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Il rendering del Long Range Strike Bomber (sul concetto del design iniziale) è stato svelato. Si chiama ufficialmente B-21 e sarà il nuovo bombardiere americano che andrà a sostituire il B-52, entrato in servizio negli anni ’50. Ad annunciare il B-21, il Segretario dell’Air Force Deborah Lee James, durante l’annuale Air Force Association Air Warfare Symposium ad Orlando, in Florida. Il B-21 – ha detto la James – sarà il nostro nuovo bombardiere strategico in grado svolgere sia missioni convenzionali che pattugliamenti termonucleari. L’ala volante sviluppata da Northrop Grumman ha prevalso sul prototipo proposto dal team della Boeing / Lockheed Martin. Entrambi proposero delle ali volanti. Il primo contratto dell’Air Force prevede l’acquisto di cinque lotti per un totale di 21 aerei. Il B-21 sarà assemblato a Palmdale, negli stessi impianti dove sono stati costruiti il B-1 ed il B-2 (costruito proprio dalla Northrop). Il super bombardiere di prossima generazione dell’aviazione americana (alcuni potrebbero anche essere senza pilota), è quindi realtà. Del nuovo bombardiere conosciamo già il prezzo: 550 milioni di dollari ad esemplare per flotta composta da 100 velivoli di nuova generazione ed una spesa complessiva di 55 miliardi di dollari. Il nuovo bombardiere costerà un quarto del B-2, attualmente in forza all’Usaf. I ventuno velivoli costruiti ed i costi operativi proibitivi relegano i B-2 più ad aerei di propaganda che a realistici velivoli da combattimento (anche perché non ci sono teatri che richiedono la forza, la potenza e la tecnologia del B-2 dissolta l’Urss).

Il Long Range Strike-Bomber è considerato una priorità assoluta per l’Air Force. L’aeronautica militare statunitense ha urgente bisogno di un bombardiere subsonico a lungo raggio con elevata efficienza aerodinamica, capacità di eludere ogni tipo di difesa aerea ed una bassissima RCS (Radar Cross Section). Proprio la segnatura radar è stato un prerequisito fondamentale del nuovo bombardiere. Il progetto è classificato dal 2011, ma come si sa, tra lo sviluppo e la sperimentazione e quello che è mostrato all’opinione pubblica c’è un divario di circa 20/25 anni. La prova è data dal fatto che negli ultimi mesi i due nuovi prototipi dell’USAF hanno solcato i cieli svariate volte. Il primo stormo sarà operativo nel 2025. Il B-1 ed il B-52 saranno ritirati dal servizio nel 2045.

Il B-21 non ha ancora un nome di battaglia. Spetterà ai nostri militari – ha spiegato la James – trovare un nickname per il nostro bombardiere. Il B-21 è stato progettato fin dall’inizio sulla base di una serie di requisiti che consentono l’utilizzo della tecnologia pre-esistente. Ecco perché il B-21 è molto simile al B-2.

Le principali caratteristiche del B-21 sono classificate, ma si tratterà comunque di una piattaforma poliedrica. La James, infine, ha preferito non discutere del livello di automatizzazione che raggiungeranno i B-21. Il grosso della flotta, sarà dotato di equipaggio umano, anche se non è da escludere un piccolo reparto, nelle fasi finali dell’acquisizione, con un certo grado di intelligenza artificiale. Il B-21 dovrebbe avere una capacità di carico utile inferiore al B-2, lacuna che dovrebbe colmata con il massiccio utilizzo di armi intelligenti di nuova generazione. In questo modo, la capacità offensiva del B-21 sarà paragonabile a quella del B-2. Il B-21, infine, sarà integrato nelle varie reti militari, compresi i sistemi di ricognizione orbitali. Determinanti saranno i sistemi off-board per la raccolta dei dati di targeting e per le contromisure elettroniche.

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