Lo Stato islamico rinasce dove meno te lo aspetti: a Damasco. I terroristi di Daesh, sconfitto nelle sue maggiori roccaforti, non sono scomparsi del tutto e tentano di colpire nel cuore della strategia di Bashar al Assad. Secondo gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, le bandiere nere sarebbero riuscite a conquistare terreno nel quartiere di al-Qadam, a sud della capitale siriana.

Il governo siriano non ha confermato né smentito le notizie che arrivano in queste ore dalla ben nota ong con base nel Regno Unito, quindi la notizia va valutata sempre basandosi sulla difficoltà di avere conferme ufficiali. Ma stando a quanto riferiscono le fonti, in combattimenti andati avanti per 24 ore, i jihadisti potrebbero aver ucciso 36 soldati dell’esercito siriano.

Al-Qadam si trova nei pressi del campo profughi palestinesi di Yarmouk. Il campo è ampio circa due chilometri quadrati ed è popolato da palestinesi, con ospedali e scuole. Si trova a otto chilometri dal centro di Damasco e all’interno dei confini municipali. Secondo alcune stime, nel giugno 2002, c’erano 112.550 rifugiati registrati.

Durante la guerra siriana, il campo di Yarmouk è diventato teatro di intensi combattimenti soprattutto nel 2012 tra l’Esercito siriano libero e il Fronte popolare per la liberazione della Palestina, sostenuto dalle forze governative dell’esercito siriano. Alla fine del 2014, la popolazione del campo era scesa a soli 20mila residenti, soffrendo fame e mancanza di beni di prima necessità. Nel tempo, i ribelli islamisti legati all’Isis e al ramo siriano di al-Qaeda, Hayat Tahrir al-Sham, hanno assunto il controllo dell’area.

La scorsa settimana i ribelli che avevano il controllo di al Qadam, hanno abbandonato le aree sotto il loro dominio, accettando il trasferimento nelle zone nel nord della Siria. In questo modo, hanno permesso l’arrivo delle forze di Damasco. I jihadisti dell’Isis, che già controllavano una parte di al-Qadam, non hanno però seguito l’accordo e avrebbero lanciato un attacco contro la zona abbandonata dai ribelli, dove erano arrivati i soldati dell’esercito.

L’attacco sarebbe partito dalle posizioni che lo Stato islamico ancora detiene nel distretto di Hajar al-Aswad. “Le forze del regime stanno rinforzando l’area intorno a Qadam per cercare di riprendere il controllo del quartiere”, ha spiegato Rami Abdel Rahman, direttore dell’Osservatorio.

L’attacco alle forze governative rappresenta un problema per Damasco. Potrebbe essere semplicemente il colpo di coda del terrorismo quando ormai è chiara la sconfitta sul campo. Ma potrebbe esserci anche qualcosa di più profondo, come l’inizio di una guerra logorante, tesa a colpire le forze siriane in uno stillicidio di morti. La guerra di Daesh tornerebbe a essere eminentemente terroristica, e non più fatta di battaglie campali, come appunto avvenuto a Qadam. In questo modo, le truppe siriane non riuscirebbe ad avere velocemente il controllo di alcune aree nonostante l’accordo con le fazioni ribelli, allungando i tempi della riconquista e lasciando aperti più fronti n una guerra logorante e all’interno dei bastioni dei governativi.

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