Non sarà certo il “granaio del mondo”, come erroneamente era stata definita qualche mese fa, ma l’Ucraina produce comunque decine di milioni di tonnellate di grano e ne esporta quasi i due terzi complessivi. Per l’esattezza, citando i dati raccolti dalla Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO), nel 2020 Kiev ha raccolto 24.912.350 tonnellate di grano, circa 18 milioni delle quali vendute all’estero.

Numeri importanti, dunque, che certificano l’importanza alimentare della nazione ucraina. Lo scoppio della guerra, con il conseguente blocco dei porti ucraini affacciati sul Mar d’Azov e Mar Nero, ha tuttavia stoppato l’esportazione di grano ucraino, per lo più diretto verso Libia, Turchia, Yemen, e pure in Malesia, Indonesia e Bangladesh.

Ci sono però altri due aspetti da considerare. Il primo, evidenziato da inchieste di Bbc e Cnn, certifica il continuo furto russo del grano ucraino nei territori conquistati da Mosca. Il secondo riguarda invece la distruzione di silos e depositi di grano ucraini, più o meno volontaria, causata dai bombardamenti. Uno degli ultimi episodi risulta alquanto particolare: come spiegato dall’Adnkronos, alcuni dei depositi colpiti a Odessa sarebbero stati di proprietà della Cofco, e cioè il gigante dell’agroalimentare statale cinese. In ogni caso, è evidente come tutti queste vicende contribuiscano ad aggravare la penuria di cereali disponibili sul mercato.



Il furto del grano ucraino

Come ha sottolineato La Stampa, da tempo la Russia è stata accusata di utilizzare il grano come arma politica e di aver bloccato i porti ucraini sul Mar Nero per danneggiare le esportazioni della preziosa risorsa da parte di Kiev. Adesso ci sarebbe una nuova accusa all’indirizzo di Mosca, che starebbe impossessandosi, in maniera del tutto illegale, di enormi quantità di grano ucraino. Lo sostiene la Bbc in una lunga inchiesta, nella quale sono state utilizzate immagini satellitari e pure Gps.

L’emittente britannica sostiene di aver ricostruito il tragitto di due camion stracolmi di grano ucraino rubato. I due veicoli si sono diretti dall’Ucraina verso la Crimea, per poi proseguire il loro tragitto in direzione Russia. Si sarebbero fermati a Oktyabrske, in Crimea appunto, non distanti da un deposito limitrofo ad una linea ferroviaria. Da qui, il grano può essere caricato sul treno ed essere comodamente trasportato verso la Federazione Russa. Ci sono, inoltre, le immagini satellitari che inchioderebbero i russi; immagini che mostrano file di mezzi a Chonhar e Armiansk, ovvero due porte d’ingresso per la stessa Crimea.

Camion e navi sospette

Il grano intercettato, ovviamente, avrebbe due destinazioni: Russia o mercati esteri, magari sfruttando complesse triangolazioni commerciali per oscurare la provenienza della mercanzia. Reuters, basandosi su immagini satellitari Maxar, ha intanto fatto sapere che navi russe avevano trasportato grano in Siria. Caricate a Sebastopoli, in Crimea, le imbarcazioni sarebbero salpate per dirigersi verso Damasco.

La Cnn, invece, ha parlato di decine e decine di camion con targhe della Crimea utilizzati dai soldati russi per rimuovere 1.500 tonnellate di grano dai depositi di Mala Lepetykha e svuotare quello contenuti nelle strutture di Novorajsk. Le immagini satellitari visionate dalla Bbc hanno spinto l’emittente britannica a parlare di un livello di attività “insolitamente alto” nel porto di Sebastopoli e di “materiale giallo” caricato su molteplici navi. Queste navi, tra l’altro, sono solite spegnere i loro localizzatori di bordo una volta entrate nel Mar Nero.

Ricordiamo che Kiev ha accusato Mosca di aver rubato fino a 600mila tonnellate di grano per un valore di oltre 100milioni di dollari.Per Mosca il problema non si pone, visto che tutto quello che si trova nei territori conquistati è di proprietà russa.

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