Uno studio del Center for a New American Security (Cnas) ha avvertito gli Stati Uniti sulla necessità di aumentare le capacità logistiche della Marina per quel che riguarda le navi da trasporto necessarie per portare in Europa uomini, mezzi e rifornimenti in caso di conflitto. Un problema emerso negli ultimi anni e dovuto alla non modernizzazione della flotta, ferma al 1989 quando il crollo dell’Unione Sovietica fece venir meno il rischio di una guerra in Europa. La ripresa dell’attività della Russia e la crisi in Ucraina del 2014 hanno messo in luce anche i potenziali problemi logistici per gli Stati Uniti in caso di esigenza futura.

L’assenza di esercitazioni

Un problema che non sarebbe solamente per gli Stati Uniti ma anche per i Paesi europei, che potrebbero trovarsi in difficoltà a prevenire una escalation militare nel caso di una crisi, non potendo contare su un numero sufficientemente elevato di truppe e mezzi provenienti dall’altra sponda dell’Atlantico. La capacità statunitense di rinforzare l’Europa dipende quasi integralmente dalla flotta da trasporto, considerata carente già durante la Guerra Fredda.

Proprio per questo motivo, la strategia Nato di deterrenza era incentrata sul mantenimento sul Vecchio Continente di elevate capacità militari convenzionali, a cui erano, ovviamente, aggiunte quelle di tipo nucleare. Inoltre, le truppe degli Stati Uniti e dei diversi Paesi Nato erano impegnate annualmente nell’esercitazione Reforger (Return of Forces in Germany, svolta dal 1969 al 1993), nel corso della quale veniva simulato il trasporto di rinforzi in Germania occidentale attaccata dal Patto di Varsavia.

Questa tipologia di manovre è diminuita nettamente di numero e, la prossima si terrà tra aprile e maggio 2020, quando si svolgerà la Defender-Europe 20. Lo scopo sarà anche quello di verificare le tempistiche necessarie agli Stati Uniti per trasportare in Europa un numeroso contingente di uomini, mezzi e rifornimenti. Questo perché la capacità di trasporto marittimo è tornata a essere una parte fondamentale della strategia di difesa statunitense, rappresentando il 90% dei trasferimenti logistici per la Marina e per il corpo dei marine (leggermente minore il dato dell’aeronautica e dell’esercito che si affidano principalmente al trasporto logistico via aereo).

Lo stato della flotta

I pochi stanziamenti per la modernizzazione del naviglio, però, hanno creato delle lacune nel sistema di trasporto marittimo statunitense, tant’è che lo Ustranscom (comando dei trasporti degli Stati Uniti) ha stilato un programma per garantire il funzionamento in sicurezza dello Msc (Military Sealift Command). Il numero minimo di navi da trasporto fissato è di 60 di cui 18 traghetti Ro-Ro (roll-on/roll-off), ovvero quelli tradizionali a carico orizzontale che permettono di trasportare veicoli su gomma. Attualmente, però, il naviglio a disposizione è sottodimensionato rispetto alle esigenze, ma soprattutto nella maggior parte dei casi gli anni di servizio rimanenti sono intorno alla decina.

I programmi di ampliamento

Per questo motivo nel rapporto del Cnas viene consigliato al Dipartimento della Difesa di aumentare gli investimenti in questo settore, oltre di dare la possibilità alla Marina di acquistare navi da trasporto usate che non siano state costruite negli Stati Uniti sfruttando i Paesi alleati in ambito Nato. L’alternativa sarebbe di ordinare navi nuove, basandosi sul programma della Marina incentrato sulla realizzazione di un’unica piattaforma (Champ, Common Hull Auxiliary Multi-Mission Platforms) utilizzabile per il trasporto sia di uomini sia di mezzi e rifornimenti. Il programma trentennale partirà nel 2025 e la prima consegna avverrà nel 2028, ma tra gli obiettivi del Pentagono vi è quello di accorciare i tempi al 2026 per far fronte alla prima fase di dismissione e di trasferimenti nella riserva.

Acquistare navi da trasporto usate permetterebbe di ridurre sia i tempi di acquisizione sia i costi, dando modo di liberare dei fondi da destinare ad altri programmi “prioritari”. Al tempo stesso, modernizzare e ampliare la flotta a disposizione dello Ustranscom è un’urgenza dettata dalla necessità di assicurare la deterrenza in Europa e in Asia.

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