Da quando ha preso il via il conflitto ucraino l’esercito russo ha ripetutamente usato le temibili bombe a grappolo per conquistare villaggi e città. L’utilizzo di queste armi è teoricamente vietato da un accordo internazionale anche se alcuni Paesi  – tra cui Russia e Ucraina – non lo hanno sottoscritto.

Abbiamo parlato anche dell’Ucraina perché, oltre ad essere la parte lesa, Kiev avrebbe a sua volta impiegato le bombe a grappolo. Secondo quanto riportato dal New York Times, e in base alle prove esaminate dal quotidiano statunitense, è altamente probabile che le suddette munizioni siano state lanciate dalle truppe ucraine che stavano cercando di riconquistare l’area dalle forze di Mosca.

Il luogo del misfatto coincide con Husarivka, un villaggio agricolo circondato da campi di grano e linee di gas naturale. A quanto pare, gli ucraini avrebbero bombardato il villaggio per la maggior parte del mese con l’intenzione di prendere di mira i nemici. La decisione di Kiev di colpire Hsarivka con bombe a grappolo in grado di uccidere persone innocenti sottolineerebbe (il condizionale è d’obbligo) il calcolo strategico dell’Ucraina di riconquistare i territori del loro Paese a qualunque costo.



Cosa sono le bombe a grappolo

Le bombe a grappolo sono una classe di armi che comprende razzi, missili, mortai, proiettili di artiglieria e bombe che, una volta lanciate, si dividono a mezz’aria facendo piovere bombe più piccole su un’ampia area.

In generale, stiamo parlando di bombe pensate per contrastare concentramenti di forze. Il loro funzionamento, come anticipato, è tanto semplice quanto letale. L’ordigno – sparato da elicotteri, artiglierie o aerei – rilascia sopra l’obiettivo varie sub-munizioni pensate per esplodere con l’impatto, anche se talvolta queste sono rallentate da appositi paracaduti oppure possono esplodere in un secondo momento trasformandosi, di fatto, in mine.

La Convenzione sulle munizioni a grappolo, entrata in vigore nel 2010, vieta il loro utilizzo per i danni indiscriminati che possono causare ai civili.

L’esercito ucraino e il presunto uso di bombe a grappolo

“Non è sorprendente, ma è decisamente sconcertante sentire che sono emerse prove che indicano che l’Ucraina potrebbe aver usato munizioni a grappolo in questo conflitto in corso”, ha affermato Mary Wareham, direttrice della divisione armi di Human Rights Watch. “Le munizioni a grappolo sono armi inaccettabili che stanno uccidendo e mutilando i civili in tutta l’Ucraina”, ha aggiunto.

Ma che cosa è successo a Husarivka? All’inizio di marzo le truppe russe avevano conquistato il villaggio, occupando edifici nei pressi del centro. Un razzo di artiglieria Uragan da 220 millimetri è atterrato vicino alla casa del signor Doroshenko, uno dei tanti civili ucraini travolto dagli orrori della guerra.

Il punto, come ha fatto notare il NYT, è che il citato razzo, sparato da un lanciatore montato su un camion a molte migliaia di distanza, avrebbe colpito il 6 o il 7 marzo. In quei giorni il villaggio era sotto il controllo russo.

Insomma, l’attacco alla fattoria di Husarivka sembra essere il primo utilizzo di munizioni a grappolo da parte delle truppe ucraine dall’inizio del conflitto. Ricordiamo che nel 2015, le forze di Kiev avevano già utilizzato munizioni a grappolo durante i primi mesi della loro guerra contro i separatisti sostenuti dalla Russia nell’est del Paese.

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