Nel corso degli ultimi mesi la Russia ha più volte agitato lo spauracchio della guerra nucleare. L’ipotesi di dover costringere il blocco occidentale a fare i conti con scenari apocalittici è stata rilanciata dai media russi ma anche dalla leadership nazionale. Con toni e in contesti diversi, hanno sventolato lo spettro atomico, tra gli altri, l’ex presidente Dmitry Medvedev, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov e pure Vladimir Putin in persona. Ma quanto fa davvero paura la minaccia nucleare russa?

La domanda è lecita, soprattutto se guardiamo a quanto hanno raccolto le forze armate del Cremlino in quasi un anno di guerra in Ucraina. L’Economist ha addirittura definito la prestazione militare di Mosca “spettacolarmente incompetente”, mentre gli analisti occidentali hanno evidenziato gravi errori e carenze. Errori e carenze nell’intelligence, nella pianificazione, nelle attrezzature impiegate, nell’addestramento degli uomini, nella logistica e, in generale, in tutte le aree fondamentali per conseguire il successo militare.

Se le agenzie di intelligence occidentali non sono state in grado di prevedere quanto male si sarebbe comportato l’esercito russo in Ucraina, sopravvalutando il potenziale di Putin rispetto alla realtà, il rischio è che queste possano commettere un errore simile nel soppesare la minaccia nucleare della Federazione Russa.



La Russia e il nucleare

È per questa ragione che i governi occidentali stanno lentamente rivalutando la natura della minaccia nucleare russa. O meglio: l’Occidente sa che “la Russia è l’unica nazione che rappresenta, attraverso il suo arsenale di armi nucleari, una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti”, come ha scritto il Congressional Research Service in un recente report. Ma ha anche capito che il Cremlino adora ricorrere alle minacce nucleari per ricordare al popolo russo di essere uno attore temibile, soprattutto quando il proprio esercito impegnato in Ucraina si trova in difficoltà.

Eppure, sulla carta basterebbe che Mosca utilizzasse una minima percentuale dell’arsenale nucleare per uccidere milioni e milioni di persone. Per quale motivo, allora, il blocco occidentale ha sempre respinto, o comunque non ha mai preso alla lettera, le minacce nucleari russe?

Non sappiamo se l’approccio degli Stati Uniti e dei vari governi europei sia dettato da una precisa valutazione delle intenzioni e capacità nemiche. Vale però la pena analizzare queste capacità per capire se e quanto è concreta la minaccia russa.

L’atteggiamento di Mosca

La Russia è sempre più consapevole del fatto che le sue forze convenzionali sono surclassate da quelle dell’Occidente e che la sua economia, da sola, non ha le risorse necessarie per invertire i pronostici. È per questo che Putin invoca la forza nucleare per quanto meno provare a livellare il campo di battaglia.

Come gli Stati Uniti, poi, la Russia afferma che potrebbe ricorrere all’uso nucleare se i propri interessi vitali dovessero essere minacciati in un conflitto convenzionale. La sensazione è che però molto dipenda dagli umori del presidente russo.

Attenzione però, perché le agenzie di intelligence russe sono apparse sorprendentemente male informate durante la crisi ucraina. Problemi analoghi potrebbero verificarsi nel bel mezzo di una crisi nucleare. E il pericolo che indicazioni errate possano influenzare le decisioni sull’uso del nucleare in caso di crisi intense è esacerbato dai modesti investimenti della Russia nei sistemi di allerta missilistica. 

Dal punto di vista tecnico, c’è da capire quanto siano sicure e affidabili le armi nucleari di Mosca. Sebbene il personale nucleare russo sia spesso descritto come una parte d’élite delle forze armate, probabilmente è soggetto agli stessi problemi mostrati dalle forze convenzionali russe in Ucraina, ha ipotizzato Forbes.

La forza nucleare strategica russa è attualmente composta da circa 300 missili balistici intercontinentali terrestri, una decina di sottomarini portamissili e circa cinque dozzine di bombardieri a lungo raggio. Oltre alle circa 1.500 testate assegnate a questa forza, altre 1.900 testate sono assegnate a missioni non strategiche. 

La maggior parte delle informazioni è altamente riservata, ma da quanto appreso di recente sulle forze convenzionali della Russia, è lecito supporre che la qualità dell’equipaggiamento della forza nucleare sia probabilmente irregolare. In alcuni casi inferiore alle controparti statunitensi. Forse è per questo che il blocco occidentale non ha fin qui preso alla lettera le esternazioni nucleari di Putin.

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