La guerra in Ucraina sta proseguendo anche sul campo. I bombardamenti di lunedì hanno portato l’attenzione su quanto accaduto nelle principali città del Paese colpite dai raid, ma lungo i vari fonti in cui da settimane si sta combattendo non sono mancate importanti novità. Come si sa, da settembre è in atto una nuova fase della guerra. Kiev ha preso le redini dell’iniziativa, riconquistando gran parte dell’oblast di Kharkiv, città strategiche come Izyum e Lyman e inoltre sta spingendo sul settore meridionale in direzione di Kherson.

Il contrattacco adesso sembra aver assunto ritmi più modesti. Le novità più importanti sono arrivate nelle ultime ore dal settore di Lyman, a sud di Kharkiv, dove i soldati di Mosca hanno riguadagnato alcune posizioni. Così come dal quadrante a nord di Kherson, dove invece sono gli ucraini a continuare a guadagnare terreno.

Cosa sta succedendo a est di Lyman

Quando lo scorso 8 settembre gli ucraini hanno sfondato le linee difensive russe a sud di Kharkiv, l’obiettivo principale da parte delle forze di Kiev è stato quello di avanzare verso est e, in particolare, in direzione dei due fiumi più importanti della zona: Seversky Donetsk e Oskil. Con la presa di Izyum, arrivata 48 ore dopo lo sfondamento delle linee, l’esercito ucraino ha guadagno le sponde del primo fiume. Successivamente si è diretto verso est, con l’intento di guadare anche l’altro grande corso d’acqua. Il consolidamento delle posizioni su Kupyansk, cittadina a cavallo dell’Oskil, e la presa di Lyman arrivata il 3 ottobre scorso hanno portato il fronte a spingersi al di là del fiume.

A questo punto poi l’offensiva ucraina si è fermata. Non c’è stata la fuga in avanti verso Svatove e Kreminna, due città situate esattamente lungo lo stesso asse al di là dei confini amministrativi dell’oblast di Lugansk. La loro conquista rappresenterebbe il definitivo ingresso degli ucraini in una regione considerata annessa alla Russia dal Cremlino. Ma soprattutto permetterebbe la creazione di una solida linea del fronte a pochi passi da altre città importanti, quali Severodonetsk e Lysychansk. Gli ucraini però, come detto, non sono andati avanti.

I russi qui sembrano aver reagito. Dopo il ritiro da Lyman, le truppe del Cremlino hanno impiegato alcuni giorni a organizzare una propria linea di difesa. Per Mosca è essenziale non perdere ulteriore terreno in questo settore. La reazione russa si è tradotta, oltre che nel consolidamento delle difese, anche nel recupero di alcune località a est di Lyman, la più importante delle quali è quella di Torske. La linea del fronte, adesso più stabile rispetto ai primi giorni della controffensiva ucraina, si trova sempre oltre l’Oskil ma leggermente più spostata a ovest, coincidente quasi con i confini amministrativi tra le regioni di Kharkiv e Lugansk.

Ucraini avanzano a Kherson

Si sta combattendo, come detto, anche nell’oblast di Kherson. Qui le truppe di Kiev hanno sfondato le difese russe il 4 ottobre, giorno in cui sono riuscite a entrate nella regione dal quadrante a nord di Kherson. Dopo una rapida avanzata lungo le sponde del Dnepr, all’interno del distretto di Berysalv, l’azione si è poi fermata a circa 40 km dalla strategica città di Nova Kakhovka, situata dall’altra parte del fiume.

Nelle ultime ore Kiev ha potuto rivendicare la riconquista di altre località. Si tratta, nello specifico, di Novovasylivka, Novohryhorivka, Nova Kamianka, Tryfonivka e Chervone, sempre nel distretto di Beryslav. L’offensiva ucraina anche qui è di gran lunga più lenta rispetto all’inerzia dei giorni scorsi ma, a differenze che a Lyman, non si è del tutto arrestata.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

Sul rallentamento ucraino a pesare molto probabilmente è stata una precisa scelta dei comandi di Kiev. I bombardamenti di lunedì hanno infatti influito relativamente poco, visto che l’azione ucraina già da giorni sembrava meno accesa rispetto a prima. L’attenzione dei generali è andata sui rischi di un eccessivo allunamento delle linee di rifornimento. Una circostanza in grado di mettere potenzialmente in grave difficoltà la logistica.

Si è scelto quindi di dare “respiro” alle proprie truppe e riorganizzare il campo. Le piccole conquiste territoriali dei russi a Lyman e degli ucraini a Kherson sono quindi da inquadrare in un generale riassestamento del fronte. Quanto durerà questa fase è difficile da dire. Gli ucraini potrebbero riprendere già in settimana le avanzate, così come potrebbero aspettare altri giorni. Dal canto loro i russi sperano di avere il tempo di potenziare ulteriormente le proprie linee difensive e attendere l’effetto della mobilitazione parziale con l’arrivo di rinforzi. L’impressione è che tutto dipenderà da valutazioni non solo militari ma anche politiche, sia a Kiev che a Mosca.

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