Il Donbass è considerato dalla Russia un obiettivo militare strategico. Pare che occupi il primo posto nella classifica del Cremlino, o forse è sempre stato l’unico e vero oggetto del desiderio di Mosca assieme alla conquista della fascia costiera dell’Ucraina. In ogni caso, la regione che ha attirato l’interesse di Vladimir Putin, accanto alle motivazioni di natura politica e storica, nasconde anche una non meno importante componente economica. Già, perché da queste parti abbondano terre rare, carbone, metalli e, in generale, molteplici materiali fondamentali per il sostentamento dell’industria hi-tech del futuro.

E non è un caso che quasi la metà del pil ucraino, circa il 42%, derivi proprio dalle attività di estrazione mineraria. Come ha sottolineato Il Corriere della Sera, il Donbass – o forse sarebbe meglio dire le risorse minerarie e industriali del Donbass – ha rappresentato il fulco dell’economia e dell’industria russa tanto in epoca zarista quanto in quella sovietica. Nell’immediato presente, inoltre, la parte orientale dell’Ucraina si presenta ricchissima anche di gas e petrolio, e pure di ferro, titanio, uranio e magnanese. Non è finita qui, perché il Donbass è l’area geografica in Europa che può vantare le maggiori riserve di terre rare e metalli, fondamentali, come detto, per l’industria del futuro ma anche per la green economy.



L’importanza delle terre rare

Il termine terre rare (Rare Earth Elements, REE) viene utilizzato per indicare un gruppo di 17 elementi chimici della tavola periodica – precisamente dal numero 57 al 71, oltre al 21 e 39 – fondamentali ai fini dello sviluppo tecnologico ed elettronico odierno. Questi elementi sono impiegati tanto per la realizzazione di prodotti essenziali nella quotidianità di ogni persona quanto per particolari strumenti militari.

Alcuni esempi: si va dall’europio per gli schermi televisivi al cerio e al lantanio per le marmitte catalitiche, passando per il disprosio per gli hard disk dei pc, smartphone, tablet, grandi turbine eoliche, ma anche per dispositivi bellici, tra cui apparecchiature per la visione notturna e i missili Cruise.

Fatta questa doverosa premessa, ecco un paio di numeri per inquadrare lo scenario globale relativo a metalli e terre rare. Stando agli ultimi dati del 2020 dello US Geological Survey, la Cina detiene oltre il 62% della produzione di metalli e terra rare (poco meno del 37% delle riserve mondiali), staccata dagli Stati Uniti, fermi al 12,3%, Myanmar (10,5%) e Australia (10%).

Il peso dell’Ucraina (e del Donbass)

In Ucraina sono stati censiti 20mila depositi e siti minerari che includono 97 tipi di minerali; il valore stimato di tutto questo si aggira intorno ai 7,5 trilioni di dollari. Entrando nei dettagli, l’Ucraina è la più grande “banca europea” di magnanese, con 2,3 miliardi di tonnellate concentrate nei pressi del bacino del Dnipro. Quasi cento giacimenti di ferro sono invece localizzati tra Mariupol, Kryvyi Rih e Kremenchuk,  mentre il governo di Kiev può vantare il primato europeo, tra le altre cose, per quanto riguarda le riserve di titanio e uranio, e quello mondiale del caolino (argilla usata nell’edilizia e non solo). L’Ucraina, inoltre, detiene il 20% delle risorse mondiali di grafite e sfoggia ingenti quantità di combustibili fossili; queste ultime, in primis il carbone, si trovano nella zona di Donetsk. Sempre nel Donbass si contano centinaia di milioni di tonnellate di petrolio (135) e trilioni di metri cubi di riserve di gas naturale (1,1).

Mosca ha senza ombra di dubbio fatto i suoi calcoli e conosce le caratteristiche di Kiev. Possiamo così sintetizzare i primati dell’Ucraina: prima in Europa per comprovate riserve recuperabili di minerali di uranio; seconda in Europa e decimo posto nel mondo in termini di riserve di minerale di titanio; al secondo posto nel mondo in termini di riserve esplorate di minerali di manganese (2,3 miliardi di tonnellate, ovvero il 12% delle riserve mondiali); seconda in Europa per riserve di minerale di mercurio; terza in Europa (13esimo posto nel mondo) per riserve di shale gas (22 trilioni di metri cubi); ottava nel mondo per riserve di carbone (33,9 miliardi di tonnellate). E, infine, seconda più grande riserva di minerale di ferro al mondo (30 miliardi di tonnellate).

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