Scambi di attacchi tra Israele e Libano; nelle ultime ore, alcuni missili anticarro provenienti dal territorio libanese hanno centrato un carro armato israeliano nei pressi della caserma di Avivim – nel nord dello Stato ebraico, al confine con il Libano -, uccidendo i militari all’interno del veicolo.

Immediata la risposta di Israele, che ha bombardato i siti da cui sarebbero stati lanciati gli attacchi, oltre ad alcuni obiettivi nel sud del Libano, nei pressi della città di confine di Maroun al-Ras.

L’attacco contro il territorio israeliano, subito rivendicato da Hezbollah, non è giunto come un fulmine a ciel sereno. L’allerta di Israele era già alle stelle nell’area di confine, a tal punto che, nei giorni scorsi, nella zona erano stati schierati i rinforzi.

Da giorni, il “Partito di Dio” minacciava di colpire Israele in risposta a una serie di attacchi con droni, che, la scorsa settimana, aveva colpito la Siria e il Libano. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 agosto, Israele aveva lanciato alcuni raid contro postazioni delle milizie alleate della Repubblica Islamica dell’Iran all’interno del territorio siriano. Nell’operazione erano morti due membri di Hezbollah.

Nella stessa notte, due droni da ricognizione avevano colpito Beirut, centrando l’ufficio stampa di Hezbollah; ventiquattro ore più tardi, un terzo raid avrebbe colpito una postazione militare appartenente al Comando Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

Pur avendo minacciato per giorni ritorsioni nei confronti dello Stato ebraico – ritenuto responsabile di tutti gli attacchi –  la miccia che ha scatenato l’attacco di Hezbollah nel territorio di Israele, però, sarebbe stata la nuova incursione di un drone israeliano nello spazio aereo libanese. Nella mattinata di oggi, infatti, un drone proveniente dallo Stato ebraico avrebbe lasciato cadere materiale incendiario in una pineta nei pressi del confine, appiccando il fuoco.

I rapporti tra Israele e Libano erano relativamente calmi dal 2006. Dopo l’attacco che ha colpito il proprio territorio nazionale, l’esercito israeliano ha invitato tutte le comunità che risiedono entro 4 chilometri dal confine con il Libano ad aprire i rifugi antiaerei, adottando anche una serie di accorgimenti mirati a tutelarne la sicurezza.

I raid aerei israeliani della scorsa settimana, probabilmente mirati a colpire i proxy israeliani, al fine di contenere l’influenza di Teheran nella regione, rischiano di avere ripercussioni gravi, scatenando una spirale di violenza con il Libano.

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