I cacciabombardieri più impiegati dai russi nella campagna siriana tornano in patria. Mosca ha ordinato il rientro dei Su-25 – i velivoli da attacco al suolo che più di tutti hanno colpito l’Isis. I piloti della VKS abilitati all’uso di questo vecchio reattore hanno svolto sortite ogni giorno per molti mesi di missione, monitorando ed effettuando continui raid aerei nelle zone contese dalle forze governative e dai ribelli, e quelle controllare dall’Isis. 

Secondo quanto riferito da Tass, tre degli aerei d’attacco Sukhoi Su-25 schierati presso la base aerea di Hmeymim sono atterrati su un campo d’aviazione nella regione meridionale di Krasnodar dopo una lunga missione in Siria. “I militari della nostra leggendaria 4th Air and Air Defence Forces Arm/ Vozdushnaya Armiya sono tornati dalla Repubblica araba siriana dopo una lunga missione: gli equipaggi hanno compiuto con onore e valore la missione più importante e responsabile di liberare l’amichevole del paese per noi dai terroristi internazionali “, ha dichiarato il comandante Viktor Sevostyanov durante la cerimonia di bentornato che si è tenuta per gli equipaggi.

Per diversi mesi i piloti russi hanno effettuato sortite ogni giorno, e ogni notte, monitorando la situazione nelle aree contese;
“Il mondo intero seguiva da vicino le azioni dei nostri militari: i tuoi compagni d’armi e parenti erano preoccupati per te, sei tornato vincitore”.

Per il loro particolare “compito” questo tipo di velivoli sono stati i più attivi durante la campagna siriana, il loro ritiro, come quello degli elicotteri d’attacco Ka-52, testimonia la smobilitazione del contingente aereo russo che evidentemente non ha più motivo d’essere in Siria. Come ha affermato il ministero della Difesa russo intatti, un totale di 27 tra aerei ed elicotteri, compreso il personale di volo, quello tecnico di manutenzione dei velivoli,  gruppo medico specializzato e la polizia militare sono tornati già tornati alle loro basi in patria. La loro missione è stata portata a termine.

Il Su-25 “FrogFoot”

Il Sukhoi Su-25 “Grach” è un cacciabombardiere monoposto da “attacco al suolo” e per il “supporto ravvicinato”, noto nella Nato con il nome in codice di “Frogfoot”. Prodotto dalla Sukhoi e dalla Novosibirsk, è un velivolo progettato appositamente per essere impiegato contro bersagli terresti, e per ingaggiare velivoli “a bassa velocità”, come elicotteri da combattimento o da trasposto, che effettuino incursioni in un range ridotto dalla sua zona operativa. È l’omologo russo del leggendario A-10Thunderbolt statunitense. Sviluppato negli anni ’70, la massima velocità raggiungibile di 950 km/h e la sua bassa tangenza operativa lo rendono un bersaglio “facile” per un qualsiasi caccia di quarta generazione. È tuttavia pesantemente blindato per resistere ai colpi della contraerea, ma nonostante le sue contromisure, poco può contro i lanciatori antiaerei portatili MANPADS (Man Portable Air Defense System) – come lo “Stinger”. Può essere armato con combinazioni di missili  air-to-air e air-to-ground laserguidati come i Kh-23,  Kh-25ML o R-3S e R-60, oltre ad armamenti quali razzi da 57 o 80 o anche 330 mm, bombe a caduta libera e bombe incendiare. Data la tipologia di obiettivi della campagna siriana, è stato il velivolo più impiegato durante i bombardamenti condotti dalle Forze Aerospazioli russe (Vks).  Il 3 febbraio un Su-25 è stato abbattuto dai milizioni jhiadisti probabilmente dotati di un lanciarazzi infrarossi di fabbricazione cinese FN-6. Il pilota rimase ucciso in un conflitto a fuoco dopo essersi eiettato con successo. 

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