Nei cieli dell’Ucraina, un solitario pilota di MiG ripreso in decine di video che lo vedono intento a combattere contro le soverchianti forze aerospaziali russe, sta stimolando la fantasia del mondo indignato e preoccupato per il precipitare degli eventi. Secondo alcune fonti, solo nel primo giorno di conflitto, gli andrebbero accreditate sei vittorie. Sei abbattimenti, uno dopo l’altro, che lo renderebbero a tutti gli effetti un “asso”. Lo chiamano il “fantasma di Kiev”, e tra i civili, come nel mondo del mondo dell’aviazione tutta, è già diventando una favola da raccontare. Del resto, fin dagli albori della storia, la guerra ha occupato un posto rilevante nell’epica: e il popolo ha sempre avuto bisogno dei suoi eroi, poco importa si rivelino soltanto una “leggenda“.

A bordo del suo caccia intercettore MiG-29 Fulcrum, “the Ghost of Kyiv” sembra riporta alla memoria le imprese più celebri degli assi da caccia britannici nella Battaglia d’Inghilterra, ammirati dalla terra mentre nei cieli delle città sconvolte dai bombardamenti si combatteva in numero decisamente inferiore (fino ad uno contro cinque, ndr) per frenare l’inesorabile sopravvento del nemico. Così si teneva alto il morale dei civili terrorizzati nell’ora più buia. Quando tutto sembrava perduto, e le notti scandite dal suono delle sirene antiaeree venivano trascorse nelle profondità della metro per sentirsi al sicuro. Come sta accadendo nella città ucraina di Kharkiv.

Nessuno conosce il vero nome del pilota – e tuttora si cerca di verificare i fatti che sembrano più una romantica invenzione della propaganda -, ma secondo gli ucraini le vittorie sono reali. Il solitario pilota avrebbe abbattuto nel primo giorno dell’invasione due caccia Su-35, un caccia Su-27, un MiG-29 (come quello su cui vola,  che è di fabbricazione russa), e due aerei da attacco al suolo Su-25. Questo gli varrebbe, secondo le convenzioni dell’aviazione in auge dal primo conflitto mondiale, l’appellativo di asso: ossia un pilota al quale vengono riconosciute 5 vittorie su velivoli avversari. Come il Barone Rosso Von Richtofen per intenderci, ma a bordo di un caccia a reazione armato di missili aria-aria che può superare di due volte la velocità del suono.

A mostrare le gesta del fantasma, che dovrebbe aver effettuato numerose sortite per aver ottenuto queste vittorie – missili e carburante non sono infiniti come nei video games -, ci sono numerosi filmati su Twitter e Reddit che ritraggono un MiG con le insegne ucraine mentre sfreccia tra i grattacieli di cemento che si stagliano su di un cielo plumbeo nel quale fanno eco esplosioni distanti. Va a caccia di russi.

Asso fantasma, tra leggenda e realtà

Al momento non ci sono conferme sulla reale esistenza del Fantasma di Kiev, nome al quanto evocativo, ma è vero che nel primo giorno di ostilità la Difesa ucraina ha dichiarato di aver abbattuto sette aerei appartenenti alle Forze Aerospaziali russe. Sebbene sia altamente improbabile che la quasi totalità di questi velivoli sia stata abbattuta da un singolo pilota – dato che gli scontri aerei hanno avuto luogo diversi settori – non è da escludere che un pilota da caccia dell’esigua Forza Aerea Ucraina (che contava in tutto 35 caccia prima dell’inizio delle ostilità, ndr), abbia conseguito più di una vittoria. Le più credibili riguarderebbero i due lenti e antiquati aerei da attacco al suolo Su-25 “Frogfoot”. Non sono assenti nella storia casi in cui la tenacia e il coraggio di pochi piloti abbia fatto la differenza anche di fronte a forze nemiche soverchianti. Citiamo ad esempio i caccia della Raf durante le prime fasi dell’assedio di Malta, o durante i raid sferrati dai giapponesi a Singapore; gli assi da caccia di potenze minori, come la Finlandia nella strenua difesa nella “Guerra d’inverno” contro gli aerei russi, che portavano allora come oggi l’insegna della stella rossa sulle ali; non ultimi i piloti italiani nel nord Italia tra il ’44 e il ’45.

Un MiG-29 Fulcrum nei suoi aggiornamenti più avanzati ha sei piloni sub-alari ai quali possono essere agganciate diverse tipologie di missili aria-aria e serbatoi di carburante aggiuntivi per garantire una maggiore autonomia in volo. È inoltre dotato di un cannoncino da 30mm con un centinaio di colpi. Questo gli consentirebbe, almeno sulla carta, di abbattere sei avversari se tutti i suoi missili aria-aria andassero a segno, o se assestasse qualche colpo di cannoncino ben mirato sugli avversari più lenti e con minore manovrabilità. Sebbene il MiG-29 sia un velivolo assai temuto per le sue alte prestazioni e per la sua estrema manovrabilità, è molto difficile, se non del tutto impossibile, che ciò accada in una singola sortita e anche in una singola giornata. Il fantasma avrebbe dovuto conseguire le sue vittorie in altrettante sortite riportando sempre a casa la pelle. Dovremmo quindi concludere che questo pilota solitario, il Fantasma di Kiev, esiste veramente. E considerarlo come una figura della nuova epica ucraina. Non più reale del “Maiale cremisi” uscito dai manga di Hikōtei jidai. Tuttavia, assistere all’ammirazione che questo fantomatico fantasma dal volo supersonico sta riscuotendo in tutto il mondo, e la speranza che infonde a chi guarda inerme i combattimenti dalla sua finestra, scalda il cuore. Chi siamo noi per privare un popolo in guerra di una bella favola triste?

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