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Le truppe russe ammassate lungo il confine con l’Ucraina rappresentano il grande punto interrogativo dell’Europa e dell’Occidente. Le cancellerie del Vecchio Continente si muovono per cercare di limitare i rischi di un nuovo conflitto alle porte dell’Unione europea, mentre gli Stati Uniti tentano di evitare che la tensione sfoci in un conflitto in cui non vogliono (né potrebbero) impegnarsi direttamente sul campo. Cosa succederà nella parte orientale dell’Europa? Quale sarà la prossima mossa di Vladimir Putin, che si è appena incontrato seppur virtualmente con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden?

Per comprendere cosa sta accadendo dietro la nuova “cortina di ferro”, abbiamo sentito Andrey Kortunov, uno dei massimi esperti di politica estera russa e direttore del think tank Riac, Russian International Affairs Council. Un uomo che conosce perfettamente le dinamiche diplomatiche del Cremlino e con cui proviamo a comprendere il punto di vista della Federazione russa.

Direttore, il Cremlino ha ribadito più volte di avere tracciato delle “linee rosse”: in cosa consistono?

Le linee rosse del Cremlino sono essenzialmente due: la prima è che Kiev non debba iniziare offensive militare contro le repubbliche separatiste; la seconda che l’Ucraina non entri nella Nato. Putin sotto questo profilo è stato sempre molto chiaro.

Dal suo punto di vista, la Nato si espanderà a est? E se sì, cosa farà a quel punto la Russia?

Non penso che la Nato si estenda anche in Ucraina. Il pericolo per Mosca, però, è che la Nato possa costruire infrastrutture militari in Ucraina anche senza che essa faccia parte dell’Alleanza. Se questo dovesse accadere, la Russia si sentirebbe autorizzata a reagire con mosse “reciproche”, che però sarebbero non solo al confine con l’Ucraina ma anche con altri Paesi europei. E questo aumenterà il rischio di tensioni lungo tutta l’Europa orientale.

Le immagini delle forze armate russe vicino all’Ucraina spaventano non solo Kiev, ma anche l’Europa. Dagli Usa sono arrivati segnali chiari nei confronti di Mosca: cosa succede? C’è il rischio di una guerra?

Se Putin avesse voluto invadere l’Ucraina, non avrebbe fatto una preparazione di questo tipo. Questo movimento di truppe è molto “dimostrativo”. Penso che gli obiettivi russi siano soprattutto di deterrenza e questo va sempre tenuto in considerazione. È importante per tutte le parti in conflitto che nessuno si senta legittimato a usare la forza: l’Ucraina nei confronti del Donbass, la Russia per minacciare l’Ucraina e la Nato verso oriente. In ogni caso, se ci fosse un conflitto – che la Russia potrebbe anche vincere – le ripercussioni politiche sarebbero molto pesanti e non vedo ragioni per cui Putin dovrebbe compiere queste operazioni conoscendo le conseguenze.

Un altro fronte caldo al confine d’Europa è la Bielorussia. Si è parlato di guerra ibrida, di crisi dei migranti orchestrata da Lukashenko. Qualcuno ha visto una regia di Mosca

Dobbiamo chiederci cosa vuole ottenere Lukashenko. Dal mio punto di vista, vuole ottenere un riconoscimento in Europa e riottenere quella legittimazione internazionale persa dopo le elezioni dello scorso anno. Se questa è la chiave per capire le mosse del leader bielorusso, è possibile che abbia bisogno di questo riconoscimento anche per aumentare la propria autonomia rispetto a Mosca. Perché Lukashenko vuole porsi tra Bruxelles e Mosca. E non penso che Putin voglia realmente sostenere Lukashenko in questo percorso

La crisi energetica arriva in concomitanza con le tensioni nell’Europa orientale. C’è un collegamento tra la fornitura di gas e questa escalation?

La Russia ha dimostrato una certa apertura nei confronti dell’Ucraina facendo transitare il gas attraverso il Paese, ma si aspettava il completamento del Nord Stream 2 come dimostrazione di reciprocità. Tuttavia, penso che questo tema debba rimanere inquadrato nell’ambito dell’energia e non debba essere politicizzato e collegato con le tensioni militari. Le tensioni militari nascono soprattutto dall’assenza di linee di comunicazione tra Nato e Russia che è fondamentale recuperare per evitare uno scontro.

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