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Come vengono pagati i militari russi? Come fa il governo di Mosca, nel pieno della tempesta delle sanzioni, a fornire gli stipendi a membri dell’esercito e combattenti? Alcuni giornalisti si sono posti questa domanda e la risposta ha portato dritto alla sede di Gazprombank. L’istituto cioè diretta emanazione del colosso del gas Gazprom, nonché l’unica banca non soggetta alle pesanti restrizioni dovute alle sanzioni dell’occidente. In linea di massima una scoperta del genere farebbe gridare al crollo dell’impalcatura del sistema sanzionatorio. C’è però da aggiungere un dettaglio: a denunciare il fatto sono stati investigatori di Radio Liberty, la radio cioè voluta dagli Stati Uniti già ai tempi della guerra fredda e che, sotto un profilo prettamente politico, ha tutto l’interesse nel mettere ulteriore pressione all’Europa per ulteriori sanzioni contro la Russia. Rimane quindi la domanda: le sanzioni influirebbero realmente sul pagamento ai militari russi e quindi sul proseguo della guerra?

Il report di Radio Liberty

Alcuni giornalisti di Schemes, l’unità investigativa della sezione ucraina di Radio Liberty, hanno spulciato all’interno dei social network russi. E hanno visto chiare indicazioni di come le famiglie dei soldati che stanno combattendo in Ucraina abbiano più volte lodato Gazprombank per l’arrivo regolare degli stipendi. Un messaggio del genere è stato trovato il 10 giugno sulla bacheca di Vk, il corrispondente russo di Facebook, di Alina. Quest’ultima è moglie di un soldato impegnato in Ucraina. Contattata da Schemes, la donna ha confermato di ricevere i pagamenti degli stipendi del marito e delle indennità da battaglia direttamente da Gazprombank. Altre simili testimonianze sono arrivate da parenti di altri soldati sempre impegnati in queste settimane nella guerra contro Kiev. “Non è chiaro però – si legge nel report di Radio Liberty – quale percentuale del personale militare russo, o dei soldati russi, riceva pagamenti tramite Gazprombank. Diverse altre banche sono anche autorizzate a elaborare le retribuzioni militari, tra cui Sberbank e VTB”.

Perché Gazprombank non è stata toccata dalle sanzioni

Ma mentre Sberbank e VTB sono state raggiunte da un pesante regime sanzionatorio da parte occidentale, Gazprombank invece no. Le prime due banche russe sono state tagliate fuori dal sistema Swift e non possono fare transazioni in Euro o Dollari. Gazprombank invece sì. Tanto è vero che quando Putin ha firmato il decreto sull’obbligo di pagare il gas russo in Rubli, in pochi in Europa si sono realmente scomposti. Molte società hanno semplicemente aperto due conti su Gazprombank, uno in Rubli e uno in Euro. In quest’ultimo l’azienda che importa gas verso l’Europa versa il pagamento con la nostra moneta, nell’altro è invece la stessa banca a versare l’equivalente in Rubli dopo aver prelevato gli Euro e averli scambiati sul mercato di Mosca. Un modo, come chiarito più volte dalla commissione europea, del tutto lecito e che non viola le sanzioni. Proprio perché le sanzioni non hanno toccato Gazprombank.

E sul perché le misure imposte dall’Ue non abbiano inciso sulla terza banca russa, la risposta arriva dal nome stesso dell’istituto. “Le sanzioni a Gazprombank equivarrebbero a un embargo sul gas russo, che ora non è nelle carte”, ha detto chiaramente, in un’intervista a Nbc, l’analista Simone Tagliapietra. Un’affermazione riportata nello stesso report di Radio Liberty e che spiega quindi il motivo per cui difficilmente l’istituto russo sarà sanzionato in futuro.

Le perplessità

Ad ogni modo, collegare un regime sanzionatorio blando con i pagamenti fatti da Gazprombank ai soldati appare alquanto forzato. Le sanzioni occidentali non limitano di certo le transazioni in Rubli interne alla Russia. Mosca ha maggiori difficoltà nei commerci con l’estero, ma non nel pagare stipendi o nel proseguire con i pagamenti interni. Dunque è lecito pensare che anche se Gazprombank fosse raggiunta dalle stesse limitazioni in cui sono incappate le altre banche russe, pagherebbe ugualmente i soldati russi. Gli emolumenti per chi combatte in Ucraina non sono figli diretti dei soldi girati dalle aziende del gas europee. Si tratta verosimilmente di somme del governo e della Difesa di Mosca, le quali poi si servono di Gazprombank (e non solo) per le transazioni. Lo si legge chiaramente anche su Radio Liberty: “È altamente improbabile che le sanzioni influiscano sui pagamenti interni in Rubli – ha dichiarato l’ex consigliere del Dipartimento del Tesoro Usa, Brian O’Toole, agli stessi autori del report – Tali pagamenti sarebbero generalmente fuori dalla portata delle sanzioni statunitensi”.

Il caso sollevato da Radio Liberty quindi forse può essere visto unicamente in chiave politica. Se sotto il profilo pratico le sanzioni a Gazprombank non impedirebbero il pagamento ai soldati russi, a livello politico il fatto che aziende europee diano soldi a una banca usata per gli stipendi a chi si trova in Ucraina potrebbe creare qualche imbarazzo. Non è sorprendente che a far uscire la notizia sia stata proprio Radio Liberty. “Longa manus” soprattutto in est Europa della linea mediatica statunitense, l’inchiesta potrebbe aver rappresentato una nuova guerra informativa tra Russia e occidente. Una guerra non meno delicata di quella combattuta sul campo.

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