Secondo un test condotto nel 2014, il caccia multiruolo F-35 potrebbe essere una piattaforma efficace da impiegare contro la minaccia missilistica di Pyongyang. A riportare la notizia sono alcune agenzie americane che, solo oggi, sono state messe al corrente dei risultati positivi del test FTX-20 svolto dalla Northrop, azienda aeronautica statunitense che ha atteso diversi anni prima di poter confermare l’efficacia del caccia di quinta generazione nell’intercettazione congiunta che porterebbe all’abbattimento di un ICBM – intercontinental ballistic missile – lanciato dalla Corea del Nord.

I sensori ad altissima tecnologia dell’F-35 Joint Strike Fighter potrebbero aiutare le altre piattaforme di difesa missilistica schierate a difesa degli Stati Uniti, e dei suo alleati, a “tracciare e distruggere” qualsiasi tipo di missile balistico detenuto dal dittatore Kim Jong-un. Il rappresentante della commissione “House Armed Services” del Congresso, Duncan Hunter, ha dichiarato dopo aver analizzato i rapporti del Los Alamos National Labs “che un ICBM potrebbe” e dovrebbe “essere intercettato nella sua fase di spinta”. Tutte le informazioni raccolte dall’ F-35 inviato ad intercettare il missile verrebbero immediatamente trasmesse al sistema missilistico anti-balistico THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) che saprebbe con certezza dove lanciare i suoi missili. I dati risultati dai test sono classificati top-secret ma il responsabile della divisione ‘targeting’ della Northrop, John Montgomery, ha affermato che ‘questo progresso aumenterà le possibilità della difesa anti-missili balistici’. Attraverso la simulazione 3d si è infatti raggiunto per Montgomery un miglioramento “tatticamente significativo” nell’acquisizione obiettivo, e questo cambierà il volto dei campi di battaglia del futuro sfruttando sempre di più le tecnologie di cui il caccia di 5ª generazione F-35 è provvisto.

 Le capacità dell’ICBM di Kim e i sistemi d’intercettazione dell’F-35

L’ultimo missile lanciato da Pyongyang –  Hwasong-15, classificato come ICBM – ha raggiunto seguendo un angolo molto stretto un’altitudine di 4,475 chilometri, portando gli analisti a calcolare il range potenziale di 13,000 chilometri che gli permetterebbe di rilasciare testate multiple su obiettivi dislocati in tutta l’America continentale e sull’Europa. Designato come il più potente missile mai testato dalla Corea del Nord, avrebbe comunque riscontrato delle problematiche nella fase di rientro nell’atmosfera terrestre, tallone d’Achille, secondo gli analisti del Pentagono, di tutto il programma balistico nordcoreano. Nell’intercettazione congiunta di un missile balistico l’F-35 impiegherebbe il sistema DAS – Distributed Aperture System – con i suoi potenti sensori infrarossi ed elettro-ottici permettendo un risparmio di tempo nell’intercettazione altrimenti affidata ai radar del sistema THAAD, che saprebbe in anticipo dove dirigere i missili dei suoi lanciatori multipli da otto. Questo, prevederebbe uno ‘scramble‘ degli F-35 dell’US Marine corps dislocati della regione del Pacifico, ad oggi schierati nella base di Iwakuni in Giappone. Il caccia multiruolo F-35 può raggiungere una velocità di Mach 1.6 (1975 km/h) e ha una tangenza approssimativa di 18.800 metri.

Il THAAD e l’ausilio dell’F-35

Come citato in precedenza su Il Giornale dall’analista Franco Iacch “Nessun sistema missilistico di difesa assicura una schermatura completa. Sono asset concepiti per ridurre la percentuale dei missili in entrata”; questo vale anche per il Terminal High Altitude Area Defense o THAAD. Per questo le strumentazioni di ultima generazione degli F-35 potrebbero essere di grande aiuto nell’intercettazione di una minaccia missilistica: cooperando con questi sistemi ‘non infallibili’ per  sventarla. Il raggio di azione del THAAD è approssimato nel 200 km ad un’altitudine operativa di 150 km ed una velocità massima di Mach 8.24. Il THAAD e l’F-35 sono entrambi prodotti della Lockheed Martin, quindi ‘parlano la stessa lingua’, e nel caso del lancio di un ICBM con potenziali devastanti questa potrebbe rivelarsi una possibilità in più di sventare la minaccia.

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