Gli Stati Uniti hanno puntato il dito contro la Corea del Nord, accusandola di aver fornito armamenti al gruppo militare privato russo Wagner, impegnato a combattere nella guerra in Ucraina. “Possiamo confermare che la Corea del Nord ha completato una prima consegna di armi a Wagner. Il mese scorso ha consegnato alla Russia razzi e missili di fanteria per l’uso da parte di Wagner”, ha affermato John Kirby, portavoce del Consiglio della sicurezza nazionale Usa, aggiungendo che nei prossimi mesi potrebbero partire da Pyongyang nuove forniture.

I media giapponesi hanno rilanciato l’indiscrezione. Anzi: secondo quanto riportato dal Tokyo Shimbun, il mese scorso il governo nordcoreano avrebbe spedito alla Russia una fornitura di munizioni, compresi proiettili di artiglieria, via treno e attraverso il confine in comune. Lo stesso quotidiano prevedeva che ci sarebbero state ulteriori spedizioni nell’arco di qualche settimana, come ha confermato la versione statunitense.

Il punto è che sia Washington che Tokyo devono ancora presentare prove pubbliche a conferma delle loro tesi. Linda Thomas-Greenfield, rappresentante permanente degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, ha tuttavia dichiarato che la presunta vendita di armi nordcoreane ai russi “contribuisce anche all’instabilità nella penisola coreana”, finanziando, di fatto, i programmi di armi di distruzione di massa e missili balistici di Pyongyang.

Detto altrimenti, il governo statunitense considera la Russia un “partner“, nonché complice, del “comportamento illegale e minaccioso” tenuto dalla Corea del Nord attraverso i suoi molteplici e crescenti lanci di missili, in violazione delle sanzioni delle Nazioni Unite.

Dubbi e prove

Dal canto suo, la Corea del Nord ha negato di aver venduto armi alla Russia, accusando a sua volta gli Stati Uniti di tentare di danneggiare la sua reputazione mettendo in circolo notizie false. Allo stesso tempo, tuttavia, lo scorso settembre Pyongyang sosteneva di essere uno Stato sovrano e di avere il diritto di vendere armi ad altri Paesi.

Attraverso un comunicato diffuso dall’agenzia nordcoreana Kcna, il Ministero degli Esteri nordcoreano ha ribadito che “la Corea del Nord rimane invariata nella sua posizione di principio sulla questione della transazione di armi con la Russia, che non è mai avvenuta”.

La tensione diplomatica si è ulteriormente alzata quando Pyongyang ha accusato gli Stati Uniti di “aver portato spargimento di sangue e distruzione all’Ucraina” fornendo armi a Kiev, e ha elogiato la Russia per aver difeso “la sicurezza e l’integrità territoriale del proprio paese senza il supporto militare di nessun altro”.

Ricordiamo che a settembre Washington ha accusato la Russia di voler acquistare armi dalla Corea del Nord, mentre a novembre ha fatto sapere che Pyongyang aveva iniziato a fornire a Mosca proiettili di artiglieria mascherando le spedizioni via mare e dirigendole verso Medio Oriente e Nord Africa. Adesso, per la prima volta, la Casa Bianca ha menzionato il gruppo Wagner.

Ma cosa sappiamo di queste spedizioni militari? Ancora niente. O meglio: gli Stati Uniti devono ancora rilasciare ulteriori dettagli o prove schiaccianti riguardanti le spedizioni di armi e il modo in cui sono state trasportate. “Non ci sono ancora prove tangibili di armamenti nordcoreani in mani russe, e le prove di treni che attraversano il confine con la Russia sono state sporadiche”, ha detto a NK News l’analista Joost Oliemans. “Razzi e missili di fanteria non sono esattamente una descrizione molto specifica, anche se oserei indovinare che le granate a propulsione a razzo come l’RPG-7 sono implicite con il primo termine”, ha aggiunto, caratterizzando tuttavia l’informazione ancora come troppo “vaga“.

Kim e Putin

In attesa di sapere di più sulle presunte armi nordcoreane spedite al gruppo Wagner (quali, quante e come), vale la pena chiedersi perché Kim Jong Un e Vladimir Putin abbiano scelto di rafforzare i loro legami.

C’è chi sostiene che il fatto che Putin si rivolga alla Corea del Nord per chiedere una qualche forma di supporto sia un segno della disperazione e dell’isolamento della Russia. In realtà, la convergenza tra Mosca e Pyongyang potrebbe riguardare un loro doppio obiettivo condiviso: bilanciare la pressione di Stati Uniti e Giappone in Asia, visto che Tokyo e Washington sono nemici comuni di Kim e Putin.

In ogni caso, se è vero che Corea del Nord si sono avvicinate, è altrettanto vero che non abbiamo certezze per soppesare tale vicinanza. In altre parole, non sappiamo se Pyongyang abbia davvero inviato armi o si sia, per il momento, limitata a sostenere Mosca nelle sedi diplomatiche, in cambio di risorse (energia).

L’indiscrezione delle armi assume però una certa rilevanza in relazione ad un report del think tank 38 North. Lo scorso 12 dicembre immagini satellitari commerciali raccolte dal sito indicavano una consegna di merci non specificata effettuata dalla Russia allo scalo ferroviario della Corea del Nord a Tumangang. Alla fine di novembre e all’inizio di dicembre, il carico scaricato è stato visto almeno due volte accanto ai treni. Questa attività è arrivata circa un mese dopo che il primo treno è stato osservato attraversare il ponte tra i due Paesi a distanza di diversi anni dall’ultima volta.

Pyongyang aveva annunciato a settembre la ripresa del traffico ferroviario con la Russia, sospeso da quasi tre anni a causa della pandemia di Covid-19. Sulla base di ciò, il commercio tra i due Paesi è ripreso. Non solo: l’ampliamento dell’area di movimentazione delle merci a Tumangang indica anche che il Nord prevede un aumento del volume di merci rispetto agli anni pre Covid. Nell’immediato futuro, Kim potrebbe insomma diventare un partner ancora più importante per Putin. Da qui nasce probabilmente la preoccupazione di Washington sulle armi. L’ipotesi che dal confine russo-nordcoreano possano transitare armamenti non è dunque remota, anche se difficile da dimostrare. 

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.