Un documento top secret del ministero della Difesa israeliano, firmato dal ministro, Avigdor Lieberman, è stato recentemente pubblicato su internet causando non solo l’imbarazzo di Tel Aviv ma anche sconcerto nei vertici militari, preoccupati per la fuga di notizie ritenute estremamente delicate. Il documento, secondo quanto riporta il quotidiano israeliano Haaretz, rivela informazioni classificate relative alle capacità militari e ai metodi operativi delle Israel Defense Forces (Idf). 

Come affermato dal quotidiano, “almeno due sezioni del documento menzionano i nomi di meccanismi o sistemi la cui esistenza le Idf l’hanno tenuta segreta. Almeno uno di loro è così strettamente confidenziale che il suo nome non può nemmeno essere menzionato al telefono a causa della sua sensibilità e per il timore che qualsiasi informazione a riguardo venga resa nota, ha detto l’Ufficio del portavoce dell’Idf”.

 

Secondo ciò che si è appreso, il secondo meccanismo esposto nel documento pubblicato è quello utilizzato da un’unità militare per scopi operativi ed è considerato estremamente top secret. Secondo la Difesa di Israele, la sua pubblicazione potrebbe manifestare alcune funzionalità delle forze armate che i nemici non conoscono, rendendo di fatto inefficace tutta la copertura finora mantenuta. Il documento ha anche rivelato informazioni su un sistema correlato, la cui pubblicazione è anch’essa strettamente vietata.

Inserito e visibile su internet per un certo lasso di tempo, il documento è rimasto disponibile per chiunque, anche se, va detto, che qualsiasi media lo pubblichi è in violazione delle norme sulla censura militare. E in Israele, come in tutti gli Stati, la giustizia in questi casi è estremamente dura. Anche perché, visto il momento molto teso delle relazioni con i nemici tradizionali di Israele e vista l’assoluta necessità di mantenere il riserbo su questo tipo di documenti, chiunque decidesse di pubblicarli sarebbe sottoposto a una dura condanna penale.

Ma quello che lascia perplessi è come sia stato possibile che questi documenti siano stati pubblicati. I vertici israeliani della Difesa parlano di errore. Ma è certo che non potrebbero rivelare alcun tipo di altra motivazione, anche qualora ne avessero sentore. A prescindere se esista o meni un piano dietro questa pubblicazione (e non è dato saperlo), ma è comunque meglio per un ministero dire che si tratti di negligenza che di un colpo inferto da qualche avversario interno o esterno. 

Finora, la causa di questa falla nel sistema di sicurezza sembra nascere da un passaggio mancato nel protocollo che deve seguire l’Idf per il trasferimento o la stesura di questi dati. Secondo quanto stabilito dal regolamento delle forze armate israeliane, nei casi in cui si ritiene che possa esserci il rischio dell’esposizione di informazioni relative a capacità e metodi militari valutati come top secret, il ministero della Difesa deve chiedere all’Information Security Department di approvare il materiale prima della sua uscita. Questo passaggio, in questo specifico caso, sembra non essere avvenuto.

L’ufficio del portavoce dell’Idf ha affermato che si tratta di un “grave errore di sicurezza delle informazioni e verrà esaminato”. L’indagine, per ora, non ha avuto ancora risultati dal momento che il fatto è avvenuto da pochissime ore. Quello che è certo è che il ministero della Difesa vorrà vederci bene. Qualora si trattasse di un errore, si tratterebbe di una svista molto importante che arriva in una fase molto complicata della strategia israeliana nella regione. 

 

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