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Secondo un’indagine interna al Pentagono, i vertici militari degli Stati Uniti avrebbero esagerato i progressi della guerra in Afghanistan verso la fine dell’anno scorso quando, dopo che l’amministrazione Trump aveva svelato la sua nuova strategia contro i talebani, aveva detto che la guerra stava volgendo in senso favorevole al fronte degli Usa e dei partner della Nato.  L’ispettore generale del Dipartimento della Difesa ha pubblicato un rapporto in cui si dice che “non sono stati fatti progressi significativi” nel 2017 verso l’obiettivo dichiarato dalle autorità afghane di portare l’80% della popolazione del paese sotto il controllo governativo.

Come riportano i media americani, il rapporto ha trovato poche prove a supporto dei commenti che il comandante in capo degli Stati Uniti in Afghanistan, il generale John W. Nicholson Jr., e altri alti funzionari statunitensi avevano fatto tardi lo scorso anno, sostenendo che le truppe sostenute dagli Stati Uniti erano entrate in una fase nuova della guerra. In particolare, quello che l’agenzia ha voluto ricordare, è che non esistono dati attendibili per confermare se effettivamente la nuova strategia dell’amministrazione di Trump abbia ottenuto risultati tangibili. “Complessivamente, sulla base dei dati disponibili, è troppo presto per giudicare se la nuova strategia ha rotto la situazione di stallo nella lotta contro i talebani e altri estremisti”, ha scritto l’ispettore generale Glenn A. Fine nella sua introduzione alla relazione. “Durante il trimestre, non c’è stato alcun cambiamento nella percentuale della popolazione o nel numero di distretti sotto il controllo del governo afghano, e non c’è stato alcun progresso verso un processo di riconciliazione con i talebani”.

Secondo il rapporto, circa il 64% della popolazione afgana vive in aree controllate o almeno influenzate dal governo, ha detto Nicholson. Un cambiamento quasi nullo rispetto a come era stato lasciato dall’amministrazione Obama. A questo rapporto, i portavoce del Comando centrale degli Stati Uniti e del Dipartimento della Difesa non hanno voluto dare alcuna risposta né delucidazione. Una tecnica che rientra nella volontà della Difesa statunitense di non fornire alcun nuovo dato sensibile sull’Afghanistan per evitare di creare false attese all’interno dell’opinione pubblica americana. 

Il rapporto, pubblicato venerdì scorso, segnala che gli Stati Uniti avevano circa 14.000 soldati in Afghanistan alla fine del 2017. L’amministrazione Obama dichiarò nel 2016 la presenza di 8.400 effettivi. Un segnale dunque che la nuova strategia dell’amministrazione Trump è diventata già ampiamente operativa. Al netto di eventuali numeri al ribasso dati sotto il mandato dl predecessore. Oltre ad un aumento sensibile del numero delle truppe, l’amministrazione Trump ha anche dato il via libera al Pentagono per un approccio più aggressivo alla lotta contro gli insorti, e ha autorizzato lo spiegamento di un numero maggiore di consiglieri militari degli Stati Uniti che seguiranno le forze afgane e le autorità locali nel bloccare i flussi di reddito talebani: in particolare la droga.

La droga resto uno dei grandi nodi da sciogliere in questo intricato sistema nato durante la guerra. Le forze statunitensi e afgane hanno condotto alcuni raid sui laboratori di narcotici nel sud dell’Afghanistan alla fine di novembre. Questi attacchi sono stati da subito inseriti nella nuova strategia dell’amministrazione Trump che aveva sempre dichiarato di dover seguire ogni traccia delle entrate dei talebani. Tuttavia, nonostante i raid degli Stati Uniti a novembre, le Nazioni Unite hanno riferito che la coltivazione del papavero da oppio in Afghanistan ha stabilito un nuovo record nel 2017. Un segnale che, evidentemente, la strategia degli Sttai Uniti è totalmente inefficace sotto questo frangente. Un’inefficacia che si ripercuote anche sulla capacità dei talebani e del terrorismo islamico di crescere in questi anni e di aumentare il rischio per tutte le truppe coinvolte e per la popolazione civile. Gli ultimi dati sui morti civili sono terrificanti: nel 2017 sono state circa 10mila.

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