Dopo giorni passati in apnea, pressato dall’assedio portato avanti dai russi, l’esercito ucraino avrebbe iniziato a contrattaccare. In alcune aree dell’Ucraina, addirittura, Kiev avrebbe perfino recuperato il terreno perduto a danno di un avversario che starebbe affrontando non pochi problemi di comunicazione. È questo lo scenario descritto dal portavoce del Pentagono, John Kirby, nel corso di un’intervista rilasciata alla Cnn.

“Stiamo vedendo dei contrattacchi delle forze dell’Ucraina contro Mosca”, ha detto Kirby sottolineando che ci sono dei “segnali” di questi contrattacchi da parte di Kiev. In poche parole, i russi sarebbero in difficoltà, mentre gli ucraini, probabilmente aiutati dalle strumentazioni ricevute in supporto dai Paesi occidentali, e avvantaggiati da alcuni errori tattici di Mosca, starebbero reagendo all’assalto. Come sempre, non possiamo che utilizzare il condizionale, visto che queste parole potrebbero sì rappresentare una nuova fase della guerra in Ucraina, ma potrebbero anche essere una ricostruzione fittizia per fiaccare il morale dei russi e, allo stesso tempo, rinvigorire quello degli ucraini.

Il contrattacco di Kiev

È molto interessante analizzare quanto affermato dal Pentagono. L’esercito ucraino “è ora, in determinate situazioni, all’offensiva”, ha aggiunto lo stesso Kirby, secondo il quale le forze ucraine “stanno inseguendo i russi e spingendoli fuori dalle aree in cui i russi erano in passato”. Di quali aree si tratta?

“Sappiamo che hanno effettuato contrattacchi, soprattutto negli ultimi giorni a Mykolaiv“, ha aggiunto, “abbiamo visto questi guadagni territoriali aumentare negli ultimi giorni, è una vera prova della loro capacità di combattere secondo i loro piani, adattandosi e, ancora, cercando di respingere le forze russe”.


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Gli ucraini avrebbero lanciato un contrattacco anche a Izium, una piccola città situata a sud-est di Kharkiv conquistata da Mosca nel tentativo di collegarsi con le aree, filo-russe, di Lugansk e Donetsk. “Quello che vediamo oggi sono lotte significative da parte degli ucraini per cercare di riprenderselo”, ha ribadito una fonte anonima del Pentagono.

La versione del Pentagono

Gli Stati Uniti, dunque, ritengono che gli ucraini stiano reagendo dopo aver trascorso le prime settimane in balia dell’offensiva rivale. Il Pentagono ha provato a spiegare le ragioni di un simile colpo di scena. Le forze russe, ha detto Kirby, “non conducono le loro operazioni con il coordinamento che ci si aspetterebbe da un esercito moderno”. “I loro comandanti non parlano sempre, non sempre si coordinano tra le forze aeree e di terra“, ha evidenziato il portavoce della difesa degli Stati Uniti, aggiungendo di essere a conoscenza di “tensioni tra le forze aeree e di terra su come si sostenevano a vicenda, bene o con difficoltà”, e lo stesso varrebbe per la marina.

“Hanno problemi con il comando e il controllo delle truppe. Molto concretamente, hanno difficoltà a parlarsi, e questo porta in alcuni casi all’uso dei telefoni cellulari“, fanno sapere dal Pentagono, secondo il quale, per di più, i russi “stanno finendo la benzina, stanno finendo il cibo“. E, come se non bastasse, non avrebbero neppure attrezzature per proteggersi dal freddo: “Abbiamo raccolto informazioni che dimostrano che alcuni dei loro soldati hanno sofferto e non sono più in grado di combattere a causa del congelamento”. Così si spiegherebbe, sempre secondo la versione del Pentagono, perché i russi non sono riusciti a fare alcun grande avanzamento. Tranne che nel sud dell’Ucraina, dove, non a caso, sono più vicini alla loro base in Crimea.

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