Da una parte la guerra in Ucraina, con le sue storie, i suoi drammi e dolori; dall’altra le relazioni internazionali, economiche e strategiche, apparentemente impermeabili a quanto sta accadendo ed è accaduto a Kiev e dintorni. Il rapporto tra Russia e Cina prosegue su due binari ben separati, tra loro distanti e, fino a prova contraria, tra loro mai comunicanti.

Dal punto di vista cinese, il conflitto ucraino che sta impegnando il Cremlino sembra appartenere ad una dimensione diversa rispetto a quella all’interno della quale si articola il dialogo commerciale con Mosca. Lo dimostra la nota diffusa dal Ministero degli Esteri cinese in merito all’incontro tenutosi a Pechino tra il viceministro degli Esteri Le Yucheng e l’ambasciatore russo Andrey Denisov.

Il cuore della nota è che la Cina continuerà ad aumentare il “coordinamento strategico” con la Russia a prescindere dalla volatilità internazionale. “Indipendentemente da come cambierà la situazione internazionale, la Cina rafforzerà la cooperazione strategica con la Russia per promuovere un nuovo modello di relazioni internazionali e una comunità con un futuro condiviso per l’umanità”, si legge nel comunicato. Pechino ha ribadito la sua “amicizia senza confini” con Mosca, rimarcata nella dichiarazione congiunta firmata il 4 febbraio scorso dai presidenti Xi Jinping e Vladimir Putin.



Il rapporto Russia-Cina

Indipendentemente dall’evoluzione della situazione internazionale, significa che indipendentemente da ciò che accadrà in Ucraina “la Cina, come sempre, rafforzerà il coordinamento strategico con la parte russa, realizzerà una cooperazione vantaggiosa per tutti e salvaguarderà congiuntamente gli interessi comuni di entrambe le parti”, ha affermato Le, in base al resoconto fornito dal ministero degli Esteri.

Secondo quanto emerso, durante l’incontro Lee e Denisov hanno scambiato opinioni sulle relazioni bilaterali e su molteplici situazioni internazionali e regionali. Il viceministro ha rimarcato che “sotto la guida dei due leader, il partenariato strategico globale Cina-Russia di coordinamento per una nuova era ha continuato a svilupparsi ad alto livello e la cooperazione in vari campi è stata approfondita”.

Fonti cinesi sottolineano che nel primo trimestre del 2022 il volume degli scambi bilaterali tra i due Paesi abbia raggiunto quota 38,2 miliardi di dollari, con un aumento di quasi il 30%. Ciò ha pienamente dimostrato “la grande resilienza e la dinamica endogena della cooperazione tra i due Paesi”, ha aggiunto Le, che ha invitato le due parti “a promuovere congiuntamente la costruzione di un nuovo tipo di relazioni internazionali e la costruzione di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità”.

In tutta risposta, Mosca si è detta “disposta ad approfondire ulteriormente il coordinamento strategico globale e la cooperazione pratica a 360 gradi tra i due Paesi secondo la direzione indicata dai due capi di Stato, in modo da avvantaggiare continuamente i due popoli e da salvaguardare la giustizia e l’equità internazionale”.

Due livelli di retorica?

Accanto alle informazioni emerse dall’incontro sopra descritto, dobbiamo considerare anche le dichiarazioni rilasciate da Qin Gang, ambasciatore cinese in servizio negli Stati Uniti. In un editoriale intitolato “La crisi ucraina e le sue conseguenze” (The Ukraine Crisis and its Aftermath) e pubblicato sul sito web della rivista statunitense The National Interest, Qin ha bollato come pura disinformazione le affermazioni secondo cui la Cina sarebbe stata “preventivamente informata dell’azione militare russa” in Ucraina, o secondo cui Pechino avrebbe fornito aiuti militari alla Russia.

Se le recenti parole del viceministro Lee danno forma a una Cina distaccata dalle vicende ucraine, quasi cinica, l’ambasciatore Qin ha ribadito che Pechino “contesta la guerra” e rispetta la sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi, inclusa l’Ucraina. Pechino, sempre secondo quanto scritto dall’ambasciatore nel suo articolo, “sostiene tutti gli sforzi finalizzati al cessate il fuoco e ad alleviare la crisi umanitaria sul campo” e intende svolgere “un ruolo costruttivo” per raggiungere questi obiettivi. Qin ha concluso invitando la controparte statunitense alla responsabilità e a instaurare con la Cina un dialogo e una cooperazione costruttiva per affrontare le conseguenze della crisi, in modo da minimizzare le perdite per l’economia mondiale e contribuire alla stabilità a lungo termine in Europa.

Insomma, in merito alla guerra in Ucraina sembrano emergere due diversi livelli retorici della Cina: da una parte troviamo la voce degli affari, del guardare oltre il conflitto, mentre dall’altra ecco la Cina intesa come potenza responsabile che fa di tutto per disinnescare le tensioni internazionali. Se così fosse, se si trattasse davvero di una strategia, allora la grande sfida di Pechino, per evitare di essere trascinata nell’occhio del ciclone, dovrà consistere nel saper coniugare in modo pragmatico i due lati di questa stessa medaglia.

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