Decine di estesi incendi sono scoppiati nei pressi della centrale nucleare di Chernobyl. La causa delle fiamme è da imputare agli intensi bombardamenti russi che hanno bruciato oltre 10mila ettari di foreste. L’area più critica si trova nella cosiddetta zona di alienazione, ovvero quella porzione di territorio ucraino compreso nel raggio di 30 chilometri dal sito della struttura e istituita in seguito all’incidente nucleare del 1986.

Le autorità ucraine hanno registrato una trentina di incendi e un conseguente aumento dei livelli di inquinamento radioattivo dell’aria. A quanto pare, per via dell’occupazione delle forze del Cremlino, sarebbe impossibile controllare e spegnere il fuoco.

Il pericoloso fenomeno al quale stiamo assistendo può essere così sintetizzato: la combustione scaturita dall’incendio fa sì che i radionuclidi (nucleo atomico instabile in grado di emettere energia sotto forma di radiazioni) vengano rilasciati nell’atmosfera e siano trasportati dal vento su lunghe distanze. Il risultato è che possano diffondersi radiazioni in Ucraina, Bielorussia e pure nei Paesi europei.



Gli incendi e la minaccia delle radiazioni

L’allarme è stato lanciato dalla Commissaria per i Diritti Umani del Parlamento ucraino (Verkhovna Rada), Lyudmila Denisova. Al momento sono noti 31 incendi che hanno inghiottito più di 10.000 ettari di foresta. L’incendio, ha chiarito la stessa Denisova, come anticipato provoca un aumento del livello di inquinamento atmosferico radioattivo.

“La combustione rilascia radionuclidi nell’atmosfera, che vengono trasportati dal vento su lunghe distanze. Le radiazioni minacciano Ucraina, Bielorussia ed Europa“, ha aggiunto. I soccorritori non sono attualmente in grado di adottare misure efficaci per localizzare le fiamme ed eliminarle, a causa del controllo russo su tutta l’area. Le autorità ucraine locali hanno fatto appello all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) affinché questa invii esperti e attrezzature antincendio in Ucraina il prima possibile.

Che cosa succede a Chernobyl

Ma che cosa succede esattamente a Chernobyl? La struttura è controllata da Mosca ormai da diversi giorni. Sappiamo che nelle ultime ore la centrale nucleare è riuscita a far ruotare il personale ucraino tenuto in ostaggio dalle forze del Cremlino.

L’Aiea, proprio a causa di una simile situazione di incertezza, ha espresso preoccupazione per i lavoratori dell’edificio dopo che i militari russi hanno messo le mani sulla vicina cittadina di Slavutych, vero e proprio “satellite” di Chernobyl, dove molti dei dipendenti della centrale vivono. In particolare, il direttore dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi, si è detto preoccupato per il fatto che i lavoratori possano staccare, rispettare i turni e tornare a casa a Slavutych per riposare.

In ogni caso, altri incendi erano scoppiati nei pressi di Chernobyl, anche se fin qui le fiamme erano sempre state domate. Come se non bastasse, sono giunti altri tipi di allarmi che destano preoccupazione. L’Agenzia per la gestione della zona di esclusione di Chernobyl (Dazv), ad esempio, ha comunicato che uno dei suoi laboratori sarebbe stato saccheggiato e la sua strumentazione rubata.

In generale, lo spettro di un incidente, causato o accidentale, in uno dei 15 reattori delle quattro centrali nucleari ucraine ha caratterizzato il conflitto sin dall’inizio. Ricordiamo che lo scorso 25 febbraio, la dismessa centrale nucleare di Chernobyl, teatro, nel 1986, del peggior disastro nucleare europeo, è finita sotto il controllo russo.

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