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L’importanza di Lyman sta anche in un comunicato. Quando i russi l’hanno presa a fine maggio, nel dare l’annuncio della conquista l’hanno chiamata Krasnyj Lyman, il vecchio nome sovietico cambiato poi nel 2016 dal parlamento ucraino. E ora che Kiev si appresta a riprenderla, da parte ucraina la si è chiamata soltanto Lyman, la denominazione voluta per cancellare le tracce del passato sovietico.

Ad ogni modo, la città oramai è vicina a un nuovo passaggio di mano. Presa dalle forze russe sul finire del mese di maggio, dopo aspre battaglie, è stata difesa fino alle ultime ore dalle truppe di Mosca impegnate ad arginare la controffensiva ucraina partita nei primi giorni di settembre. Adesso però i russi sarebbero in ritirata e Kiev è pronta a rivendicare una nuova importante località riconquistata.

Ripresa la controffensiva ucraina

Quando in molti si aspettavano una controffensiva ucraina su Kherson, si è assistito invece a un’azione da parte di Kiev nelle regioni a sud di Kharkiv. Qui i russi sono stati presi in contropiede: Mosca non aveva uomini e mezzi a sufficienza per resistere all’attacco e le truppe sono state costrette a indietreggiare. Tra il 2 e il 4 settembre l’esercito agli ordini del presidente Zelensky è riuscito a riprendere in mano territori persi prima dell’estate. A partire da Izyum, località considerata quale “porta del Donbass“.

Il contrattacco ucraino in 48 ore ha permesso alle truppe di Kiev di spingersi fino ai confini amministrativi tra l’oblast di Kharkiv e quello di Lugansk. La delimitazione dell’avanzata è stata data dal fiume Oskil, al di là del quale i russi hanno provato ad allestire alcune postazioni di difesa. Tuttavia in questo quadrante gli ucraini hanno una netta supremazia in termini di uomini. Era quindi solo questione di tempo prima che dai comandi principali arrivasse l’ordine di riprendere la controffensiva.

Le azioni ucraine a questo punto si sono concentrate su due aree in particolare. A nord nella città di Kupyansk, situata lungo le rive dell’Oskil, a sud invece nella zona di Lyman. Nelle ultime ore sono giunte testimonianze social della nuova avanzata di Kiev. In particolare, a Kupyansk è stata conquistata la parte di città a est dell’Oskil, mentre a Lyman i costanti contrattacchi contro i russi hanno iniziato a sortire gli effetti sperati dai generali ucraini.

L’importanza della riconquista di Lyman

La cittadina in questione è tra le più strategiche dell’area. Situata a nord degli argini del Siversky Donetsk, fiume le cui acque delimitano parte del Donbass, conquistarla vuol dire avere le chiavi dell’intera area circostante. Non a caso i russi hanno impiegato molti mezzi e uomini per prenderla a maggio. Per Mosca mettere gli scarponi a Lyman ha significato solidificare la propria presenza a nord del Siversky Donetsk e puntare decisamente su Slovjansk e Kramatorsk, le due grandi città del Donbass in mano ucraina.

Mercoledì mattina un gruppo di soldati su Twitter ha mostrato le bandiere ucraine issate nuovamente nel municipio di Novoselivka, a nord di Lyman. Una conquista in grado di rappresentare una sorta di preludio ad ulteriori avanzate.

Poche ore dopo non a caso si è avuta notizia dell’ingresso di truppe ucraine nelle località di Ivankva e Novomykhalivka, anch’esse poco lontane da Lyman. Le linee di difesa russe sono stati evidentemente sfondate e raggirate. Per Mosca i problemi sono arrivati soprattutto dall’attraversamento, da parte degli ucraini, del Siversky Donetsk.

Senza barriere naturali a difendere i propri principali obiettivi e con le linee attraversate dalle forze di Kiev, per i russi l’unica soluzione è abbandonare Lyman e provare a frenare per quanto possibile le avanzate ucraine. Il ritiro dalla zona, secondo molti analisti, è soltanto questione di ore. Anche perché, stando agli ultimi report circolati sia in ambito filoucraino che filorusso, i soldati di Kiev avrebbero chiuso in una sacca sia Lyman che altre località limitrofe.

Gli ucraini hanno quindi a portata un successo strategico importante per due motivi. Da un lato per questioni mediatiche e propagandistiche: Kiev può infatti adesso dimostrare che la controffensiva di inizio settembre non è stata isolata. Dall’altro lato per ragioni più marcatamente militari: una volta guadato il Siversky Donetsk, l’esercito ucraino è nelle condizioni di provare a ricongiungersi con le truppe che hanno attraversato anche l’Oskil. In tal modo potrebbe essere possibile avanzare verso altre zone nevralgiche, quali su tutte Severodonetsk.

Kiev accelera nel contrattacco

L’impressione è che dalla capitale ucraina, anche su indicazione dei servizi di intelligence alleati, sia arrivato l’ordine di avanzare il prima possibile. Kiev infatti adesso può sfruttare due fattori a sua favore: la superiorità numerica e le strade non ancora investite dal fango. Vantaggi che a breve potrebbe non avere vista la mobilitazione parziale ordinata da Mosca e l’arrivo imminente della stagione delle piogge.

Dopo la presa di Lyman e il consolidamento del fronte di Kupyansk, si potrebbe assistere quindi ad ulteriori avanzate ucraine e ad ulteriori indietreggiamenti da parte dei russi. Più località conquista Kiev in questa fase, più il governo ucraino potrà in seguito rivendicare il diritto di riprendere in mano per intero il proprio territorio.

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