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Il fronte del Mar Nero non è più considerato centrale nelle cronache della guerra in Ucraina. Rispetto al periodo della centrale del conflitto, quando le forze di Mosca hanno perso l’incrociatore Moskva e altre navi, quando si paventava un presunto sbarco anfibio a Odessa e quando l’Isola dei Serpenti si era trasformata nel teatro di una cruenta battaglia, il Mar Nero è stato da diverso tempo messo da parte alla luce delle due controffensive ucraine: quella dell’est e quella del sud. Lo specchio d’acqua a sud dell’Ucraina sembrava dunque per il momento uscito dai radar, e questo per due ragioni: da una parte il consolidamento russo in Crimea e a est della penisola, dall’altro il rafforzamento delle difese costiere ucraine (tra missile Neptune e rifornimenti angloamericani) che ha di fatto paralizzato ogni mossa russa non lontano dalla terraferma.

Negli ultimi giorni, qualcosa è cambiato rispetto a questo “silenzio” marittimo, con alcuni episodi che hanno riportato al centro anche questo specchio d’acqua così importante a livello strategico eppure spesso sottovalutato. Innanzitutto la controffensiva ucraina a sud, fermata a Kherson, ha comunque prodotto degli attacchi e dei sabotaggi che sono giunti anche nel cuore della Crimea. In secondo luogo, di recente sono giunte notizie di uno spostamento dei sottomarini classe Kilo russi dalla base di Sebastopoli a quella di Novorossijsk, decisamente più lontana rispetto alla linea del fronte. Infine, notizia di pochi giorni fa, sui social media russi hanno iniziato a circolare le foto di un misterioso barchino catturato dalle forze armate di Mosca proprio non lontano dalla base di Sebastopoli, bastione della Flotta del Mar Nero.

L’imbarcazione è quella che in gergo viene chiamata con l’acronimo inglese USV (unmanned surface vessel, ovvero nave di superficie senza equipaggio. Un drone di superficie, come già visto in altre forze armate ma che fino a questo momento non appariva come un’arma nelle mani della Marina di Kiev. L’unità è stata rinvenuta su una spiaggia non lontana dall’ingresso del porto di Sebastopoli: un’area pertanto più che monitorata dalla flotta russa. E questo è già un elemento che fa riflettere sulle capacità delle forze ucraine nel penetrare una rete di controllo come quella della Flotta del Mar Nero. Gli esperti hanno provato a dare alcune indicazioni riguardo le capacità di questo USV alla luce delle foto mostrate proprio dai militari russi.

Secondo le prime analisi, ovviamente solo da remoto, il barchino ha un motore entrobordo e, osservando le fotografie, è possibile individuare quantomeno una fotocamera, puntatore laser e diversi sensori in varie parti dell’imbarcazione. Secondo H. I. Sutton, lo scopo della barca potrebbe essere quello del classico “drone kamikaze” lanciato contro una nave, un barchino esplosivo che per alcuni esperti ricalca quanto già fatto di recente dagli Houthi nel Mar Rosso. Sutton non esclude nemmeno che i sensori possano essere l’indizio per un barchino non esplosivo quanto realizzato allo scopo di speronare le navi nemiche. Certezze non ne esistono, in questo caso, e il fatto che i russi abbiano dichiarato di aver fatto esplodere l’imbarcazione a largo esclude che possano esservi ulteriori possibilità di studiare questo misterioso modello di USV a meno di utilizzo di altri prototipi identici.

Di certo, quanto scoperto sulle coste della Crimea rappresenta un segnale interessante per l’evoluzione del conflitto ucraino. L’esistenza di un’imbarcazione senza pilota non è esattamente sorprendente, visto che alcuni siti specialisti avevano già riportato ad aprile una dichiarazione del portavoce della Difesa, John Kirby, che aveva confermato l’esistenza di questo tipo di rifornimenti nel pacchetto da 800 milioni di dollari a sostegno di Kiev. Il Pentagono da tempo studia e produce questo tipo di unità che sono sostanzialmente la declinazione navale di quei droni aerei ormai divenuti centrali in qualsiasi conflitto moderno. E la dinamica del conflitto russo-ucraino, con una flotta chiaramente preponderante da combattere e una Marina, quella ucraina, sicuramente meno preparata e con molti meno mezzi a disposizione, rappresenta un perfetto esempio di come applicare questo tipo di imbarcazioni. Il loro pilotaggio da remoto, l’assenza di uomini che rischiano la vita, e la capacità di colpire in profondità fino al cuore della flotta russa conferma l’importanza di questo di armamenti. E questo potrebbe spiegare appunto quello che rileva l’intelligence del Regno Unito: l’allontanamento dei sottomarini russi da Sebastopoli per timore di attacchi da parte delle forze armate ucraine. La Crimea non è più considerata una fortezza al sicuro da un’eventuale controffensiva di Kiev. E i droni navali, come già visto per quelli aerei, potrebbero risultare decisivi per attaccare la Flotta russa del Mar Nero. Uno scenario da non sottovalutare visti i recenti episodi sia sulla terraferma (esplosioni e sabotaggi) sia in mare.

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