Il segreto dell’artiglieria ucraina sta tutto in un software prodotto da tale Yaroslav Sherstyuk, esperto dell’esercito di Kiev che un bel giorno ha dato vita a Gis Art for Artillery, anche chiamato sistema di Sherstyuk. Nessuna tecnologia statunitense, britannica o israeliana: a quanto pare l’Ucraina è riuscita a tirare fuori dal cilindro un jolly militare allo stesso tempo funzionale e semplice da utilizzare. Ma di che cosa si tratta? Proviamo a spiegarlo senza utilizzare troppi tecnicismi.

In poche parole, ci troviamo di fronte ad una rivoluzionaria soluzione di puntamento dell’artiglieria che, per molti versi e a detta di numerosi esperti, risulta essere addirittura migliore di tante altre tecnologie in circolazione. Per capire il funzionamento di questo strumento possiamo pensare a Uber o Lyft, ovvero app che forniscono un servizio di trasporto mettendo in contatto la posizione degli utenti a quella degli autisti.

Ebbene, Gis Art funziona in maniera simile, visto che assegna i bersagli da colpire alle armi più vicine a disposizione dell’esercito ucraino, siano cannoni, mortai, lanciarazzi o droni.



Come funziona il software Gis Art

Gis Art è in grado di coordinare il targeting tra un gruppo distribuito di più cannoni, con più traiettorie o su un intero fronte, il tutto focalizzato sul colpire un bersaglio alla volta. Così come Uber mette in contatto clienti e autisti in base alla loro vicinanza localizzata mediante la app, il software ucraino fa la stessa identica cosa, ma collega idealmente i cannoni ucraini ai bersagli russi da centrare.

In generale, il software ottimizzato da Sherstyuk può ridurre drasticamente il tempo della cosiddetta chiamata al grilletto, passando da circa 20 minuti a 30 secondi. Per i nemici reagire è complicato perché gli avversari sono chiamati a individuare e sparare su un certo numero di attaccanti, e non su una singola massa di armi pronta a far fuoco.

Il punto di forza di questo strumento – ancora una volta proprio come Uber – consiste nella sua capacità di ottimizzare i tempi di attesa, in particolare localizzando gli obiettivi più vicini ai lanciarazzi, cannoni, droni o squadre speciali che intendono sferrare un attacco.

Effetto sorpresa

Chissà se l’esercito russo si aspettava qualcosa del genere. Probabilmente no, così come non si aspettava molte altre cose, tra cui trovarsi di fronte un esercito, quello ucraino, molto più agguerrito rispetto a quello affrontato nel Donbass negli anni passati, e per giunta rifornito di armi dal blocco occidentale.

Tornando all’importanza del Gis Art, grazie a questo software, le forze di Kiev devono attendere, come detto, neanche un minuto tra la richiesta di un attacco e l’attacco effettivo contro un bersaglio. Per fare un paragone, l’esercito statunitense impiega un’ora di tempo.

Il jolly ucraino, ha spiegato l’ex veterano di guerra Usa Trent Telenko in un lungo thread su Twitter, processa dati provenienti da smartphone, droni, satelliti commerciali e fotocamere a telemetro.

Per completare il quadro, come ha scritto Foreign Policy, dobbiamo citare anche Starlink, ossia l’azienda di comunicazioni satellitari fondata da Elon Musk che ha consentito agli ucraini di poter contare su telecomunicazioni militari di primissimo livello e a prova di sabotaggio russo. Se poi aggiungiamo anche la condivisione delle informazioni di intelligence raccolti da Stati Uniti e Regno Unito con Kiev, l’effetto sorpresa per i russi è completo.

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