Anche i soldati di Erdogan avranno i loro droni kamikaze: Ankara ha avviato la produzione di una “flotta” di mini-droni killer che si ispirano al concetto di ‘munizionamento intelligente’ sviluppato già da USA, Israele e Cina.

Dalle dimensioni approssimativi al metro, lanciabili da dispositivi portatili che ricordano i sistemi ‘LMAMS’ americani, i droni-killer possono essere controllati in remoto da un operatore o essere ‘autonomi’: condotti sull’obiettivo dall’intelligenza artificiale che attraverso algoritmi precaricati nel sistema individuano, valutano la situazione, agganciano l’obiettivo e conducono il drone sul bersaglio in modalità ‘kamikaze’.

Presentati ufficialmente da Ankara, che ha confermato una messa in produzione massiccia dei diversi modelli della famiglia, i mini-droni armati con cariche esplosive sviluppati in Turchia si chiamano Alpagu, Kargu e Togan. Prodotti dalla STM, azienda ingegneristica specializzata in tecnologia bellica per le Forze armate turche, sono stati presentanti alla 13° Fiera Internazionale dell’Industria della Difesa che si è tenuta a Istanbul lo scorso maggio. Secondo il sottosegretario Ismail Demir i droni-killer «Saranno inviati molto presto alle forze di sicurezza turche».

Alpagu – che significa ‘uomo coraggioso’ – è un drone ad ala alta estensibile ‘a scatto’ con una lunghezza di 65 centimetri e un’apertura alare di 125 centimetri. Pesa 3,7 chilogrammi. Lanciabile da un dispositivo portatile  – come lo ‘Switchblade’ americano – ha la peculiarità di avere sensori e telecamere sviluppati sul muso che ricordano quasi occhi e bocca di un giocattolo micidiale. Autonomo o manovrato dal lanciatore attraverso un tablet,  è dispiegabile in soli 45 secondi e basta a distruggere un pick-up o una postazione non fortificata. Con un range operativo di 5 chilometri e un’autonomia di 10 minuti verrà distribuito all’esercito turco per eliminare gli obiettivi a corto raggio.

Kargu pesa 6,3 chilogrammi e prevede un impiego simile al precedente, ma è un mini-copter configurato su 4 rotori manovrabile in remoto sull’obiettivo in modalità kamikaze. Togan è stato descritto come un mini-copter da sorveglianza di dimensioni maggiori del precedente per un peso di 7,5 chilogrammi.

Questi strumenti bellici sono il frutto dell’essenziale ammodernamento delle armi che Ankara intende impiegare fuori e entro i propri confini per rispondere a minacce esterne o interne – come il PKK curdo –  e nelle operazione antiterrorismo. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha recentemente affermato: «Faremo tutto il necessario per tenere questo Stato vivo. Lo faremo con i carri armati, con i cannoni, e con i droni armati. Lo faremo dotando le nostre forze di sicurezza di tutte le armi necessarie».

I droni turchi contro il PKK

La Turkish Armed Forces ha già impiegato contro il PKK il suo UAV (unmanned aerial vehicle) Bayraktar TB2 – drone Medium Altitude Long Endurance sviluppato dalla Kale-Baykar con un’apertura alare di 12 metri, peso massimo al decollo di 650 kg e un’autonomia approssimative alle 24 ore. Il Bayktar è armabile con 2 missili anti-carro a lunga distanza UMTAS. L’8 settembre 2016 il Baraktar TB2 ha registrato la sua prima ‘uccisione’ proprio durante un’operazione contro il PKK.

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