La Cina conferma i lavori sulla terza portaerei. Lo scafo del terzo vettore Tipo 003, attualmente in costruzione nei cantieri di Jiangnan Changxingdao nell’area di Shanghai, sarà completato per il 2020. Entro il 2030 saranno quattro le portaerei in servizio con la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione. Per il 2049, la Cina stima una forza attiva di dieci portaerei.

La prima portaerei della Cina

La portaerei Liaoning è il secondo vettore della classe Admiral Kuznetsov che risale all’era sovietica. Anche se la sua capacità complessiva è ostacolata dalla sua centrale elettrica relativamente inefficiente e dal sistema di lancio (ski jump a differenza delle catapulte a vapore), il vettore rappresenta un passo importante nel promuovere la capacità di proiezione globale della Cina. Entrata ufficialmente in servizio con l’Esercito Popolare di Liberazione nel novembre dello scorso anno, la portaerei da 60mila tonnellate acquistata dall’Ucraina nel 1998 è stata totalmente rivista e modernizzata. L’autonomia della Liaoning è stimata in 45 giorni di navigazione, pari a settemila chilometri al massimo della velocità consentita, circa 32 nodi (secondo la stima del Pentagono non dovrebbe superare i venti). La Marina Militare cinese conferma un gruppo di volo standard formato da venti caccia imbarcati Shenyang J-15 e dodici piattaforme a rotore Changhe Z-18J (AEW) e Z-18F (ASW). Le limitazioni fisiche ed operative della Liaoning indicano che potrebbe essere più adatta per svolgere missioni regionali, ma rappresenta un simbolo. Per raggiungere un livello di operazioni globali paragonabile a quella della Marina americana, la Cina avrà bisogno di decenni di esperienza.

La seconda portaerei cinese

Ufficialmente presentata il 23 aprile scorso durante le cerimonie per il 68esimo anniversario della Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione, la portaerei cinese Shandong è stata realizzata nel cantiere di Dailian, nel nord della Cina. Il secondo vettore Tipo 001A (CV-17), è stato interamente costruito in Cina ottimizzando il disegno della Liaoning. Il viaggio inaugurale nel Mar di Bohai è previsto per la fine di febbraio, dopo i festeggiamenti per il capodanno lunare (Lunar New Year). I test in mare continueranno per l’intero anno in corso con primo pattugliamento operativo tra il 2019 ed il 2020. La Shandong ha un dislocamento di 65mila tonnellate ed un sistema di alimentazione convenzionale (caldaie a gasolio e turbine a vapore) con un’autonomia di settemila chilometri a 32 nodi. La Shandong trasporterà fino a 24 caccia Shenyang J-15 che decolleranno dal medesimo ponte STOBAR della Liaoning appartenente alla classe Admiral Kuznetsov. Sebbene efficace, il lancio STOBAR non è paragonabile al CATOBAR o Catapult Assisted Take Off But Arrested Recovery, decollo assistito da catapulta ma recupero arrestato presente sulle Nimitz statunitensi. Un vettore CATOBAR è in grado di lanciare velivoli dotati di maggior carburante e carico utile. I principali sistemi come la propulsione, l’elettronica e l’armamento sono stati realizzati in Cina. Il vettore è equipaggiato con quattro batterie di difesa HQ-10. Una delle principali differenze tra le portaerei Liaoning e Shandong è il design a misura di uomo: il secondo vettore presenta ambienti più confortevoli e moderni per il personale imbarcato. La portaerei Liaoning è stata progettata per testare l’affidabilità e la compatibilità dei sistemi indigeni e per la formazione del personale. Il secondo vettore sarà a tutti gli effetti una piattaforma da battaglia che contribuirà alla difesa degli interessi nazionali.

La terza portaerei cinese

Scarse le informazioni diramate dal governo cinese. Il vettore Tipo 002 (CV-18) dovrebbe avere un dislocamento da 80 mila tonnellate, il doppio della Charles de Gaulle da 42,500 tonnellate e 15 mila tonnellate in più delle classi Queen Elizabeth ed Admiral Kuznetsov. La CV-18 sarà configurata per ospitare le catapulte a vapore ed elettromagnetiche. Sulla catapulta elettromagnetica non è necessaria alcuna riconfigurazione, diversamente da quanto avviene oggi per quelle a vapore che presentano dei limiti in base alla massa dei velivoli lanciati. Il sistema di lancio elettromagnetico consente flessibilità d’impiego per una varietà di piattaforme che possono decollare dal vettore a pieno carico. Presso la Huangdicun Airbase, i cinesi continuano a testare le piattaforme J-15 sia sulle catapulte a vapore che su quelle elettromagnetiche. Sono gli stessi analisti cinesi sulle agenzie di stampa del paese, a giustificare l’esigenza di una terza portaerei per garantire i pattugliamenti armati a lungo raggio e per le missioni umanitarie. Fin dal 2013, le China Shipbuilding Industry hanno avviato gli studi per la propulsione nucleare sui vettori sfruttando il know-how acquisito con i sottomarini classe Han. L’energia nucleare conferisce al vettore la capacità di navigare per mesi senza i vincoli di logistica ed approvvigionamento del combustibile. Un vettore a propulsione nucleare sarebbe in grado di proiettare la potenza cinese al di là delle proprie acque territoriali, garantendo flessibilità senza precedenti. La Cina ha già confermato che il terzo vettore Tipo 002 avrà una propulsione convenzionale.

L’importanze della tecnologia elettromagnetica

Le catapulte convenzionali sfruttano la pressione del vapore per lanciare il gruppo aereo imbarcato sulle portaerei. Per raggiungere l’efficienza energetica e concentrare la pressione ottimale per lanciare in sicurezza un velivolo, è necessario del tempo che limita inevitabilmente i tassi di sortita. Solitamente, una catapulta convenzionale necessita di 610 kg di vapore per lanciare un velivolo. L’Electro-Magnetic Aircraft Launch System, sfrutta la forza elettromagnetica combinata alla spinta dei motori dell’aereo ed alla velocità del vento. Sulla catapulta elettromagnetica non è necessaria alcuna riconfigurazione, diversamente da quanto avviene oggi per quelle a vapore che presentano dei limiti in base alla massa dei velivoli lanciati. Il sistema di lancio elettromagnetico consente flessibilità d’impiego per una varietà di piattaforme che possono decollare dal vettore a pieno carico. L’uso di una forza più costante e regolabile, infine, riduce lo stress sulla struttura degli aeromobili, poiché l’energia cinetica del velivolo in atterraggio è controllata da un motore elettrico. Nella tecnologia elettromagnetica, i quattro alternatori sviluppano il 29 per cento in più di energia, circa 121 megajoule, rispetto ai 95 megajoule della catapulta a vapore. I lanciatori EMALS e l’Advanced Arresting Gear sono stati sviluppati dagli Stati Uniti per le nuove portaerei classe Gerald R. Ford.

L’Advanced Arresting Gear sostituirà l’attuale sistema di arresto idraulico utilizzato sulle portaerei degli Stati Uniti. Il sistema AAG è stato progettato per una più ampia gamma di velivoli tra cui gli UCAV. Il sistema elettrico prevede la decelerazione degli aeromobili durante le operazioni di recupero sulle portaerei, fornendo margini di affidabilità e sicurezza superiori rispetto agli attuali asset convenzionali. L’Advanced Arresting Gear utilizza semplici turbine ad assorbimento di energia accoppiate ad un motore a induzione per controllare con precisone le forze di arresto.

La quarta portaerei cinese

Entro il 2025 la Cina dovrebbe essere in grado di mettere in produzione la sua quarta portaerei Tipo 003 da centomila tonnellate, la prima a propulsione nucleare. Il primo pattugliamento operativo è previsto tra il 2028/2030.

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