Diventa fotografo professionista con noi
Iscriviti alla masterclass

Qual è la posizione della Cina in merito al conflitto ucraino? Ci sono due versioni contrastanti in merito. Quella dei diretti interesasti è chiara: Pechino condanna la guerra, ripete di star lavorando per facilitare i colloqui di pace e per favorire la cessazione del conflitto ma, allo stesso tempo, non ha condannato la Russia né ha appoggiato le sanzioni economiche partorite dal blocco occidentale nel tentativo di affossare l’economia di Mosca. Anzi: nei giorni scorsi il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, è stato piuttosto franco nel sostenere che la rimozione delle sanzioni anti russe dovrebbe essere il punto di partenza per affrontare le delicatissime tensioni tra Kiev e Mosca.

Dall’altro lato troviamo la versione degli Stati Uniti e, in parte, dell’Unione europea. Mentre a Washington c’è chi ipotizza un coinvolgimento indiretto della Cina nel conflitto, sostenendo la Russia economicamente e militarmente (ipotesi seccamente smentita da Pechino), in Europa iniziano a spazientirsi della presunta ambiguità strategica cinese. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha infatti chiesto alla Cina di prendere una posizione chiara: “In quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la Cina ha una responsabilità speciale nel sostenere la pace e la sicurezza internazionali. Nessuno può essere neutrale di fronte a una nuda aggressione contro i civili”.

Il report non classificato

Dietro le quinte continuano a muoversi le diplomazie di mezzo mondo. Il Corriere della Sera, ad esempio, ha raccontato un interessantissimo episodio che vede coinvolti l’ambasciatore cinese in Russia, Zhang Hanhui, e il suo omologo italiano Giorgio Starace. Secondo la ricostruzione, lo scorso primo aprile il signor Hanhui ha invitato Starace nella residenza della Repubblica Popolare in via Druzhby 6, a Mosca. Senza “equilibrismi verbali e toni felpati”, ha raccontato Starace in un report non classificato tyrasmesso alla Farnesina, il diplomatico cinese ha subito chiarito un paio di concetti in merito al conflitto ucraino.

Innanzitutto, il conflitto è stato “provocato dagli Stati Uniti per indebolire Vladimir Putin e distruggere le relazioni tra l’Ue e la Russia”. Prima affermazione forte e netta che anticipa il tema del costante allargamento della Nato verso est e del sostegno occidentale al riarmo dell’Ucraina.

Kiev, a detta di Hanhui, “stava lavorando alla costruzione di missili con gittata di duemila chilometri” e ospitava sul proprio territorio “26 laboratori chimici americani”. A quanto pare, l’ambasciatore cinese avrebbe inoltre prima difeso Putin poi puntato il dito contro l’Europa, a suo dire poco lungimirante, incapace di difendere i propri interessi e che, rifornendo di armi Kiev, starebbe spingendo Mosca verso una pericolosissima escalation militare. “State attenti. Se volete una Russia pericolosa, sappiate che può esserlo molto”, avrebbe quindi aggiunto Hanhui.



La strategia di Pechino

Nel report si legge che “forse” Pechino “non ha compreso appieno” la mossa di Mosca ma vuole comunque sfruttarla. Come se non bastasse, dalla discussione tra i due ambasciatori emergerebbe una Cina non desiderosa di avere un ruolo nel processo di pace. “Dando armi all’Ucraina voi gettate benzina sul fuoco e poi chiedete aiuto a noi per spegnere questo fuoco. Non è giusto e non è neanche nei nostri interessi. L’Ucraina è molto lontana da noi”, avrebbe aggiunto Hanhui. Il conflitto tra Ucraina e Russia, nella visione cinese, potrà arrivare soltanto in seguito ad un accordo in autonomia tra i due Paesi.

Sempre dal dialogo tra i due, emergerebbe una Cina che non avrebbe interessi particolari nell’entrare a gamba tesa su Mosca. Anzi: la rottura delle relazioni tra Europa e Russia spingerebbe quest’ultima sempre più tra le braccia di Pechino.

Possiamo fare tre considerazioni. La prima: se questo scenario dovesse essere confermato, Putin risulterebbe una sorta di pedina nelle mani della Cina. In tal caso, il Dragone starebbe usando la Russia come clava per colpire a distanza il blocco occidentale, assicurandosi tuttavia di non colpire troppo forte. La seconda considerazione implica il fatto che la Cina stia veicolando almeno due messaggi: uno pubblico, chiaro e alla luce del sole; l’altro dietro le quinte della diplomazia. Infine, ecco l’ultima considerazione: sempre dando per certa la ricostruzione sopra esplicata, non bisogna sottovalutare per la Cina il rischio di un possibile effetto boomerang, diretta conseguenza di una strategia rischiosissima. Già, perché così facendo c’è chi sostiene che l’Europa possa allontanarsi. E con lei molti affari d’oro.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.