È plausibile immaginare nel medio periodo un conflitto militare diretto tra Stati Uniti e Russia? Esiste la possibilità che le vicende ucraine possano spignere Washington e Mosca ad affrontarsi direttamente sul campo, non per forza in Ucraina? La risposta ad entrambe le domande è affermativa, anche se l’ipotesi di un simile testa a testa resta al momento più che remota. Eppure, guai a dare per scontato il fatto che le tensioni in atto nell’est Europa riguardino solo quello spazio geografico; basta una scintilla per incendiare il resto del continente o, addirittura, per proiettare il conflitto ucraino altrove.

L’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, ha rilasciato un’interessante intervista a Newsweek dalla quale emergono affermazioni alquanto preoccupanti. Le forniture di armi e munizioni all’Ucraina da parte dell’Occidente causano “ulteriore spargimento di sangue”, sono “pericolose e provocatorie” e possono portare “gli Stati Uniti e la Federazione Russa sulla via del confronto militare diretto”, ha detto Antonov. Il quale ha poi sottolineato che Mosca starebbe facendo tutto il possibile per evitare vittime civili e danni alle infrastrutture dell’Ucraina.



Le origini del conflitto (secondo Mosca)

Certo, quella fornita da Antonov è la versione russa, ma vale tuttavia la pena approfondire le sue dichiarazioni per capire il punto di vista di Mosca. “L’operazione speciale in Ucraina è il risultato della riluttanza del regime di Kiev a fermare il genocidio dei russi adempiendo ai propri obblighi derivanti dagli impegni internazionali”, ha proseguito Antonov nello spiegare le ragioni dello scoppio delle ostilità. L’ambasciatore ha quindi aggiunto una seconda ragione per giustificare lo scoppio del conflitto: “Il desiderio degli Stati membri della Nato di utilizzare il territorio di uno Stato vicino per stabilire un punto d’appoggio nella lotta contro la Russia”.

Insomma, a detta di Antonov le colpe della guerra sarebbero da condividere tra Kiev e Occidente. “I Paesi membri della Nato hanno iniziato un’esplorazione militare dell’Ucraina”, ha aggiunto Antonov, secondo cui l’Ucraina è stata “inondata di armi occidentali mentre il presidente Vladimir Zelensky annunciava i piani di Kiev per acquisire di armi nucleari che avrebbero minacciato non solo i Paesi vicini, ma anche il mondo intero”.

Rischio escalation

E qui arriviamo al rischio di una possibile escalation militare tra Stati Uniti e Russia, come preannunciato all’inizio dell’articolo. L’amministrazione statunitnese guidata da Joe Biden e i Paesi europei hanno fornito assistenza militare all’Ucraina, promettendo a Kiev di incrementarla. Antonov ha avvertito che tali aiuti hanno peggiorato il conflitto e potrebbero potenzialmente portare a un conflitto diretto tra Washington e Mosca.

“Gli Stati occidentali sono direttamente coinvolti negli eventi attuali mentre continuano a pompare l’Ucraina con armi e munizioni, incitando così a ulteriori spargimenti di sangue”, ha affermato l’ambasciatore.

“Avvertiamo che tali azioni sono pericolose e provocatorie in quanto sono dirette contro il nostro Stato”, ha aggiunto. “Possono condurre gli Stati Uniti e la Federazione Russa sulla via del confronto militare diretto. Qualsiasi fornitura di armi e equipaggiamento militare dall’Occidente, effettuata da convogli di trasporto attraverso il territorio dell’Ucraina, è un obiettivo militare legittimo per le nostre forze armate”, ha concluso lo stesso Antonov ribadendo che “l’occupazione dell’Ucraina non è l’obiettivo dell’operazione speciale” attuata da Vladimir Putin e che la Russia starebbe adottando le misure necessarie “per preservare la vita e la sicurezza dei civili”.

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