In Russia si prepara un colpo di Stato contro Vladimir Putin? Nel quadro di una crescente contesa interna al mondo di potere russo in seguito all’invasione dell’Ucraina una “talpa” del Fsb, il servizio segreto interno di Mosca ha parlato di questa prospettiva.

Vladimir Osechkin, giornalsita russo che ha lavorato più volte nel denunciare quelli che ritiene abusi del potere in Russia nei confronti dei dissidenti, avrebbe parlato con un membro del Fsb che in uno scambio di lettere avrebbe descritto il clima di maretta che agita gli apparati russi dopo il caos seguito all’invasione dell’Ucraina.

Oscechkin ha parlato col Times di almeno dodici lettere in cui il suo informatore ha spiegato quello che pare essere un crescente scontento verso il presidente Putin dopo che li ha più volte criticati per i problemi logistico-operativi seguiti all’attacco verso l’Ucraina e per il fallito obiettivo di far collassare il governo Zelensky.

“Per vent’anni Putin era riuscito a creare stabilità in Russia, permettendo ad agenti del servizio segreto, poliziotti, giudici, le persone all’interno del sistema, di fare la bella vita”, ha dichiarato Osechkin al quotidiano londinese. “Ma ora le sanzioni occidentali hanno messo in crisi l’economia nazionale, il valore del rublo è crollato e gli agenti dell’Fsb non vogliono tornare a vivere come ai tempi dell’Unione Sovietica”. Da qui l’idea che serpeggerebbe tra molti alti papaveri: rovesciare Putin per non essere epurati Il sito di open source intelligence Bellingcat ritiene verosimili le lettere dopo averle fatte analizzare a due agenti del Fsb le lettere presentate a Osechkin. Il condizionale è d’obbligo e bisogna cogliere sicuramente che elementi di propaganda e  reali si sommano apertamente.



C’è maretta nei poteri russi nei confronti di Putin? Sì, assolutamente. E questo lo si nota da almeno due anni, da quando sono apparsi diversi articoli sul “Corriere Militare-Industriale” che contestavano la gestione della pandemia da parte dello Zar del Cremlino. Si può assolutizzare questo fatto? Per ora no. Foreign Policy ha sottolineato che il regime di Putin è “a prova di golpe” perchè il presidente russo si sarebbe circondato di una cerchia di fedelissimi inattaccabile. Ma come abbiamo avuto modo di sottolineare il cuore dell’impero di Putin è conteso tra diverse cordate, figure come il generale Gerasimov, capo di Stato maggiore, sono ai margini e proprio nel Fsb sono già cadute le prime teste: l’arresto di Serghej Beseda e Anatolij Bolyukh, capo e vice del Nono direttorato del Quinto Servizio del Fsb accusati di aver fornito informazioni errate sulla partita ucraina segnala che il servizio interno è stato di fatto commissariato mentre Putin punta tutto sul servizio militare (Svr) e quello esterno (Gru).

Osechkin parla di un messaggio dalla sua fonte che sottolineerebbe come il Fsb prevedesse un “fallimento completo” per l’azione in Ucraina. Di flop totale non si può per ora parlare, ma certamente l’avanzata russa in diversi casi segna il passo. E da più parti si sottolinea che ora come ora una pace negoziata da Putin sia impossibile da sottoscrivere, specie dopo l’escalation materiale e retorica da parte dell’Occidente. Putin si prepara a affrontare una sfida decisiva per la leadership interna? Gli ultimi due leader di Mosca, Mikhail Gorbaciov e Boris Eltsin, a loro volta del resto hanno dovuto affrontare golpe da parte di uomini di esercito e intelligence nelle fasi più criiche del loro mandato al potere, e Putin finora si è tenuto ampiamente al riparo da questa dinamica.

Repubblica fa notare che le ipotesi di un grande scontento e di una vera e propria maretta contro Putin possono essere collegate al fatto che il ministro della Difesa russo Sergej Shoigu, ritenuto uno dei fedelissimi di Putin, non sia apparso più in pubblico da due settimane. Un’ipotesi “è che soffrisse di problemi di salute. Un’altra fa notare che la sua scomparsa coincide con la pubblicazione sui social media di una foto postata da sua figlia che tiene in braccio il nipotino di Shoigu: la giovane donna e il bambino sono vestiti con i colori della bandiera dell’Ucraina”. In entrambi i casi, spiegazioni che non convincono. Sui media internazionali è corsa la voce che Putin avesse rotto col suo ministro della Difesa dopo aver messo alla porta Gerasimov.

Del resto Shoigu appartiene, assieme alla governatrice della Banca Centrale Elvira Nabiullina, a un ristretto campo di figure che sarebbe difficile rimuovere senza scossoni politici non solo interni. E del resto Shoigu si è scontrato con il capo dei servizi e della sicurezza Nikolaj Patrushev, fautore di una pace negoziataForse per gettare acqua sul fuoco e rispediere al mittente queste voci Shoigu è apparso nella giornata odierna in un video di Ria Novosti rappresentante una riunione del Consiglio di sicurezza russa a cui si è collegato. E anche Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha smorzato le polemiche attribuendo l’assenza alla lunga agenda operativa del comandante delle forze russe. Giallo risolto, dunque, per ora, ma la istuazione resta da monitorare.

Putin forse più che un golpe deve temere proprio questo: la frattura interna al suo impero, che può pregiudicare una pronta risposta ai problemi politici e strategici posti dalla guerra e minare la sua leadership. Il golpe rischia di essere una conseguenza di un indebolimento relativo della sua posizione. E l’assenza di una struttura decisiva come l’Fsb nel quadro dei suoi sostenitori potrebbe essere una prima crepa. In seguito alla cui apertura verrebbe meno la capacità di Putin di mediare da “amminsitratore delegato” di un complesso sistema di potere che lo vede perno. Un eccessivo prolungamento della guerra in Ucraina può dunque spalancare la porta al caos facendo venire a galla questi squilibri i cui esiti sarebbero imprevedibili.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.