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Il lanciarazzi multiplo (in gergo militare Mlrs – Multiple Launch Rocket System) M-142 Himars – che è l’acronimo di High Mobility Artillery Rocket System – è prodotto da Lockheed-Martin per essere una versione più leggera del sistema M-270 destinata alle truppe aviotrasportate e ai Marines.

L’Himars è entrato in servizio nel 2005, e il primo contratto di acquisto ne prevedeva 900 per U.S. Army e Usmc. Il veicolo, come detto, è ad alta mobilità (6×6, autonomia 480 chilometri e velocità massima di 85 Km/h), più leggero dell’M-270, trasportabile via aerea anche da C-130, con un equipaggio di 3 uomini in abitacolo corazzato e dispone di sei razzi da 227 millimetri aventi una testata bellica da 120 chilogrammi. La sua portata massima dipende dal tipo di munizione utilizzata. I razzi di artiglieria a più lungo raggio attualmente disponibili per il sistema sono quelli a guida di precisione M30 (testata a submunizione) e M31 (testata singola), che sono guidati da un sistema Gps/inerziale e possono colpire bersagli fino a circa 43 miglia (70 chilometri). I più grandi missili Atacms (Army Tactical Missile System) che possono essere usati dall’M-142, possono invece ingaggiare bersagli fino a 186 miglia (300 chilometri) a seconda della variante. Una salva viene sparata nell’arco di 25 secondi, e il tempo di ricarica è di cinque minuti.

Lockheed-Martin riferisce che attualmente è allo studio una tipologia di razzo a portata aumentata, in grado di colpire a distanze superiori a 499 chilometri.

L’effettivo peso di questi sistemi nel conflitto ucraino dipende da alcuni fattori contingenti e strutturali. Dal primo punto di vista sappiamo che la Casa Bianca ha reso noto, attualmente, che solo 8 Himars sono stati consegnati all’Ucraina, e prevede di aggiungerne altri quattro entro la fine del mese. Si tratta di un numero esiguo per essere un game changer del conflitto, ma localmente, e per la tattica di impiego usata dall’esercito di Kiev, diventano particolarmente efficaci per contrastare le offensive russe (su questo punto torneremo a breve).

Gli ucraini, per non mettere a rischio i lanciarazzi, sfruttano la loro elevata mobilità con attacchi rapidi che utilizzano la rete stradale: gli Himars raggiungono il punto di lancio, effettuano l’attacco, e rapidamente si disimpegnano. Avendo una situational awareness efficace – che sfrutta sia i dati di intelligence occidentali sia quelli raccolti sul campo da piccoli droni anche di tipo commerciale – l’esercito ucraino può seriamente mettere in difficoltà le punte di lancia russe colpendone le vitali retrovie.

La questione, ancora una volta, è squisitamente legata all’apparato logistico dell’esercito di Mosca. La logistica russa prevede carichi standard, destinazioni fisse e caricamento a mano che ne allunga la tempistica (in media più di tre ore per un carico). Pertanto i camion possono fare solo un viaggio al giorno verso le aree di smistamento avanzate, il che crea intasamenti e un continuo stato di penuria di materiali al fronte (almeno rispetto agli standard occidentali). I russi, quindi, usano magazzini molto grossi e relativamente distanti dal fronte, in genere nei pressi di snodi ferroviari, affidandosi alla rete stradale per le consegne ai reparti. In Ucraina, come abbiamo più volte detto, le strade non sono particolarmente diffuse e l’attività di interdizione ucraina ha complicato ulteriormente la situazione, quindi il raggio d’azione dei trasporti russi si riduce a una cinquantina di chilometri. Considerando che le zone di smistamento avanzate non sono esattamente sulla linea del fronte, possiamo stabilire che gli snodi di caricamento si trovino a circa 60 chilometri da esso.

A questo punto possiamo capire perché gli Himars diventano particolarmente preziosi. Se un normale tiro di artiglieria ha una gittata di una trentina di chilometri, gli M-142, potendo colpire sino a 70/80, riescono a centrare le zone di caricamento dei rifornimenti russi e i depositi, come abbiamo potuto vedere recentemente nell’area di Kherson dove è stato distrutto un importante magazzino di munizioni russo.

Il problema, però, è nel numero degli Himars consegnati. Dodici Mlrs di questo tipo sono troppo pochi per avere un peso effettivo nel contesto generale del conflitto, ovvero per essere in grado, non di sovvertirne le sorti, ma di costringere l’esercito russo a rallentare la sua avanzata drasticamente e soprattutto impiegare più risorse. Gli M-142, però, come detto, hanno un peso dal punto di vista tattico: colpendo le retrovie rallentano l’avanzata delle direttrici di attacco russe. Apriamo una piccola parentesi: la repentina diminuzione dei bombardamenti di artiglieria russi avvenuta nelle ultime due settimane mostrata in una mappa diffusa da fonti ucraine, non è da imputare esclusivamente all’uso degli Himars, quanto alla “pausa tattica” stabilita dallo Stato maggiore russo, effettuata per ricomporre i reparti e ridispiegarli in vista della prossima offensiva.

Offensiva che, riteniamo, potrebbe non solo riguardare l’oblast di Donetsk, la cui conquista manca per il possesso dell’intero Donbass dopo che quello di Luhansk è stato “messo in sicurezza”. Proprio l’utilizzo intensivo dei pochi Himars da parte degli ucraini, potrebbe generare la decisione di attaccare su più di una direttrice lungo il fronte: gli M-142, infatti, per via del loro numero esiguo, non possono essere impiegati in modo concentrato ovunque, e quindi Mosca potrebbe decidere di avanzare sia nella regione di Donetsk, sia nelle aree di Kherson e Kharkiv, costringendo gli ucraini a dover posizionare gli Himars in un solo settore per avere quella superiorità di fuoco necessaria a rallentare l’avanzata russa.

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