L’esercito russo ha bloccato alcuni droni militari statunitensi che operano nei cieli della Siria, incidendo seriamente sulle operazioni militari americane.

La rivelazione, fatta da alcuni funzionari della Difesa statunitense alla Nbc , dimostra che il confronto tra Russia e Stati Uniti, in Siria, è già ampiamente attivo. Seppur nei limiti della bassa intensità.

Secondo quanto rivelato dai funzionari Usa, i russi hanno iniziato a bloccare alcuni droni statunitensi diverse settimane fa. Le fonti americane affermano che questi attacchi contro i droni siano avventi in concomitanza con i segnali di presunti attacchi chimici nella Ghouta orientale. In pratica, i droni servivano alle forze americane per analizzare il campo di battaglia e ricercare prove e risultati di questi attacchi con gas letali.

L’esercito russo, preoccupato che i militari degli Stati Uniti potessero reagire alle risultanze degli attacchi con gas tossici da parte delle forze dell’esercito siriano, avrebbe iniziato a bloccare i sistemi Gps dei droni che operano nell’area. Un’operazione che, al netto della cause reali, dimostrerebbe comunque una debolezza dei reparti statunitensi che utilizzano  questi velivoli sempre più frequentemente.

Il bloccare o interferire sulla ricezione da parte di un drone di un segnale lanciato da un satellite Gps può essere molto semplice, secondo Todd Humphreys, direttore del Radionavigation Laboratory presso l’Università del Texas ad Austin. Un’operazione tutto sommato semplice, in cui i russi sono divenuti nel tempo molto esperti, e che per Humphreys potrebbe avere un impatto significativo sui droni statunitensi, causandone il malfunzionamento o addirittura l’arresto. Per gli operatori a terra, potrebbe diventare un incubo. Il drone non solo può scomparire dai radar, ma non rispondere ai comandi. Di fatto, diventerebbe una mina vagante.

Secondo in funzionari Usa, questa tattica russa è già stata utilizzata dalle forze russe, con successo, in Ucraina. I russi, già quattro anni fa, riuscivano dalla Crimea a deviare i segnali dei droni riuscendo a intaccare le manovre di questi oggetti così importanti nelle guerre contemporanee.

Il Dipartimento della Difesa non ha voluto confermare quanto sostenuto da alcune fonti, e cioè che il blocco del segnale sta causando la caduta dei droni. “I militari americani mantengono sufficienti contromisure e protezioni per garantire la sicurezza dei nostri aerei con equipaggio umano e senza pilota, delle nostre forze e delle missioni che supportano”, ha detto il portavoce del Pentagono, Eric Pahon. Ma un funzionario ha confermato che la tattica sta avendo un sensibile impatto operativo sulle operazioni militari statunitensi in Siria.

La Siria dunque è un teatro di una guerra altamente tecnologica. E per gli Stati Uniti non arrivano notizie positive. Il fatto che i loro droni, divenuti fondamentali in molti teatri di guerra, siano vulnerabili alle tecnologie di Mosca, rappresenta un handicap importante. Per decenni, gli Stati Uniti hanno mostrato una superiorità tecnologica che sembrava avesse raggiunto un gap quasi incolmabile con gli avversari. Invece, Russia e Cina, primi avversario della geopolitica Usa, stanno velocizzando il loro processo di riduzione di questo gap. Spesso il Pentagono ha detto che Mosca e Pechino hanno ormai livelli tecnologici all’avanguardia. E chiedono continuamente fondi da investire nella Difesa.

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