Dopo la nomina del generale David H. Berger come comandante del Corpo dei Marines (USMC, United States Marine Corps), confermata dal Senato lo scorso 5 giugno, e la cerimonia di subentro dell’11 luglio con il generale Robert B. Neller, è stato pubblicato il “38th Commandant’s Planning Guidance“. Il documento rappresenta la linea guida del nuovo comandante dei Marines per i prossimi 4 anni, e sottolinea anche gli obiettivi da raggiungere per permettere all’USMC di rispondere a ogni richiesta di intervento rapido che arrivi dal Comandante delle Operazioni Navali (CNO, Chief of Naval Operations), l’ammiraglio John M. Richardson. Dal documento emerge la necessità per i Marines di continuare a ricevere ingenti investimenti per sviluppare nuove tecnologie e per rinnovare le tattiche operative. Ma non solo, perché il generale Berger ha evidenziato l’importanza di far nuovamente dei Marines il principale sostegno alle operazioni navali della Marina, e non viceversa. Il motivo è racchiuso nei nuovi rischi portati dai missili antinave a lungo raggio e a elevata precisione, in fase di sviluppo o già operativi nella maggior parte dei Paesi potenzialmente “nemici” degli Stati Uniti. Il compito del Corpo dei Marines, quindi, è quello di far sì che vengano create le condizioni tali affinché per le portaerei, per i cacciatorpediniere, per le navi ausiliarie, per le navi anfibie e da sbarco sia possibile operare in un contesto fortemente protetto.

L’importanza delle operazioni anfibie

In questo campo è richiesto un primo sostanzioso investimento, così da creare strumenti di guerra elettronica e droni da impiegare in caso di operazioni militari per scongiurare potenziali danni agli Stati Uniti e ai Paesi alleati. L’idea del 38esimo Comandante dell’USMC è di incoraggiare lo sviluppo di sistemi a pilotaggio remoto a lungo raggio che possano essere impiegati per penetrare tra le linee di difesa nemiche, così da distrarre il fuoco del potenziale avversario permettendo alla flotta di operare senza grandi difficoltà e di avvicinarsi alla costa. Un passo importante per gettare le basi a operazioni di sbarco anfibie dove sono però necessari ulteriori investimenti, orientati verso il mantenimento di questa capacità in un ambiente altamente protetto via aerea, terrestre, navale, sottomarina e cibernetica. Per riuscire in questo l’idea del generale David Berger è quella di “risparmiare” e di non richiedere fondi per la costruzione di mezzi da sbarco e anfibi di medio-grandi dimensioni, ma bensì la proposta è di trasformare navi commerciali e altro naviglio civile di tonnellaggio medio-piccolo. Il vantaggio sarebbe duplice perché da un lato permetterebbe di contenere i costi dirottando investimenti verso altri capitoli di spesa, dall’altro lato farebbe sì di riuscire a espandere in maniera sostanziosa la flotta di mezzi anfibi e da sbarco. L’altro punto interrogativo nel prossimo futuro per il nuovo Comandante dei Marines è legato alle navi da supporto logistico del Maritime Prepositioning Force (MPF), poiché se al momento sono un punto di forza in caso di conflitto sarebbero vulnerabili e difficili da proteggere. Nel testo, il generale Berger sottolinea come sia necessario iniziare a ripensare a questa capacità lavorando all’ideazione di nuovi sistemi per garantire il necessario supporto logistico alle operazioni.

Il compito di operare tra e dietro le linee nemiche

Il timore principale è quello di trovarsi a fronteggiare un avversario con tecnologie difensive A2/AD (Anti Access/Area Denial) di alto livello. Per questo motivo il generale Berger ha confermato la necessità di continuare a seguire e a migliorare le EABO (Expeditionary Advanced Base Operations), trasformandole in una categoria operativa a tutti gli effetti. Resistere tra e dietro le linee nemiche per colpire le infrastrutture e le installazioni strategiche del nemico sono i due capisaldi per i Marines del futuro, i quali dovranno trasportare sul capo di battaglia posizioni per l’ISR (Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione) e sistemi missilistici sia offensivi sia difensivi per intercettare aerei, missili balistici e da crociera. Inoltre i Marines impiegati “dietro le linee nemiche” dovranno trasportare anche rifornimenti e i sistemi di assistenza per l’avvicinamento e l’atterraggio di precisione (JPALS, Joint precision approach and landing system) per i Lockheed Martin F-35B, impiegabili anche su campi di volo preparati. Capacità cruciali per la guerra del futuro nei confronti delle quali nella pubblicazione viene evidenziata la necessità degli addestramenti, dove dovranno essere sfruttati il maggior numero di possibili scenari che prevedono l’utilizzo delle EABO. L’altra capacità importante su cui vengono richiesti investimenti è quella del comando e controllo (C2), perché la capacità di prendere velocemente delle decisioni anche al livello più basso permette di non creare impasse nel corso delle operazioni, rendendole più flessibili e più adattabili alle situazioni. Per continuare sulla strada tracciata da decenni in seno al Corpo dei Marines, il neo-comandante ha sottolineato la necessità di organizzare in maniera costante giochi di guerra, simulazioni ed esercitazioni in modo tale da sviluppare elevate capacità di comando che siano modellate sulle radicali trasformazioni che stanno subendo gli stessi conflitti. Proprio per questo il suggerimento del generale Berger è di integrare ulteriormente i Marines con la Marina, oltre che con le altre forze armate, dando modo di operare seguendo il concetto del Composite Warfare (CW), che prevede la decentralizzazione a livello tattico della catena di comando per avere una struttura flessibile e capace di rispondere a più minacce contemporaneamente.

Gli altri investimenti?

Il futuro dell’USMC, però, non è legato solamente alle capacità di comando e alle operazioni anfibie. Cruciali saranno gli investimenti nelle nuove tecnologie per dare le capacità di combattere sul mare, dal mare, a terra, da terra verso il mare, dal cielo, verso il cielo e sotto costa. Quest’ultima zona sarà chiave per il futuro essendo necessario sviluppare capacità tali da diminuire drasticamente gli elevatissimi rischi, e il lavoro del nuovo Comandante sarà volto a far sì che il Pentagono e il Congresso stanzino ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale, nella robotica, nelle nanotecnologie, nei computer quantistici e nei sistemi a guida remota per la ricognizione subacquea, per lo sminamento e per il supporto logistico. Rimanendo nel campo dei droni, nella pubblicazione viene evidenziata anche l’importanza che avranno nella guerra del futuro gli sciami di piccoli UAS (Unmanned Aerial Systems) da utilizzare per effettuare attacchi aerei o per concentrare le difese nemiche su un unico punto. Altri capitoli di investimento nei prossimi anni dovranno essere i sistemi missilistici terrestri e navali ad alta precisione che permettano di aumentare l’area protetta in mare, fornendo protezione costante da eventuali attacchi aerei, navali o missilistici. Secondo il Comandante dei Marines per i prossimi 4 anni, l’altro caposaldo del futuro continuerà a essere l’aspetto umano. Proprio sugli uomini dovranno essere stanziati i maggior investimenti per permettere di reclutare nuovi talenti, per migliorare e modernizzare l’istruzione e gli addestramenti e per continuare nella profonda trasformazione delle tattiche operative.

Nei prossimi 4 anni, probabilmente, le politiche e le richieste del generale Berger saranno volte a dar nuovamente al Corpo dei Marines un ruolo chiave nelle operazioni navali e in quelle interforze, riprendendo a fare da supporto attivo alle forze navali nelle operazioni in tutto il mondo.

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