In Iran si tornano a testare i nuovi missili ed i nuovi dispositivi di difesa che, nei piani della Repubblica Islamica, dovrebbero servire a potenziare la capacità militare di Teheran. I vertici della marina iraniana hanno anche diffuso dei video, circostanza questa volta a dimostrare come, nonostante la crisi economica ed i problemi innescati dall’emergenza coronavirus, da parte degli Ayatollah c’è la volontà e la possibilità di continuare a sviluppare il proprio armamento.

I video della marina iraniana

Le immagini trasmesse da Teheran sono risalenti allo scorso 18 giugno. In esse si vedono i lanci dei missili a medio e lungo raggio, sia terra-mare sia mare-mare. Secondo la marina iraniana, le esercitazioni sono consistite in lanci dalla costa e dai ponti delle navi verso determinati obiettivi designati e, così come dichiarato dai vertici dell’esercito della Repubblica Islamica, tutto sarebbe andato nelle previsioni. Gli ordigni testati sarebbero di nuova generazione e riguarderebbero, in particolare, missili da crociera con un raggio pari a 280 km. Ma, stando a quanto fatto trapelare da fonti di stampa locale, la gittata di questi missili potrebbe essere ulteriormente estesa.

Le esercitazioni si sono tenute nei pressi del golfo di Oman, non lontano dallo stretto di Hormuz. Si tratta di un’area strategica, sia a livello politico che commerciale e che spesso viene usata dall’Iran come base per le proprie esercitazioni. Alla stampa locale, il capo della marina iraniana Hossein Khanzadi ha voluto fare il punto della situazione, precisando che “i nuovi missili da crociera, di classe C, dispongono di nuove testate in grado di colpire bersagli con un’elevata precisione e a distanza ravvicinata”.

“Gli ordigni – ha poi precisato Khanzadi – oltre a poter resistere a qualsiasi tipo di guerra elettronica, sono altresì dotati di un sistema “homing”, ovvero un sistema di guida missilistica che fornisce al missile gli strumenti elettronici necessari per individuare e colpire un determinato obiettivo. Una volta lanciato il missile i dati sono registrati sul missile stesso, che dispone di diversi sistemi di navigazione incorporati”.

Il significato delle esercitazioni

Per l’Iran mostrare i muscoli era molto importante. Per il Paese il 2020 è un anno alquanto duro e difficile, cominciato con il raid Usa che il 3 gennaio scorso ha ucciso a Baghdad il generale Qasem Soleimani, eroe nazionale elevato al rango di martire e vera mente della strategia militare e politica iraniana in medio oriente. Poi la crisi innescata dall’epidemia da coronavirus tra febbraio e marzo ha peggiorato il quadro sia sociale che economico. Infine l’incidente dello scorso 10 maggio durante un’altra esercitazione, in cui un cacciatorpediniere iraniano ha colpito per sbaglio una nave di supporto sempre nel Golfo di Oman, una circostanza che ha causato la morte ed il ferimento di circa 40 membri dell’esercito.

Per Teheran era quindi importante, visti i fronti in cui l’Iran è attualmente impegnato nella regione, mostrarsi nuovamente pronto a testare nuove armi ed a dimostrare la possibilità di avere nuovi missili a lunga e media gittata. Tra Siria, Yemen ed Iraq, l’Iran contende la supremazia in medio oriente al blocco sunnita filo saudita, senza dimenticare poi le dispute politiche con gli Stati Uniti da quando il presidente Trump ha posto fine agli accordi sul nucleare negoziati nel 2016 da Obama. Le immagini diffuse quindi dai media locali appaiono come un messaggio inequivocabile, con altrettanto ben chiari destinatari.

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