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Secondo fonti riportate da Reuters, il Pentagono sta prendendo in considerazione la possibilità di fornire all’Ucraina bombe di precisione a basso costo montate su razzi che consentirebbero all’esercito ucraino di colpire molto in profondità le linee russe.

Il sistema di cui si sta parlando, proposto da Boeing, si chiama Ground-Launched Small Diameter Bomb (Glsdb), ed è sviluppato insieme alla svedese Saab.

La Glsdb è un’arma di precisione lanciata da terra a lungo raggio che combina le capacità della bomba aeronautica Gbu-39B Sdb e del sistema di propulsione a razzo M26. Questo ibrido è stato progettato per il lancio da sistemi di artiglieria terrestri di vario tipo, tra cui gli Mlrs (Multiple Launch Rocket System) tipo M-270 e Himars, già consegnati all’esercito di Kiev che li sta usando con profitto.

Il sistema Glsdb è compatibile con due varianti delle bombe Gbu-39: la versione a bassissimo danno collaterale Focused Lethality Munition (Flm) e la Laser Small Diameter Bomb (Lsdb). Le bombe-razzo sono dotate di una testata in fibra di carbonio a frammentazione con 57,6 chilogrammi di esplosivo ad alto potenziale e sono dotate di fusibili con due impostazioni di funzione: a impatto e scoppio preimpostato, per fornire sia la penetrazione in profondità oppure l’esplosione a un’altezza dal suolo prefissata. Le prestazioni effettive non sono note, ma si ritiene che le Glsdb possano raggiungere una gittata massima di 150 chilometri, con la capacità di colpire bersagli in movimento in tutte le condizioni atmosferiche, sia di giorno che di notte, con bassi danni collaterali.

Le Glsdb offrono alta letalità, maggiore portata e soprattutto alta manovrabilità proprio perché coniugano le caratteristiche della bomba Gbu-39B, dotata di due ali pieghevoli e quattro pinne caudali, con la propulsione a razzo. Il sistema di guida è doppio (inerziale e Gps) con resistenza al jamming e allo spoofing.

L’eventuale fornitura di questo particolare sistema consentirebbe pertanto alle forze ucraine di colpire molto più in profondità le posizioni russe: a oggi, gli Himars – i sistemi più a lungo raggio – possono colpire a circa 70 chilometri di profondità in quanto forniti esclusivamente con due particolari tipi di razzo (M30 con testata a submunizione e M31 testata singola) anch’essi dotati di sistema di navigazione inerziale e Gps, quindi molto precisi. Dagli Himars possono anche essere lanciati gli Atacms (Army Tactical Missile System) che possono ingaggiare bersagli fino a 186 miglia (300 chilometri) a seconda della variante, ma sino a oggi la Casa Bianca si è sempre opposta all’invio di questi missili all’Ucraina temendo l’aumento dell’escalation del conflitto stante le minacce di Mosca. Il Congresso statunitense, sino alla rielezione, si era sempre detto favorevole a questa possibilità, e il nuovo corso delle operazioni belliche potrebbe facilmente far cambiare idea all’esecutivo statunitense.

Intanto sappiamo che le Glsdb potrebbero essere consegnate già nella primavera del 2023, secondo un documento riportato da Reuters anche in considerazione del costo: una singola GBU-39B costa circa $ 40mila dollari al contrario di un colpo di un razzo di precisione di un Mlrs che ne costa 100mila.

Il problema principale, forse, è la capacità di produzione delle Glsdb a livelli richiesti per sostenere le necessità ucraine senza intaccare troppo le scorte di Gbu-39B nazionali: sempre Reuters afferma che le prime consegne saranno effettuate seguendo “un basso tasso di produzione” quindi, insieme al fatto che non ci sono clienti per questi sistemi, potrebbe richiedere del tempo per accelerare. Non si tratta di un problema da poco. Da mesi l’industria bellica occidentale fatica a sostenere l’impegno di sostenere le forze armate ucraine nella loro lotta contro l’invasore russo, e negli ultimi tempi sono stati lanciati diversi allarmi riguardanti l’esaurimento delle scorte di munizioni e sistemi d’arma nei magazzini della Nato.

Boeing e Saab sarebbero senza dubbio ansiose di vedere le proprie Glsdb in azione per cercare di trovare dei possibili clienti, in quanto in Europa stiamo assistendo a una massiccia campagna di riarmo come non si vedeva dai tempi della Guerra Fredda, con alcune nazioni – come ad esempio la Polonia e la Germania – che stanno spendendo tanto e quasi tutto in sistemi off-the-shelf provenienti da oltre Atlantico (e altrove), provocando un danno sensibile ai programmi e alle industrie della Difesa europee.

Sebbene le Glsdb abbiano la metà della gittata degli Atacms, quindi siano politicamente più spendibili, riteniamo che il loro invio sia comunque un azzardo in quanto non c’è l’assoluta certezza che i sistemi vengano utilizzati esclusivamente sul fronte ucraino e non per colpire obiettivi in Russia.

Al tempo stesso a determinare la possibilità del loro invio, e in prospettiva quello degli Atacms che potrebbe essere preso in seria considerazione in un immediato futuro, è proprio l’attuale situazione bellica in cui i russi si sono ritirati a oriente del fiume Dnepr e occupano una fascia di circa un centinaio di chilometri a partire dalla costa. Queste posizioni, più difendibili perché pongono una barriera naturale tra di essi e l’esercito ucraino, potranno venire colpite nella loro interezza e, per la prima volta, si potrebbe anche colpire obiettivi in profondità in Crimea partendo da posizioni di lancio lungo la linea del fronte.

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