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Lo scorso 28 novembre, il cacciatorpediniere della classe Arleigh Burke Uss Ross (Ddg-71) ha completato una serie di esercitazioni di difesa aerea e di controllo caccia con le forze aeree della Nato nel Mar Baltico.

Nell fattispecie, sabato gli Eurofighter Typhoon tedeschi hanno condotto una serie di sorvoli mentre i controllori radar della Ross hanno diretto gli aerei in una serie di esercitazioni di difesa aerea tattica.

Il cacciatorpediniere ha condotto simili manovre anche qualche giorno prima, il 24, quando Typhoon italiani hanno effettuato missioni di volo per quelle che si chiamano Adex (Air Defense Exercise). Ancora prima, a settembre, queste operazioni sono state effettuate da F-16 Fighting Falcon dell’aeronautica portoghese. Questo tipo di esercitazioni si svolgono utilizzando assetti aerei e navali in modo congiunto per testare le difese antiaeree di un gruppo navale o di una singola unità. Solitamente un gruppo di velivoli funge da “aggressori” simulando un attacco alla nave che attiva le sue difese, oppure i caccia vengono suddivisi tra attaccanti e difensori per coordinare le operazioni di difesa aerea tra le unità navali e gli aeromobili.

I Typhoon dell’Aeronautica Militare sono presenti dal primo settembre sulla base di Zokniai/Šiauliai in Lituania per la missione Nato Baltic Air Policing. La task force Baltic Thunder italiana è diventata pienamente operativa l’8 settembre e vede la presenza di quattro caccia he vengono prelevati, a rotazione, dal Quarto Stormo di Grosseto, dal 36esimo di Gioia del Colle e dal 37esimo di Trapani. I velivoli italiani, che si trovano nella base lituana, sono inseriti integralmente nel dispositivo tattico dell’Alleanza Atlantica, assicurano l’attività di Quick Reaction Alert (Qra) 24 ore su 24 e sono coadiuvati dai velivoli tedeschi presenti ad Ämari.

L’Air Policing è una capacità di cui si è dotata la Nato a partire dalla metà degli anni cinquanta e consiste nell’integrazione, in un unico sistema di difesa aerea e missilistico, dei rispettivi e analoghi sistemi nazionali messi a disposizione dai Paesi membri. L’attività di Air Policing è condotta in tempo di pace e consiste nella continua sorveglianza e identificazione di tutte le violazioni all’integrità dello spazio aereo dell’Alleanza Atlantica alle quali si fa fronte prendendo le appropriate azioni utili a contrastarle, come ad esempio lo scramble. I nostri piloti, durante quest’ultima missione, si sono levati in volo su allarme diverse volte: l’ultima nota risale all’11 novembre quando due Typhoon hanno intercettato “velivoli non identificati” (russi n.d.r.) nell’Adiz (Air Defense Idetinfication Zone) dei Paesi Baltici.

L’Uss Ross, schierato a Rota, in Spagna, ha iniziato il 29 agosto la sua attività nell’area operativa della Sesta Flotta degli Stati Uniti e fa parte, insieme ad altre quattro unità simili, della 65esima task force il cui scopo principale è la difesa missilistica d’area integrata della Nato grazie al suo sistema di combattimento Aegis, in grado di colpire missili balistici anche intercontinentali come abbiamo avuto modo di raccontare di recente.

Più di recente il cacciatorpediniere ha condotto operazioni nell’Artico con il supporto logistico del rifornitore di squadra Usns Laramie (T-AO-203), segnando la terza volta quest’anno che una unità navale statunitense di questo tipo è penetrata nel Mare di Barents.

Per quanto riguarda le operazioni nel Baltico, lo scopo ufficiale è quello di rafforzare l’interoperabilità tra gli alleati e i partner della Nato e dimostrare la determinazione collettiva nel mantenimento della sicurezza nell’ambito dell’operazione Atlantic Resolve. Questo tipo di missioni, però, sono volte a cercare di contenere la Russia, e in particolare assicurare ai Paesi più orientali dell’Alleanza, che si sentono minacciati dall’aggressività di Mosca dopo gli eventi in Ucraina negli anni scorsi, un ombrello difensivo convenzionale che funga da efficace deterrente.

“Operare nel Baltico ci ha fornito opportunità di formazione inestimabili che consentono ai nostri team di migliorare le loro capacità di combattimento collettivo”, ha affermato il comandante John D. John, ufficiale in comando sulla Uss Ross in un comunicato ufficiale dell’U.S. Navy aggiungendo che “facciamo affidamento su queste esercitazioni con i nostri alleati della Nato per rafforzare il nostro impegno reciproco per la stabilità regionale nel Baltico”.

Baltico, Artico e Mar Nero rappresentano i tre fronti caldi dove Nato e Russia si affrontano con livelli di tensione, ma soprattutto con una frequenza tale, che è pari a quelle che si avevano durante la Guerra Fredda. I voli degli aerei spia statunitensi e di altri Paesi dell’Alleanza Atlantica sono praticamente all’ordine del giorno nella zona del Mar Nero, così come i pattugliamenti di unità navali nel Baltico o nel Grande Nord, dove, in particolare, Mosca e Washington sono tornate ad affrontarsi con sempre più incisività proprio per via dei cambiamenti climatici che hanno aperto il passaggio a nord-est, o quella che in Russia viene chiamata “Rotta Nord”.

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