso il suo obiettivo politico. Quale? Controllare tutta la regione di Donetsk. Diciamo, quindi, che gli sforzi per conquistare il Lugansk si potrebbero presto “fondere” con quelli per la presa del limitrofo Donetsk.

Kiev ha fatto sapere che l’esercito russo ha continuato i tentativi di avanzare a sud-est di Izyum verso Slovyansk, senza però registrare notevoli progressi territoriali. Le truppe del Cremlino hanno inoltre assaltato Dovhenke, anche qui senza successo, e aperto il fuoco contro vari insediamenti a sud-ovest e sud-est di Izyum, tra cui Velyka Komyshuvakha, Virnopillya, Dibrivne, Nova Dmytrivka e Kurulka.

Si registrano invece progressi incrementali russi a ovest di Lyman, a Shchurove e Staryi Karavan. Pare, inoltre, che le forze di Mosca stiano “ripulendo” Sviatohirsk, con combattimenti urbani in corso all’interno della città. L’obiettivo, in questo caso, è avanzare verso sud verso Slovyansk attraverso il fiume Siverskyi Donets.

Alleggerire la pressione

Nel tentativo di alleggerire la pressione su Severodonetsk, gli ucraini stanno effettuando contrattacchi limitati e localizzati, tanto a est quanto a sud, costringendo le truppe russe a concentrarsi sul mantenimento delle linee difensive a nord della città di Kharkiv e degli oblast di Kherson e Zaporizhia.

La risposta russa, indiretta, arriva probabilmente dal quadrante settentrionale dell’Ucraina. Lo Stato Maggiore delle forze armate ucraine, infatti, ha fatto sapere che la Bielorussia prevede di aumentare il numero dei soldati nelle sue forze armate fino a 80.000 uomini. “Nell’ambito della creazione del comando operativo meridionale, si prevede che le dimensioni delle forze armate della Bielorussia aumenteranno fino a 80.000 soldati”, scrive lo stato maggiore sottolineando che “nelle direzioni Volyn e Polissya permane la minaccia di attacchi missilistici e aerei dal territorio della Bielorussia”.

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