Una portaerei completamente made in China, pronta a solcare le acque della regione indo-pacifica con a bordo caccia di ultima generazione, equipaggiata con dispositivi per affrontare al meglio una guerra elettronica e dotata di velivoli capaci di garantirle una completa sorveglianza aerea. La pianificazione cinese ha dato i suoi frutti e lo ha fatto con diversi mesi d’anticipo rispetto alla tabella di marcia.

Anche perché, svelando le carte sul tavolo di Pechino, il gigante asiatico sta per avere in mano tutti e tre i componenti che aveva sempre desiderato per coronare le proprie ambizioni militari: attrezzature, dotazioni varie e conoscenze. Scendendo nel dettaglio, il tridente cinese si affida a una portaerei Type 003, evoluzione dei precedenti modelli Type 001 (Liaoning) e Type 002 (Shandong), stazza di 85mila tonnellate e catapult-assisted take-off, ovvero dotata di catapulte. Il mezzo, in fase di costruzione, dovrebbe diventare operativo tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.

Intanto però la Cina si è portata avanti, con dispositivi operativi per giocare la guerra elettronica (radar e altre installazioni) e piattaforme J-15, cioè i caccia denominati Squali volanti, in attesa di essere adattati alla nuova nave. L’ultimo tassello, avvistato a Xian in un’immagine satellitare, si chiama KJ-600. Stiamo parlando di un particolare modello di aereo di sorveglianza in grado di conferire alla portaerei cinese un’operatività pari a quella delle portaerei americane e francesi.

Il primo volo del KJ-600

Secondo quanto riferito da alcuni media locali, ripresi da Forbes, un aereo identificato come KJ-600 sarebbe stato immortalato a Xian, capitale della provincia dello Shaanxi, nella Cina nordoccidentale. Nel caso in cui la notizia dovesse essere confermata, l’evento è fondamentale per una ragione. Grazie a questi nuovi aerei, le capacità di combattimento delle portaerei cinesi aumenteranno in modo significativo.

Le navi su cui può contare Pechino, infatti, al momento possono fare affidamento su elicotteri di preallarme Z-18, che possono tuttavia trasportare solo radar di dimensione ridotta. Il Global Times, citando le analisi di alcuni esperti, ha spiegato che il KJ-600 è in grado di creare rapidamente un sistema di allarme e controllo per consentire a un gruppo di portaerei da combattimento di svolgere le proprie missioni in autonomia. A differenza degli elicotteri, il velivolo avvistato, ad ala fissa, può coprire un raggio di azione compreso tra i 400 e i 500 chilometri.

Perché è importante

Il KJ-600, simile all’E-2C Hawkeye della Marina degli Stati Uniti, ha un design della fusoliera molto stretto e, in lunghezza, raggiunge quasi il jet da combattimento J-15 e l’elicottero Z-18. L’aereo trasporta un radar sulla parte superiore della fusoliera centrale e, dalle prime immagini, sembrerebbe utilizzare due motori turboelica WJ-6C. Può inoltre trasportare un equipaggio dotato di 5-6 persone, compresi capitano e copilota.

Non sappiamo ancora se il KJ-600 è in grado di operare sulle due portaerei cinesi già operative, la Liaoning e la Shandong. Il motivo è semplice: entrambe usano ponti di salto senza catapulte, e un aereo ad ala fissa è troppo pesante per decollare con gli sci. L’importanza del nuovo gioiellino cinese sta tutta nella sua qualità principale: individuare velivoli nemici stealth, come gli F-22 e F-35 statunitensi, grazie a un avanzato array di scansione elettronica attiva.

Dal momento che una delle tattiche principali di Washington nell’area pacifica è quella di puntare sulla furtività, l’ingresso in scena del KJ-600 potrebbe costringere il Pentagono a prendere adeguate contromisure. L’aereo di Pechino avrà due compiti: monitorare lo spazio, aereo e marittimo, nei dintorni della futura portaerea made in China e scovare eventuali mezzi nemici ostili.

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