Più che un formale incontro tra due alleati, sembra quasi la richiesta di aiuto proveniente dalla parte più vulnerabile dell’alleanza: la visita di domenica del generale Khalifa Haftar dal presidente egiziano Al Sisi, sembra rientrare in questo contesto. Avviene al termine di ore molto delicate a sud di Tripoli, dove le forze del generale pur se meglio organizzate non riescono a far breccia verso la capitale libica.

Haftar chiede nuovo supporto?

Da Il Cairo emerge un generale fortemente contrariato per come sta andando la campagna militare a Tripoli. C’è un piccolo particolare da tenere in considerazione: la visita di Haftar presso la capitale egiziana avviene nella stessa domenica in cui, già da diverse settimane, è prevista la conferenza nazionale libica a Ghadames. Un appuntamento fortemente voluto dalle Nazioni Unite, ma che fallisce a causa della battaglia esplosa a Tripoli. Il suo annullamento, anche se l’inviato Onu Salamé parla di “rinvio sine die”, è ufficializzato appena pochi giorni fa. Dunque, la visita di Haftar presso il palazzo presidenziale del suo più importante sponsor regionale viene pianificato soltanto nelle ultime ore.

Sembra quasi una corsa quella che il generale compie verso Il Cairo. Poche ore prima, dopo l’avanzata di sabato mattina, il suo esercito subisce una grave sconfitta nel contrattacco attuato dalle forze rimaste fedeli ad Al Sarraj nella zona di Azizia. Una località quest’ultima la cui presa dopo pochi giorni dall’inizio dell’avanzata è simbolo delle velleità di Haftar di arrivare quanto prima a Tripoli. Ma il fronte è molto più difficile da tenere, le tribù tripoline non si schierano con il suo esercito e le difficoltà aumentano. Haftar arriva da Al Sisi documentando le principali necessità dell’Lna. Occorrono rinforzi in quanto dalla Cirenaica fare arrivare ricambi, carburante e munizioni non è semplice: con le avanzate attorno la capitale, il generale deve far quadrare una situazione che vede un allungamento del fronte di circa 500 km. E dunque l’uomo forte dell’est della Libia chiede il sostegno del suo alleato principale.

Al Sisi vuole Haftar subito vincitore a Tripoli?

Se appare evidente che Haftar vola da Al Sisi per chiedere maggior supporto, non è altrettanto scontato che il presidente egiziano offra al “suo” generale immediati maggiori rinforzi. In primis perché la Tripolitania non è un’area di immediato interesse per l’Egitto: ad Al Sisi serve una Cirenaica stabile in quanto confinante con il suo paese ed Haftar può garantire quel controllo in grado di evitare intrusioni jihadiste dalla Libia. Dunque, spendere ulteriore denaro e mandare al generale alleato altri mezzi per un fronte lontano diversi chilometri dalle frontiere egiziane non è di primario interesse per Al Sisi. Il presidente egiziano dovrebbe giustificare al suo stesso governo il perché di altre spese per una zona distante dai pericoli per la sicurezza interna.

In secondo luogo poi, un generale leader assoluto del paese nordafricano non è uno scenario che l’Egitto apprezzerebbe in toto. Al Sisi sostiene Haftar ed è suo partner importante, ma avere al confine una Libia nuovamente in mano ad una sola persona potrebbe essere controproducente per lo stesso governo de Il Cairo. Soltanto nei prossimi giorni dunque sarà possibile notare se la missione del generale in Egitto abbia o meno dato i frutti a lui sperati. Nel frattempo, il sul Lna appare costretto ad arrancare alla periferia di Tripoli.

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