Dopo la caduta di Lyman e la controffensiva di settembre che ha spinto gli ucraini a riprendere importanti fette di territorio a sud di Kharkiv, il fronte sembra movimentarsi anche nella regione di Kherson. Una cioè delle quattro annesse venerdì scorso da Mosca all’interno della federazione. Diversi villaggi infatti sono stati ripresi dall’esercito ucraino a nord di Kherson, unico capoluogo di regione nelle mani dei russi. La conferma è arrivata domenica sera dallo stesso presidente Volodymyr Zelensky, peraltro direttamente interessato dalle ultime avanzate visto che le nuove conquiste ucraine hanno allontanato il fronte dalla sua città natale, Kryvyj Rih. Il Cremlino appare quindi ulteriormente in difficoltà. Anche perché, ancora una volta, sul fronte l’aviazione russa non è intervenuta a sostegno delle truppe di terra.

L’avanzata ucraina a nord di Kherson

Il fronte di Kherson nell’ultimo mese è passato in secondo piano. Dopo gli annunci di imminenti controffensive ucraine nel corso dell’estate, l’attenzione si è spostata a Kharkiv, lì dove tra l’8 e il 10 settembre le truppe di Kiev hanno ripreso località importanti quali Izyum e, poche settimane dopo, anche Lyman. A Kherson, regione meridionale importante in quanto crocevia tra la Crimea e Odessa, a parte qualche piccola sortita ucraina non sono stati segnalati importanti cambiamenti territoriali.

Qualcosa invece è mutato nelle prime ore di domenica. I soldati ucraini infatti hanno iniziato a premere a nord dell’oblast. I russi probabilmente sono stati colti di sorpresa. Buona parte delle truppe del Cremlino sono stanziate a ovest di Kherson, sulla linea del fronte situata lungo la strada per Mykolaiv. É qui che hanno respinto gli attacchi ucraini tra agosto e settembre.

La pressione nella parte settentrionale della regione di Kherson ha permesso ai soldati di Kiev di prendere in mano almeno due località: Arkhanhelske e Myroliubivka. A confermarlo domenica sera è stato, nel suo consueto discorso su Telegram, Volodymyr Zelensky.

I combattimenti starebbero adesso andando avanti nelle zone limitrofe. L’arretramento russo in quest’area ha permesso l’allontanamento del fronte dall’importante città di Kryvyj Rih, ma soprattutto l’avvicinamento degli ucraini lungo le sponde del Dnepr. Fonti di Kiev hanno parlato su Twitter di un’avanzata giunta a circa 40 km da Nova Kakhovka, ossia la prima importante località conquistata dai russi nel primo giorno di guerra, il 24 febbraio scorso. Difesa a nord dal fiume Dnepr, riprenderla per gli ucraini non dovrebbe essere affatto semplice, ma darebbe loro importanti effetti strategici: la città di Kherson sarebbe infatti così aggirabile da est. Probabile quindi che la prossima battaglia venga svolta all’interno di questo quadrante.

Russi in difficoltà a est del fiume Oskil

Ma le novità nelle ultime ore sono arrivate anche dal fronte più sotto i riflettori nell’ultimo mese, quello cioè dove la controffensiva ucraina ha sortito i suoi principali effetti. A sud di Kharkiv infatti si sta continuando a combattere. Dopo la presa di Lyman, avvenuta lo scorso sabato, i soldati di Kiev sembrano voler spingere oltre il proprio contrattacco. Si è avuta notizia infatti della conquista della località di Torske, a est di Lyman. Il fronte si sta avvicinando a Kreminna, cittadina all’interno dell’oblast di Lugansk e a pochi chilometri dalla periferia di Severodonetsk.

Nella regione di Kharkiv l’avanzata più importante avvenuta tra domenica e lunedì ha però riguardato Kupyansk. La città, situata a cavallo dello sponde del fiume Oskil, è interamente in mano ucraina da giorni ma nella notte di lunedì le truppe di Kiev sarebbero riuscite a superare importanti linee difensive russe a est del suo centro abitato. Vuol dire quindi che i soldati ucraini, se la notizia dovesse essere confermata, sarebbero riusciti ad oltrepassare definitivamente l’Oskil. I russi quindi in questa maniera potrebbero essere costretti a indietreggiare ulteriormente verso l’oblast di Lugansk.

Le annessioni al momento non hanno cambiato la strategia ucraina

Al di là delle novità militari, nelle ultime ore ad emergere è anche un importante dato politico. In particolare, appare chiaro come Kiev ha scelto di non cambiare i propri piani nonostante l’annuncio di annessione di almeno quattro regioni ucraine da parte del Cremlino. La cerimonia svoltasi venerdì, culminata con la firma apposta da Vladimir Putin sui decreti che hanno sancito l’ingresso di quattro oblast nella federazione, non ha evitato agli ucraini di attaccare 48 ore dopo parte dei territori annessi.

Le località di Kherson riprese da Kiev erano già da considerarsi, secondo la visione di Mosca, come parte integrante del territorio russo. Quella che per il Cremlino era una linea rossa da non valicare, a nord di Nova Kakhovka invece gli ucraini l’hanno già violata. E probabilmente a breve accadrà la stessa cosa est di Lyman, quando le truppe agli ordini di Zelensky arriveranno nel territorio di Lugansk. Gli ucraini del resto stanno cercando di massimizzare i vantaggi dati dall’inferiorità numerica dei russi nei fronti attaccati, non facilmente colmabile a breve con la mobilitazione parziale annunciata da Putin, così come la totale mancanza di azione da parte dell’aviazione di Mosca.

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