È un vero e proprio autogol quello commesso dal blogger filo-russo Sergei Sreda, che avrebbe inconsapevolmente fornito ai nemici di Mosca e alle rispettive intelligence informazioni preziosissime utili a individuare il quartier generale dei mercenari Wagner a Popasna, colpito ieri dall’artiglieria ucraina. L’entità dei danni alla base al momento non è chiara ma Serhiy Hayday, capo dell’amministrazione regionale di Luhansk, ha confermato che la posizione di Wagner è stata rivelata grazie a “un giornalista russo”, il che fa pensare proprio a Sreda, che lo scorso 8 agosto ha pubblicato su Telegram una fotografia, poi cancellata, in compagnia di alcuni mercenari e sullo sfondo un cartello stradale, visibile nell’angolo in alto a sinistra.  A quel punto per le intelligence occidentali, che assistono sul campo l’esercito ucraino contro i soldati russi, individuare l’esatta posizione della base dei mercenari Wagner è stato un gioco da ragazzi.

Così gli esperti hanno individuato la posizione di Wagner

Questa, almeno, è l’ipotesi più accreditata in questo momento. Wagner è conosciuta come una compagnia militare privata. Ma sono mercenari sponsorizzati dallo stato russo che agiscono nell’interesse del Cremlino, secondo gli esperti occidentali. Sono stati accusati di ripetuti crimini di guerra e violazioni dei diritti umani. A tradire Wagner è stata dunque un’apparente svista, una foto pubblicata sui social in maniera un po’ maldestra da un blogger filo-russo. Come riporta il Corriere della Sera, grazie all’angolazione, al fogliame, e allo sfondo, gli esperti hanno potuto ricostruire la geolocalizzazione del sito. Utilissima anche la presenza, nel medesimo scatto, di un cartello o un’insegna che hanno aiutato a trovare l’indirizzo corretto. Popasna si trova appena a sud di Severodonetsk, nella regione di Luhansk, che le forze russe ora controllano interamente, dopo mesi di durissimi combattimenti.

In un post pubblicato sui social l’esperto Rob Lee ipotizza che nell’attacco possa essere morto colui che finanzia i mercenari di Wagner, Yevgeny Prigozhin, soprannominato “lo chef di Putin” e oligarca vicino al Cremlino: “Sembra che Wagner abbia subito vittime a Popasna. In particolare, alcuni giorni fa sono state pubblicate foto che mostrano Yevgeny Prigozhinin un edificio della città, che alcuni hanno soprannominato il quartier generale di Wagner”.

Al momento, tuttavia, la presunta morte dell’oligarca rimane soltanto un’illazione riportata da canali Telegram anonimi e difficilmente verificabili. Il 6 agosto scorso, il quotidiano indipendente russo MediaZona ha pubblicato un’indagine, che suggeriva come Prigozhin fosse direttamente coinvolto nel reclutamento di mercenari del gruppo Wagner nelle carceri russe.

La base colpita dagli Himars?

Secondo le fonti ucraine, la base dei mercenari Wagner sarebbe stata colpita grazie agli Himars statunitensi (sistema missilistico di artiglieria ad alta mobilità), capaci di sparare razzi in grado di colpire obiettivi russi chilometri dietro le linee del fronte. Come ha spiegato Paolo Mauri su InsideOver, il lanciarazzi multiplo (in gergo militare Mlrs – Multiple Launch Rocket System) M-142 Himars – che è l’acronimo di High Mobility Artillery Rocket System – è prodotto da Lockheed-Martin per essere una versione più leggera del sistema M-270 destinata alle truppe aviotrasportate e ai Marines. La distruzione del quartier generale di Wagner è la dimostrazione che gli Himars possono essere un game-changer nel conflitto? Troppo presto per dirlo. Come nota Mauri, infatti, l’effettivo peso di questi sistemi nel conflitto ucraino dipende da alcuni fattori contingenti e strutturali. Attualmente la Casa Bianca ne avrebbe consegnati all’esercito ucraino 12, un numero esiguo per cambiare le sorti del conflitto.

Mel frattempo, la notizia dell’apparente distruzione della base di Wagner è stata accolta con grande entusiasmo dalle forze ucraine e dai rappresentanti politici del governo Zelenesky. Il deputato ucraino Oleksiy Honcharenko ha scritto su Facebook: “Non c’è più il quartier generale di Wagner a Popasna. Grazie, Himars e le forze armate dell’Ucraina!”. 

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