Guerra /

Nella giornata di ieri la Corea del Nord ha commemorato l’ottavo congresso del Partito dei Lavoratori con una parata militare, la seconda dopo quella effettuata il 10 ottobre, data in cui si celebra proprio l’anniversario di fondazione del Partito.

L’evento non avrebbe destato particolari scalpori, in quanto il regime di Pyongyang è solito effettuare questo tipo di manifestazioni con cadenza regolare per festeggiare ricorrenze come quella della fondazione dell’Esercito o quella del compleanno di Kim Il-sung, se non fosse per il fatto che dalle immagini che ci sono pervenute sembrerebbe che sia sfilato un nuovo tipo di missile balistico lanciato da sottomarini (in gergo Slbm, acronimo di Submarine Launched Ballistic Missile).

Diversi esemplari del missile, etichettati come Pukkuksong-5 (“Stella Polare 5”), sono sfilati trasportati su semirimorchi trainati da motrici che non si configurano come veicoli Tel (Transporter Erector Launcher) attraverso la piazza Kim Il-sung della capitale nordcoreana.

L’arma sembra avere un’ogiva più grande della variante precedente, la Pukkuksong-4A, che il regime ha svelato durante la parata per il 75esimo anniversario del Partito dei Lavoratori dello scorso ottobre, e ad una prima analisi sembrerebbe anche leggermente più lunga, come si evince confrontandone le dimensioni avendo come riferimento i punti di attacco del missile sul rimorchio.

Potrebbe trattarsi quindi, effettivamente, di un nuovo Slbm sebbene il sospetto che sia solo un modello (definito mock-up nel linguaggio tecnico) resti.

La Corea del Nord risulta infatti avere in servizio due vettori di questo tipo: il ben noto Pukkuksong-1, anche noto come Kn-11, un missile bistadio a propellente solido con una gittata massima di 1200 chilometri molto simile al sovietico SS-N-6 “Serb” (R-27) che potrebbe avere un carico utile di 700 chilogrammi ed una testata del tipo He o nucleare, e il Pukkuksong-3 (o Kn-26), un missile dall’aspetto molto diverso dal precedente con una gittata massima stimata di 1900 chilometri anch’esso bistadio e a propellente solido. Il primo test di questo ultimo vettore è stato effettuato il 2 ottobre del 2019 ed il razzo ha raggiunto una distanza di 450 chilometri con un apogeo di 910. Si pensa che il Pukkuksong-3 sia destinato ad essere utilizzato sui sottomarini di classe Sinpo e suoi derivati. Carico utile, tipo di testata e peso al lancio sono ancora ignoti, ma le sue dimensioni, stimate sempre a partire dalle immagini, oscillano tra i 7,8 e gli 8,3 metri di lunghezza con un diametro compreso tra 1,4 e 1,5 metri.

Né il Pukkuksong-4A né tanto meno il modello 5 svelato durante la parata del 14 gennaio risultano aver compiuto test di volo, ma secondo la nostra analisi, stante l’attuale situazione geostrategica che ha visto, oltre al cambio di guida alla Casa Bianca, la continuazione della stasi nei negoziati per il disarmo tra Stati Uniti e Corea del Nord, durante quest’anno, probabilmente intorno alla data dell’insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti, il regime di Pyongyang potrebbe effettuare un primo test di volo di questi due sistemi, sempre che non propenda per un lancio di un’altra novità missilistica vista di recente: il nuovo missile balistico intercontinentale (Icbm) che è apparso immediatamente più grande del precedente modello, lo Hwasong-15 testato con successo a novembre del 2017. Questo nuovo vettore, infatti, è stato visto sfilare, sempre durante la parata di ottobre, su un enorme veicolo Te (Transporter Erector) a 11 assi, il più grande esistente al mondo.

Avere negli arsenali missili balistici lanciabili da sottomarini per il regime di Pyongyang risulta essenziale, in quanto i suoi vettori a raggio medio, intermedio e intercontinentali sono relativamente vulnerabili in caso di conflitto. Quelli a propellente liquido, benché mobili, necessitano di tempo per poter essere schierati, riforniti e lanciati, mentre l’unico a propellente solido, il Kn-15 (o Pukkuksong-2) un Mrbm che è la variante terrestre dell’Slbm Kn-11, sebbene sia operativo è disponibile in ancora pochi esemplari. Pertanto il dispiegamento di sistemi missilistici a propellente liquido, richiedendo tempo, li esporrebbe a un attacco preventivo che potrebbe eliminarli per la maggior parte, quindi avere una flotta di sottomarini lanciamissili balistici armati con vettori più moderni ed efficienti è la carta su cui, molto probabilmente, punterà la Corea del Nord per avere uno strumento di deterrenza nucleare realmente efficace.

Lo stesso ragionamento, probabilmente, è stato fatto a sud del 38esimo parallelo. Sappiamo, infatti, che il governo di Seul sta sviluppando un Slbm basandosi sul missile balistico terra-terra Hyunmoo-2B, che ha una gittata di circa 500 chilometri. L’Slbm verrà utilizzato sui nuovi sottomarini della classe Dosan Ahn Changho, da circa 3700 tonnellate di dislocamento in immersione, secondo i funzionari della Difesa sudcoreana.

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